Truffe nel trading online: come evitarle Parte 2

Nel precedente articolo che potrai trovare cliccando qui, abbiamo visto come nel mondo del trading online molto spesso si viene ingannati da banner pubblicitari, dove la garanzia di avere rendimenti stellari e guadagni sicuri con poco capitale sia possibile.

Tutto questo porta purtroppo una grande parte di investitori a perdere denaro a mercato, in alcuni casi anche i risparmi di tanto lavoro sperando di diventare milionari.

In questo video vedremo come determinati rendimenti non siano nella maggior parte dei casi possibili, prendendo come esempio alcuni titoli del mercato americano. Verranno inoltre forniti dei suggerimenti per evitare questi annunci, utili solo a chi vuole guadagnare sulla vostra inesperienza.

La spiegazione è a scopo didattico e non rappresenta in alcun modo suggerimento per quanto riguarda investimenti.

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Truffe nel trading online: come evitarle Parte 1

truffa 2

Le immagini che vedete qui sopra sono solo alcune delle tante che potrete trovare nelle rete. Immagini che portano a farvi credere che nel mondo del Forex e mercati azionari sia possibile trasformare 100€ in 40.000€, senza studio e nessuna base teorica.

Attratti da questi facili guadagni, ogni giorno molte persone investono i loro risparmi, magari frutto di anni e anni di lavoro e fatica, facendosi trarre in inganno e perdendo l’intero capitale investito.

Nella maggior parte dei casi persone desiderose di diventare ricche in qualche mese, che affidandosi a qualche pubblicità trovata sul web o video su Youtube, aprono un conto di trading con il primo broker di CFD o opzioni binarie che trovano. E potete essere sicuri che loro non avranno scrupoli a prendere i vostri soldi, dato che siete stati voi a cadere nella trappola e accettare le condizioni da loro imposte, in cui sono esonerati da ogni responsabilità a livello legale.

Qualcuno di voi lettori probabilmente si riconoscerà in questa brutta esperienza, dato che sono situazioni che accadono molto più spesso di quanto possiate immaginare. Altri di voi spero avranno possibilità di non incorrere negli stessi errori, grazie a qualche piccolo accorgimento che troverete in questo articolo.

PERCHÉ DOVREMMO EVITARE DI CREDERE A QUESTI ANNUNCI O PROPOSTE DI FACILI E GRANDI PROFITTI NEL MONDO DEI MERCATI?

1) Il trading online è un’attività molto più difficile di quanto si possa credere o pensare, e come in ogni altra attività le ore e ore di studio e pratica saranno fondamentali per lavorare in maniera corretta e professionale.

Immaginate di essere degli studenti di medicina al primo anno di università. Sareste in grado di poter operare un paziente? A meno che non avvenga qualche miracolo, e per quanto possiate essere abili e intelligenti, dubito che ne sarete capaci.

Nel mondo dei mercati e della borsa, sono in tanti quelli che vi diranno che per poter “operare” non avrete bisogno di studio e determinate conoscenze, ma solo depositare un capitale e iniziare a fare trading.

2) Iniziare a fare trading con 100€ e trasformarli 40.000€. Secondo voi, se fosse così semplice e sopratutto trovaste il modo per renderlo realtà, andreste a scrivere come farlo su internet? Penso proprio che la risposta sia no.

Situazioni simili non accadono neanche nelle favole. Prendete il gatto e la volpe che volevano i soldi di Pinocchio per farli crescere nel campo dei miracoli, dove a detta loro si sarebbero triplicati. Se non volete essere i Pinocchio della situazione evitate di credere a queste pubblicità o video.

3) Broker che decidono di regalarvi bonus di migliaia di euro per versamenti di poche centinaia di euro. Qualche sconosciuto vi ha mai regalato 2.000€ in cambio di nulla? Nel mondo della finanza nulla è per nulla, specialmente quando si tratta di denaro.

Vi stanno offrendo bonus così alti in relazione al capitale investito? Fossi in voi mi chiederei il perché.

