FTSE MIB: quali sono i livelli da monitorare?

Il nostro listino apre la seduta odierna con una performance negativa, cercando all’interno dell’attuale sessione la conferma di alcuni livelli chiave.

In questa video analisi vedremo e prenderemo in considerazione i movimenti di prezzo sia per quanto riguarda il lungo che breve periodo.

La spiegazione è a scopo didattico e non rappresenta in alcun modo suggerimento per quanto riguarda investimenti.

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EUR/USD e cambi major: prepariamoci ai Non Farm Payrolls

Nelle prossime ore avremo il rilascio dei dati riguardanti l’occupazione negli Stati Uniti (i Non Farm Payrolls), uno dei più più importanti market driver a livello mensile.

Il mercato dei cambi mostra sulle principali coppie di valute dei segnali di attesa, posizionandosi su livelli molto importanti per le contrattazioni.

In questa video analisi vedremo quello che accade sulle major del mercato Forex, individuando i quadri tecnici e livelli chiave forniti dai cambi, così da essere pronti nel pianificare la nostra operatività.

La spiegazione è a scopo didattico e non rappresenta in alcun modo suggerimento per quanto riguarda investimenti.

 

Il capitale nel trading online: quanto investire?

imageUna delle domande che ci si pone quando si inizia a fare trading è quanto capitale investire. Inizialmente, guardando anche gli ingannevoli banner pubblicitari, avremo la convinzione di poter diventare milionari partendo da un piccolo conto di centinaia di Euro. Purtroppo non c’è nulla di più sbagliato, e all’interno di questo articolo vedrò di spiegarvi perché.

1) Pro e contro di un piccolo capitale: fare trading online con un piccolo capitale presenta molti vantaggi se abbiamo iniziato da poco questa affascinante attività. Possiamo considerarlo un vantaggio dato che il nostro primo conto, quello con cui pensiamo di diventare milionari dopo qualche mese di demo, andrà a polverizzarsi nel giro di poche operazioni.

Come possiamo pensare di affrontare i mercati senza avere la minima conoscenza finanziaria o di money management? Dopo qualche mese con un conto demo, siamo convinti di poter guadagnare per qualche operazione andata in profitto, scoprendo che poi la realtà è molto diversa.

Questo perché quando lavoriamo attraverso un conto demo, non abbiamo implicazioni dal punto di vista emotivo. Se perdiamo 4000€ cosa ci importa? Basta un click per versare nuovamente denaro fittizio sul conto. Tutto cambia quando iniziamo a eseguire operazioni con denaro reale, dove una perdita di 4000€ sul nostro capitale, sicuramente non risulterà piacevole.

Il nostro primo conto sarà con altissime possibilità portato ad avere grandi perdite, se non l’intero capitale investito. Questo succederà non perché il capitale sia esiguo, ma per il semplice fatto che non abbiamo disciplina, metodologia e money management. Il capitale sarà importante solo quando noi saremo in grado di fare trading online in maniera corretta e professionale.

Fino a quel momento è inutile pensare di investire grandi capitali sul mercato, dato che le probabilità di perderlo totalmente saranno altissime. Guidereste mai una Ferrari senza avere la patente? Riflettete per bene su questo esempio.

Un piccolo conto di trading deve essere visto solo e semplicemente come palestra per la nostra attività di trader, così da poter provare quel qualcosa che manca al trading con denaro fittizio: il controllo dell’emotività.

2)Pro e contro di un grande capitale: quali caratteristiche deve avere un capitale per essere considerato tale? Questo sicuramente dipende dalla nostra disponibilità economica e propensione al rischio.

Ognuno di noi ha una diversa tolleranza al rischio e sta a noi capire quanto vogliamo investire. Sicuramente il nostro investimento a mercato deve essere rappresentato da un capitale che possiamo permetterci di perdere e non gravi sulla nostra condizione economica. In questo modo saremo in grado di gestire in maniera migliore la componente emotiva e saremo sicuramente meno influenzati dal subire una perdita.

Saper di poter perdere ingenti somme quando abbiamo una famiglia da mantenere non è una cosa che deve far parte del trading online, anche se nella realtà il riscontro è in buona parte dei casi l’opposto. Bisogna essere responsabili, sapendo che il denaro investito può essere perso.

