Il reverse stock split: cos’è e perché avviene

Nell’articolo precedente abbiamo parlato di Stock Split, ma lavorando sul mercato azionario potremmo anche sentir parlare di Reverse stock split. La terminologia inglese potrebbe trarre in inganno, portandoci a pensare che davanti a termini così particolari si nascondano concetti difficili da capire. Fortunatamente anche questa volta, il concetto teorico di Stock Split è molto semplice.

Quindi, cos’è il Reverse stock split e perché avviene?

Il Reverse stock split è un’aggregazione azionaria, quindi un qualcosa che porta a una variazione del numero di azioni disponibili ma non nella capitalizzazione di borsa di una società.

Con un piccolo esempio cercheremo di rendere il tutto ancora più semplice:

La società fittizia Interamnia ha un capitale di 20.000 euro, divis0 in 200 azioni da 100€ ciascuna. In borsa i risultati non sembrano essere dei migliori, quindi la società vorrebbe incrementare il valore del titolo, in modo da fornire ai suoi azionisti un titolo di maggior valore così da non farli scappare verso altri acquisti. A questo punto i responsabili di Interamnia decideranno di ricorrere al reverse stock split, diminuendo il numero di titoli disponibile effettuando un’aggregazione di questi.

Quindi quelle azioni che prima avevano valore di 100 euro, adesso avranno valore di 200 euro. Questo vuol dire che sul mercato non avremmo più 200 azioni ma 100, mentre il valore della società rimarrà esattamente lo stesso.

L’azionista che ha già acquistato i titoli vedrà una diminuzione del suo numero di azioni. Detenendo due titoli che prima avevano valore complessivo di 200 euro, adesso ne avrà uno dal valore di 200 euro ciascuno. Anche nel caso dell’azionista non ci saranno variazioni sulla capitalizzazione.

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