4) Attenzione anche a quei personaggi che propongono di gestire i vostri capitali di migliaia di Euro e farvi guadagnare il 150% mensile. Questo è uno dei peggiori casi in cui possiate capitare, perché oltre a dare denaro a persone con pochissima esperienza o dubbie qualifiche, probabilmente non rivedrete più i vostri soldi.

Troverete moltissime figure che spacciandosi per professionisti vi proporranno di investire i vostri capitali, grandi o piccoli che siano. Tanto sarete voi a rimetterci. Quindi attenzione a fidarvi di chi vi promette facili guadagni gestendo i VOSTRI soldi.

Ricordo anche che fare trading per conto di terzi nel nostro paese è nella maggior parte dei casi illegale.

5) Performance mensili del 150%-200%. Sono solo alcuni dei risultati che troverete sparsi per la rete, creati esclusivamente per ingannarvi. Avere performance così alte vuol dire aprire operazioni di borsa altamente rischiose per il cliente. Come dicevo nei precedenti paragrafi, il trading online è un’attività che comporta dei rischi. Questo vuol dire che dobbiamo gestirli migliore dei modi.

Se si vogliono rischiare soldi sfidando la sorte,la roulette al casinò e senz’altro un metodo più divertente.

6) Alcuni broker vi promettono spread bassissimi. Poi stranamente avvengono:

  •  Requote e slippage anche in situazioni di minima volatilità.
  • Ordini aperti in ritardo.
  • Spike di prezzo che sullo strumento finanziario reale non si sono verificati.
  • Connessione internet che improvvisamente cade, magari quando state cercando di chiudere la vostra posizione.

Queste sono solo alcune cose che capitano con broker online non affidabili. Scegliete sempre con cura il vostro broker online dato che non tutti sono uguali.

ALLORA COSA DOVREMMO FARE PRIMA DI INVESTIRE I NOSTRI SOLDI?

Qualche piccolo suggerimento:

  • Studiare le dinamiche dei mercati azionari, l’analisi tecnica e ogni cosa riguardante il trading online.
  • Provare sempre il broker online in demo per settimane,specialmente in condizioni di alta volatilità. A meno che non ci sia un professionista a suggerirvi con quale broker operare, la scelta migliore rimane sempre quella di provarlo per un lungo arco di tempo.
  • Non affidate i vostri soldi a nessuno. Cercate tramite Google il nome di queste persone, delle volte potrete vedere che sono indicati come truffatori.
  • Partecipate a eventi, webinar e corsi di formazione riguardanti il trading online, purché siano svolti da professionisti.
  • Diffidate da broker non regolamentati, con sedi in posti esotici e sopratutto con siti e immagini ingannevoli come quelle viste a inizio articolo.
  • Se dovete gestire soldi nel trading online,siate sempre voi stessi a farlo.

Webinar: analisi didattica dei mercati

In questo webinar effettueremo un’analisi operativa sui principali mercati finanziari (Forex, indici, materie prime e bond), mostrando tutte le motivazioni che portano a scegliere determinati strumenti al posto di altri, e come le occasioni individuate possano poi essere gestite.

 

La spiegazione di ogni singolo concetto è a scopo didattico e non rappresenta in alcun modo suggerimento per quanto riguarda investimenti.

Stop Loss: le diverse tipologie

Nel precedente articolo abbiamo visto cosa sia lo stop loss e la sua utilità nell’attività di trading. Ti invito a leggere il precedente articolo cliccando qui, così da poter comprendere in maniera molto più chiara l’argomento che affronteremo.

Dalla lettura risulterà fondamentale che proteggere il capitale è una delle cose più importanti nella nostra attività di trader. Avremo infatti a disposizione diversi modi per farlo, adatti a differenti tipologie di operatività o esigenze.

Quali sono quindi le diverse tipologie di stop loss?

1) Coperture o Hedging:

Attraverso le coperture o hedging, non inseriremo in macchina uno stop loss ma un’operazione di senso opposto alla precedente sullo stesso strumento o simile. Questo modo di lavorare avrà i suoi vantaggi e svantaggi.

Molto dipenderà infatti dalla nostra esperienza sui mercati, dato che quando avremo due operazioni aperte una delle due andrà in futuro chiusa. Questo vuol dire che potremmo avere anche una perdita molto più grande di quella che avevamo previsto nel caso dovessimo chiudere l’operazione sbagliata.

