Lo Yuan e il suo inserimento nel FMI

Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) è un’importante istituzione economica. È stato creato nel 1969 in seguito agli accordi di Bretton Woods, la località nel New Hampshire dove fu istituito. Durante quel periodo le nazioni attribuivano un valore fisso per lo scambio tra valute, decidendo a quale valore la moneta del loro paese dovesse essere scambiata con altre monete di riferimento. Se una valuta subiva un forte svalutamento, la sua banca centrale provvedeva a comprarla nel mercato dei cambi, così che il suo valore crescesse nuovamente. Per acquistare la sua moneta, una banca centrale ne vendeva delle altre: aveva quindi bisogno di detenere riserve di monete estere da utilizzare in caso di necessità.

Inizialmente le riserve erano in oro o dollari, ma vista la grande crescita economica del dopoguerra questi due beni cominciarono a non essere più sufficienti. Questo è uno dei motivi per cui venne istituito il Fondo Monetario Internazionale. Oggi il sistema a cambi fissi non viene più usato nella maggior parte delle economie, dato che si lascia attribuire al libero mercato il valore di una determinata valuta. Le valute che ne fanno parte, con diritti speciali di prelievo, sono il dollaro statunitense, l’euro, la sterlina e lo yen giapponese.

Dal 1 ottobre lo Yuan sarà aggiunto alle valute principali. Questo accade perchè la Cina negli ultimi anni ha consolidato la sua posizione di importante economia, nonostante la recente crisi avvenuta sui mercati finanziari. L’economia cinese rimane comunque legata a regole molto ferree per quanto riguarda l’oscillazione del cambio, che non ha libertà di movimento come le altre valute del paniere. Secondo Christine Lagarde, direttrice operativa del Fondo Monetario Internazionale, lo Yuan rispetta tutti i criteri per far parte delle valute con diritto speciale di prelievo, e la sua partecipazione nel fondo rappresenta un riconoscimento per le importanti riforme attuate dalla Cina negli ultimi anni per l’apertura al libero mercato.

L’FMI esamina nuove valute da inserire nel paniere ogni cinque anni e i suoi fini sono:

  • Promuovere la cooperazione monetaria internazionale.
  • Facilitare l’espansione del commercio internazionale.
  • Promuovere la stabilità e l’ordine dei rapporti di cambio evitando svalutazioni competitive.
  • Dare fiducia agli Stati membri rendendo disponibili con adeguate garanzie le risorse del Fondo per affrontare difficoltà della bilancia dei pagamenti.
  • Abbreviare la durata e ridurre la misura degli squilibri delle bilance dei pagamenti degli Stati membri.

In particolare l’FMI dovrebbe regolare la convivenza economica e favorire i paesi in via di sviluppo, e aiutare le nazioni che ne fanno parte quando sono in difficoltà.

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