Quindi, prima porci la domanda di quanto capitale dedicare al trading, chiediamo a noi stessi se possiamo permetterci un simile rischio. Se la nostra risposta è affermativa e abbiamo denaro da dedicare a questa affascinante attività, dovremmo pensare a quella somma che ci permetterà di gestire in maniera ottimale la nostra operatività.

Ovviamente questa varierà in base al nostro money e trade management.

3)Quali sono le cifre da investire: leggendo questo articolo vi sarete domandati quali possano essere le cifre da investire. Quello che troverete scritto è ovviamente la mia opinione personale.

Un capitale minimo per il nostro primo conto di trading, ossia quello che useremo per fare pratica, dovrà essere di almeno 1.000€. Sicuramente non andrà a offrire grandi guadagni, ma ci servirà per creare la nostra strategia di lavoro e money management.

In questo modo se dovesse andar male, avremo perso delle cifre che fortunatamente non cambieranno il nostro modo di vivere, anche donandoci qualche piccolo dispiacere. Se 1.000€ dovessero comunque essere importanti per voi, evitate di investirli e continuate a esercitarvi con un conto demo, fino a quando non potrete dedicare questo capitale al mercato.

Un capitale intermedio potrebbe invece essere posizionato tra i 1.000€ e 5.000€. Cifre di questa grandezza permettono di anche dei buoni guadagni con money management adeguato. È sempre un capitale per fare pratica con il nostro trading system, ma sicuramente potrà dare soddisfazioni se siamo trader profittevoli.

Quando ci sentiremo pronti e avremo dalla nostra parte una strategia solida e funzionante maturata in diverso tempo, potremo considerare di iniziare con un capitale di 10.000€. Se volessimo essere prudenti anche 5.000€, con un money management e disciplina perfetti.

Un capitale da 5.000€ sicuramente potrà lasciare meno libertà per il nostro trading, ma se apriamo tra le 5 o 10 operazioni al mese, potremmo anche investire il 2% per operazione. Questo come dicevo inizialmente, dipende molto dalla nostra propensione al rischio e dalla nostra esperienza sui mercati.

Potresti trovare interessante anche questo video articolo, che approfondirà quanto già letto precedentemente. Per visualizzarlo clicca qui.

Sperando che questo articolo sia utile per il vostro trading e le vostre scelte, vi aspetto con tanto altro materiale sul mio sito.

FTSE MIB: quali zone seguire con attenzione?

Il listino di casa nostra, il FTSE MIB, mostra un quadro tecnico ben chiaro posto tra due zone importanti. Abbiamo diverse conferme su quelle che sono le aree da monitorare con attenzione, sia per quanto riguarda l’analisi tecnica che volumetrica.

Nel mese di giugno il mercato ha mostrato più volte l’affidabilità dei suoi livelli chiave, confermando quindi quanto queste zone siano da tenere in considerazione per la situazione attuale.

In questo video vedremo quello che accade sul FTSE MIB attraverso un grafico 4H e dispersione tick, individuando le aree fondamentali fornite dal mercato.

La spiegazione è a scopo didattico e non rappresenta in alcun modo suggerimento per quanto riguarda investimenti.

 

Sterlina inglese: reazioni al PIL e quadri tecnici

Importante giornata per la valuta del Regno Unito, che vede durante la mattinata il rilascio dei dati riguardanti il prodotto interno lordo, sia su base annuale che trimestrale. Abbiamo dal punto di vista fondamentale un aumento dello 0,1% del PIL su base trimestrale, che si attesta allo 0,2% con una previsione al di sopra della stima degli analisti e del dato precedente. Differente invece il dato su base annuale, invariato rispetto alla previsione degli analisti ma inferiore al mese precedente.

Dopo una prima reazione positiva al dato macroeconomico, i cambi che lavorano con la sterlina inglese hanno effettuato dei ritracciamenti all’interno della seduta, mostrando un mercato che al momento si trova in fase interlocutoria. La reazione è dovuta probabilmente a dei dati che da una parte si confermano positivi su base trimestrale, ma dal punto di vista annuale non convincono pienamente gli investitori.

Attendere la fine della giornata potrà sicuramente aiutare nel comprendere meglio la situazione e i diversi quadri tecnici.