2) Stop loss mentale:

Alcuni considerano lo stop loss mentale come un qualcosa di utile per lavorare sui mercati. Ovviamente è solo un modo per evitare che la nostra operazione sia chiusa in perdita, dato che a mercato non sarà inserita nessuna protezione.

Questo riesce già a far capire bene come questa metodologia sia assolutamente da evitare, dato che lo stop loss non deve essere qualcosa che noi pensiamo di inserire non appena la situazione si mette male, ma un qualcosa che è già inserito prima che la situazione si metta male.

Quando si inizia a fare trading solitamente si pensa di essere in grado di inserire lo stop quando si vuole, con il risultato che continueremo invece a mediarlo ogni qual volta il mercato continuerà ad andarci contro.

3) Stop loss in denaro:

Questa tipologia di stop è basata su una perdita massima di denaro per ogni singolo trade. Lavorando con questa tipologia di stop, avremo il vantaggio di perdere quanto prefissato ma anche l’enorme svantaggio di avere degli stop che non rispetteranno probabilmente dei livelli tecnici, dato che sono calcolati esclusivamente sulla perdita in denaro e non sul quadro tecnico del mercato.

Questo porterà la nostra posizione a essere chiusa molto prima del previsto, magari attraverso forti movimenti di mercato o stop hunting.

4) Stop loss in punti o pips:

Simile allo stop loss calcolato in denaro, quello a punti avrà una dinamica simile ma sarà calcolato sui punti (pips).

Lavorando con questa tipologia di stop ci esporremo a grandi rischi dato che alcuni strumenti a causa della loro volatilità avranno degli stop molto ampi, portandoci ad avere perdite più grandi di quelli che potrebbero essere i guadagni.

5) Timing Stop:

Lo stop a tempo rappresenta un’ulteriore soluzione alla protezione del nostro capitale. In questo caso non avremo livelli di prezzo su cui chiudere o coprire le operazione, ma semplicemente un determinato arco di tempo prima di chiudere la nostra posizione, in guadagno o perdita.

Il timing stop è una soluzione che può essere adottata in strategie di breve termine ma è altamente sconsigliata se si lavora su orizzonti temporali di più lungo termine. Questo perché potremmo precluderci degli ottimi guadagni che arriverebbero nella giornate successive.

6) Stop loss tecnici:

Attraverso gli stop loss tecnici avremo il vantaggio di inserire la nostra protezione in punti realmente importanti per il mercato. Per lavorare con questa tipologia di stop, dovremo conoscere bene i movimenti del mercato e l’analisi tecnica, altrimenti porteremo dalla nostra parte solo delle grandi perdite.

Lo stop loss tecnico è sicuramente un ottimo modo per lavorare a mercato, ma da solo non potrà esserci utile dato che si potrebbero anche avere stop molto ampi.

7) Stop Loss basati sulla volatilità:

La volatilità è un fattore di estrema importanza per i mercati. Sarà quindi fondamentale, per la protezione del capitale, determinare la volatilità attiva su un determinato strumento.

In questo modo saremo in grado di capire di quanti punti dovrà essere ampio il nostro stop loss, così da non dover vedere la nostra posizione chiusa a mercato.

Lo svantaggio di questa metodologia è che da sola non sarà utile per il nostro trading, dato che anche conoscendo la volatilità avremo bisogno di altre informazioni, come i livelli importanti o pattern di prezzo.


Come avrete potuto notare ogni metodologia di stop presenta un grande svantaggio.

Esiste quindi un modo per unire insieme le diverse tipologie di stop loss sfruttandone solo i vantaggi , magari avendo allo stesso tempo una posizione che:

  • Abbia una perdita quantificata sia in denaro che in punti?
  • Sia calcolata su livelli tecnici?
  • Presenti un perdita prefissata?

La risposta è assolutamente si, e nel caso volessi comprendere e capire come fare, contattami all’interno del sito cliccando qui.

Stop Loss: cos’è e perché inserirlo sempre

Nel Trading Online sicuramente è importante avere delle ottime conoscenze di analisi tecnica e nella dinamiche del mercato. Questo perché ci permetteranno di effettuare delle operazioni in punti fondamentali del mercato, ovviamente in base al nostro tipo di operatività e orizzonte temporale. Ma se le cose dovessero iniziare ad andar male? Come potremmo proteggerci da ingenti perdite? Semplicemente attraverso un Stop loss.

Cos’è uno stop loss?

Lo stop loss è un ordine automatico, di acquisto o vendita, che chiuderà automaticamente la nostra operazione a un determinato livello di prezzo. In questo modo la nostra operazione, anche se siamo lontani dal nostro pc, tablet o telefono, si chiuderà automaticamente.

Attraverso questa semplice funzionalità, presente in ogni piattaforma di trading online, come per esempio Metatrader4 o ProReal Time, saremo in grado di stabilire una perdita massima per la nostra operazione. In questo modo sapremo sempre quanto possiamo perdere se l’operazione non dovesse andare come avevamo sperato.

Bisogna sempre inserire lo stop loss?

Ridurre le perdite al minimo è un concetto di fondamentale importanza nella nostra attività di trader. Un vero trader è quello capace di avere un sistema in grado di massimizzare i guadagni e allo stesso tempo contenere inutili perdite. Solo in questo modo potremo guadagnare in maniera sistematica con il trading online, specialmente quando ci saranno periodi in cui le nostre operazioni non seguono le nostre previsioni.

Lo stop loss dovrà essere SEMPRE inserito per ogni operazione che apriamo a mercato e non dovrà mai mancare nella nostra strategia di trading. Chi vi dirà il contrario, ossia di non inserire lo stop loss a mercato, probabilmente farà i suoi interessi, guadagnando dalle vostre perdite. Capita molto volte che siano proprio dei broker non corretti nei confronti dei clienti a suggerire di non inserirlo.

Esistono strategie alternative all’inserimento dello stop loss?

Come dicevamo nel paragrafo precedente, lo stop loss dovrà sempre essere inserito a mercato. Essendo il mondo del trading online molto ampio e formato da diverse strategie e diversi punti di vista per la gestione delle perdite, lo stop loss non sarà l’unica soluzione alle nostre perdite.

Alcuni preferiranno lavorare attraverso l’hedging, ossia la copertura della nostra operazione con un’altra di posizione contraria, o su uno strumento finanziario correlato negativamente. In questo modo non inseriremo il nostro stop loss ma avremo una seconda operazione che assorbirà le perdite di quella aperta precedentemente.

Altri trader preferiranno invece acquistare o vendere opzioni, così da poter assorbire parte della perdita se le cose dovessero andar male, oppure avere qualche guadagno in meno se il nostro trade dovesse continuare a lavorare nella direzione sperata.

Quale sarà la migliore strategia per mediare le nostre perdite?

La scelta in questo caso sarà totalmente discrezionale. Alcuni trader preferiranno avere un perdita determinata dalla scelta di un punto di stop loss. Altri lavoreranno con la copertura dell’operazione.

Quella che preferisco è sicuramente l’uso dello stop loss, perché se inserito nel punto esatto del mercato limiterà subito le nostre perdite. Nel caso di hedging potremmo avere invece due operazioni che continuano a mantenere una perdita fissa, in cui avremo pagato per ben due volte le commissioni al posto di una.

Come potrò determinare il miglior punto per inserire uno stop loss? Quali fattori dovrò prendere in considerazione?

Determinare il miglior punto per inserire lo stop loss è un qualcosa che varierà a seconda del nostro orizzonte temporale operativo e strumento su cui lavoriamo. Ogni timeframe avrà i suoi punti importanti dove inserire lo stop loss. Starà a noi attraverso quella che è la nostra esperienza e capire dove proteggere la nostra operazione.

Oltre al movimento dei prezzi per inserire bene il nostro stop loss dovremo prendere in considerazione un ulteriore fattore fondamentale: la volatilità del mercato.

Dobbiamo vedere lo stop loss come un nemico del nostro trading?