In questa video analisi vedremo quello che accade sui cambi che lavorano con la Sterlina inglese, mostrando i principali livelli chiave dove pianificare la nostra operatività.

La spiegazione è a scopo didattico e non rappresenta in alcun modo suggerimento per quanto riguarda investimenti.

 

L’importanza del rischio/rendimento nel trading online

Nella nostra attività di trader, abbiamo molteplici opportunità di investire denaro sui diversi mercati finanziari, come per esempio il Forex,  il mercato azionario o delle materie prime.

Non tutte le occasioni saranno ovviamente uguali e prima di fare click con il mouse dovremmo chiederci: l’operazione che sto per effettuare a mercato porterà profitti maggiori di quanto rischiato?

Ponendoci questa domanda staremo valutando un concetto fondamentale, ossia quello di Risk/Reward.

Cos’è il Risk/Reward?

Il Risk/Reward è una dei principali fattori da valutare prima di entrare in un trade. Chiunque faccia trading, indifferentemente da quello che sia il mercato e orizzonte temporale di investimento, è al corrente che nessuna operazione avrà un potenziale di riuscita al 100%, ma solo alte probabilità che questo possa avvenire.

Ovviamente le nostre possibilità di riuscita aumenteranno con la conoscenza ed esperienza che abbiamo acquisito sui mercati, ma non presenteranno mai una certezza matematica.

Con le parole Risk/Reward si intende il rapporto che intercorre tra il il rischio e rendimento della nostra operazione. Se per esempio abbiamo un Risk/Reward corrispondente a 1:2, vuol dire che il nostro rendimento sarà di due volte il rischio intrapreso, quindi il doppio.

Analizzare correttamente questo importante parametro di money management risulterà quindi fondamentale per la nostra strategia e sistema di trading, specialmente se il nostro obiettivo è quello di lavorare a mercato per molto tempo.

Quale rapporto di Risk/Reward può essere considerato il migliore?

Quando parliamo di investimenti da effettuare, dovremmo sempre pensare di investire in situazioni e operazioni che abbiano almeno un rendimento di due volte superiore al nostro rischio.

Cerchiamo di chiarire tutto con un piccolo esempio: se decideste di aprire un’attività in cui avete investito 20.000€, il vostro obiettivo sarebbe quello di guadagnarne 10.000€, ossia meno di quanto avete investito? Credo che la risposta, se abbiamo un minimo di mentalità imprenditoriale, sia totalmente negativa.

Nel trading online dovremmo effettuare operazioni valutando il nostro rendimento come di almeno due volte la grandezza del nostro rischio.

Perché dovrei evitare un Risk/Reward con rapporto di 1:1?

Ovviamente non ci sono regole scritte per evitare un rapporto di 1:1 come parametro di money management per le nostre operazioni. Questo però dipenderà ovviamente anche da un secondo fattore, ossia il Win/Loss Ratio.

Se le nostre operazioni chiuse in profitto dovessero essere maggiori di quelle in perdita, sia in quantità che guadagni, un rapporto di Risk/Reward di 1:1 potrebbe rappresentare una soluzione valida. Ma ne vale realmente la pena?

Cercherò di rispondere con dei piccoli esempi:

Esempio N.1:

Consideriamo che Mario abbia deciso di aprire tre diverse operazioni, impostando attraverso l’uso dello stop loss una perdita massima di 500€ e valutando un R/R (rischio/rendimento) di 1:2 per ogni singola operazione:

Trade 1: guadagno 1000€

Trade 2: guadagno 1000€

Trade 3: guadagno 1000€

In questo caso Mario è riuscito a guadagnare con tutte le operazioni, per un profitto totale di 3000€.

Esempio N.2:

Consideriamo adesso l’ipotesi in cui Mario non abbia avuto profitto da tutte le sue operazioni:

Trade 1: guadagno 1000€

Trade 2: guadagno 1000€

Trade 3: perdita  500€

Con tre operazioni, nonostante una in perdita, Mario ha comunque guadagnato 1500€.

Esempio N.3:

Consideriamo che Mario abbia avuto più operazioni in perdita che in guadagno:

Trade 1: guadagno 1000€

Trade 2: perdita 500€

Trade 3: perdita  500€

Con tre operazioni, di cui due in perdita, Mario non ha avuto guadagni ma con la singola operazione in profitto e un risk/reward di 1:2 ha comunque potuto assorbire due operazioni in perdita.