All’inizio si tende a vedere lo stop loss come un nemico per le nostre operazioni di trading. Questo perché non siamo ancora in grado capire bene le dinamiche dei prezzo o dei mercati, continuando a vedere più operazioni in perdita di quelle guadagno. In base a questa dinamica tenderemo quindi a vedere lo stop loss come un nemico, dato che non ci permette di avere guadagni.

Il problema in questo caso è la nostra preparazione non adeguata per i mercati, non colpa dello stop loss.

Quando saremo in grado di comprendere bene il mercato, vedremo che quando il nostro stop è stato preso, il mercato ha poi continuato a seguire con forza la direzione opposta al nostro trade.

E’normale vedere delle operazioni raggiungere lo stop loss?

Nel trading online è normalissimo avere operazioni in perdita. Chi vi ha detto il contrario vi starà mentendo. Le operazioni in perdita ci sono e ci saranno sempre. L’importante è che queste non vadano a essere maggiori di quelli che sono i nostri profitti.

Sarà quindi fondamentale capire un ulteriore concetto importante, ossia quello del R/R (Risk/Reward) di un trade. Potrai trovare un articolo che ti spiega di cosa si tratta cliccando qui.

Come potrò capire dove inserire in maniera corretta uno stop loss? 

Le soluzioni sono principalmente due e non esistono scorciatoie:

  1. Fare tanta esperienza a mercato.
  2. Effettuare un corso di formazione con un professionista, così da risparmiare denaro, inutili stress e perdite. Attraverso la sua esperienza sui mercati sarà in grado di farvi comprendere come determinare dei punti importanti per il vostro stop loss.

Quali tipologie di stop loss esistono?

Sono diverse le metodologie con cui proteggerti quando effettui un operazione di trading. Potrai trovarle elencate e spiegate cliccando qui.

 

 

Le candele giapponesi: cosa sono e come si leggono

Il trading online offre diverse tipologie di lettura di un grafico. Tra queste una delle migliori, specialmente se lavoriamo attraverso l’uso dell’analisi tecnica, è rappresentata dalle candele giapponesi (in inglese japanese candlestick).

Le candele giapponesi saranno in grado di fornici importanti informazioni per il nostro trading, andando a mostrarci con precisione quelle che sono informazioni fondamentali del prezzo: apertura, chiusura, minimi e massimi.

Qualche accenno storico:

Prima di comprendere come leggere un grafico a candele, un piccolo accenno sulla loro storia: furono utilizzate per la prima volta nel Giappone nel XVIII secolo per prevedere l’andamento dei prezzi del riso. A inventare questa metodologia fu Munehisa Homma. In Europa il metodo giunse nel 1989 grazie a Steve Nison che ne pubblicò varie regole nel suo famoso libro Japanese Candlestick Charting Techniques. Oggi ricopre la funzione di metodo di visualizzazione grafica più utilizzato dai trader.

Quali vantaggi offrono rispetto a un normale grafico a linee?

La differenza principali tra i due grafici è rappresentata dal fatto che la candela giapponese mostrerà anche quelli che sono massimi e minimi del prezzo. In questo modo saremo in grado di analizzare anche quelle che sono state variazioni di prezzo raggiunte temporaneamente dal mercato.

In molti casi questo ci aiuterà a capire la reazione degli operatori davanti a determinati livelli di prezzo, fornendo utili informazioni per la nostra operatività. Il grafico a linee invece mostrerà esclusivamente le chiusure dei prezzi, a meno che non venga aggiunta anche la rappresentazione a linee di massimi e minimi.

Linee     candele

Nella prima immagine, quella con la linea azzurra, abbiamo un grafico a linee. Come potete vedere, non vengono rappresentati i minimi toccati dai prezzi, cosa che invece attraverso il grafico a candele giapponesi è ben visibile.

Come si legge una candela giapponese?

La lettura di una candela giapponese sarà molto semplice, dato che mostrerà in maniera molto chiara e dettagliata il comportamento dei prezzi.

Colore:

La prima cosa che dovremo comprendere è la colorazione: davanti a un movimento di prezzo rialzista avremo infatti un colore verde per la candela. Nel caso opposto, ossia di movimento ribassista, la candela sarà di colore rosso. La colorazione sarà ovviamente personalizzabile con altri colori, sicuramente modificabili all’interno della vostra piattaforma di trading come per esempio Metatrader4, Visual Trader, o ProReal Time.