Cosa sarebbe successo se Mario avesse lavorato in tutti e tre i casi con un Risk/Reward di 1:1?

Trade 1: guadagno 500€

Trade 2: guadagno 500€

Trade 3: guadagno  500€

Con le tre operazioni effettuate, Mario ha guadagnato 1500€ al posto dei 3000€ precedenti.

Se avesse sbagliato una singola operazione delle tre:

Trade 1: guadagno 500€

Trade 2: guadagno 500€

Trade 3: perdita  500€

In questo caso Mario ha comunque avuto un guadagno di 500€ nonostante l’operazione in perdita, ma minori rispetto ai 1500€ precedenti.

Se avesse sbagliato due operazioni delle tre effettuate:

Trade 1: guadagno 500€

Trade 2: perdita 500€

Trade 3: perdita 500€

In questo caso Mario ha una perdita sul capitale di 500€ al contrario delle perdite assorbite con un risk/reward di 1:2 visto nei casi precedenti.

Come avrete potuto notare un R/R minimo di 1:2, sarà un notevole vantaggio per quanto riguarda la nostra attività di trader, quindi sarebbe opportuno valutare se le nostre operazioni posso avere almeno un rendimento di due volte superiore rispetto al nostro rischio.

Sicuramente è più facile raggiungere un target minore che equivalga una sola volta al nostro rischio, ma il fatto che sia semplice non implica sia la cosa giusta da fare.

L’esperienza che abbiamo sui mercati, sarà fondamentale per farci capire se l’operazione pianificata inizialmente con un rischio/rendimento di 1:2 mantenga questi parametri nelle seguenti sedute. Il mercato potrebbe infatti cambiare e portarci a modificare l’ottica di rischio/rendimento prefissata prima dell’apertura della nostra operazione.

Anche se potrà sembrarvi un concetto quasi scontato, molte volte e specialmente agli inizi, vengono effettuate operazioni senza calcolare questo importantissimo parametro.

Sperando che questo articolo via sia piaciuto, vi invito a dare uno sguardo agli altri contenuti presenti sul mio sito cliccando qui.

 

Forex: spunti operativi per la prossima ottava

Il mercato valutario mostra interessanti quadri tecnici su alcune coppie di valute. Abbiamo infatti diversi test di livelli chiave dinamici, che vanno a confermare l’affidabilità di queste zone di contrattazione.

In questa breve video analisi vedremo alcune di queste occasioni, utili per pianificare il nostro trading per quella che sarà la prossima ottava.

La spiegazione è a scopo didattico e non rappresenta in alcun modo suggerimento per quanto riguarda investimenti.

EUR/USD e cambi major: quali livelli monitorare

In questa video analisi vedremo quello che accade sulle principali coppie del mercato valutario, individuando i principali livelli chiave e i quadri tecnici in cui avvengono le contrattazioni.

La spiegazione è a scopo didattico e non rappresenta in alcun modo suggerimento per quanto riguarda investimenti.

 

Cambi principali: prepariamoci alla FED

Fra poche ore avremo il rilascio di importanti dati macroeconomici riguardanti la politica americana. Alle ore 20:00 saremo infatti aggiornati sulle decisioni della FED (Federal Reserve) e le decisioni del FOMC (Federal Open Market Committee), mentre alle ore 20:30 la conferenza stampa in cui saranno date spiegazioni riguardo le modifiche alla politica monetaria.

Le contrattazioni sui principali cambi mostrano in maniera precisa livelli chiave e quadri tecnici da monitorare durante il rilascio di questi importanti market mover.

All’interno di questa video analisi approfondiremo quello che accade sulle principali coppie del mercato valutario, così da essere pronti e comprendere in maniera migliore quali saranno le zone da seguire e lavorare.

La spiegazione è a scopo didattico e non rappresenta in alcun modo suggerimento per quanto riguarda investimenti.

EUR/USD e principali cambi: livelli e quadri tecnici

In questa video analisi vedremo quello che accade sulle principali coppie del mercato valutario, individuando i principali livelli chiave e i quadri tecnici in cui avvengono le contrattazioni.

La spiegazione è a scopo didattico e non rappresenta in alcun modo suggerimento per quanto riguarda investimenti.