Corpo:

Un secondo fattore sarà rappresentato dal corpo della nostra candela giapponese. Anche chiamato body, il corpo ci fornirà apertura e chiusura del prezzo. Per corpo si intende ovviamente la parte spessa della candela. Più la distanza tra apertura e chiusura sarà distante, maggiore sarà l’importanza del movimento di prezzo avvenuto in un determinato arco temporale.

Quando invece la distanza sarà minima, avremo un differente segnale da parte degli operatori a mercato. In questo caso la lettura dell’ombra rappresenterà un informazione fondamentale.

Ombra:

L’ombra delle candele giapponesi, in inglese chiamata shadow, fornirà la terza informazioni fondamentale per comprendere e leggere il mercato. L’ombra è rappresentata dalla linea sottile della candela, quindi la parte all’esterno del corpo. Attraverso l’ombra o shadow, saremo in grado di capire quali zone di prezzo sono state raggiunte dai prezzi per un determinato momento. Potremo avere della ombre sia nella parte bassa della candela che alta, e saranno considerati i minimi e massimi toccati.

Esempio di candela giapponese:

candelasingola

Quali differenze ci sono tra massimi e minimi, apertura e chiusura?

Dal punto di vista di analisi di mercato, la differenza tra questi quattro fattori è notevole. Apertura e chiusura rappresentano quelle zone in cui il mercato a visto iniziare e finire le sue contrattazioni in un determinato periodo temporale.

Massimi e minimi invece sono quelle zone che il mercato ha raggiunto, ma non è riuscito a tenere, all’interno di un determinato periodo temporale.

Su quali timeframe e strumenti finanziari potrò usare il grafico a candele?

Essendo una tipologia di rappresentazione grafica, il grafico a candele giapponesi potrà essere usato su ogni timeframe e strumento finanziario o mercato (come per esempio il Forex).

Le candele dovranno essere lette singolarmente?

Una singola candela non sarà mai utile per comprendere realmente il mercato, dato che andrebbe a rappresentare solo una singola informazione di quanto accaduto in un determinato momento. La lettura dovrà essere sempre relazionata a un diverso insieme di candele, ed effettuata su determinati livelli.

Attraverso l’esperienza saremo in grado di comprendere bene queste dinamiche, riuscendo a capire il comportamento degli operatori. Dalla lettura delle candele nascono infatti i pattern di prezzo, ossia un insieme di candele giapponesi che attraverso la loro conformazione offrirà una lettura ben chiara di quella che potrebbe essere la direzionalità. Una delle metodologie che si basa sulla lettura di un grafico giapponese, senza l’uso di indicatori, è quella della price action.

Se hai trovato utile queste informazione e vorresti sapere qualcosa in più, magari sui livelli chiave, altra base del trading attraverso la price action, clicca qui.

 

Come aprire un conto per fare trading online

Il trading online rappresenta da ormai diversi anni una nuova tipologia di investimento, fornendo a ogni persona la possibilità di operare sui mercati finanziari. Grazie alle più moderne tecnologie possiamo infatti effettuare le nostre operazioni comodamente da casa attraverso il nostro pc, tablet o telefono cellulare.

Per effettuare operazioni di trading avremo bisogno di aprire un conto di trading online.

Di cosa avrò bisogno per aprire un conto di trading?

Per aprire il tuo primo conto di trading saranno necessari:

  • Carta di identità o documento di riconoscimento: serviranno a conferma l’apertura del tuo conto di trading, dimostrando che sei tu il reale proprietario e intestatario.
  • Metodologia di pagamento: avrete a disposizione diverse tipologie per effettuare il vostro primo versamento sul conto. Le più comuni sono rappresentate dal bonifico bancario, Paypal o carta di credito.
  • Documento di una utenza: solitamente verrà richiesta una bolletta del gas, telefono o della luce non inferiore a 6 mesi. Questo per mostrare che siete comunque residenti in un determinato posto.
  • Indirizzo di posta elettronica: questo indirizzo sarà associato al vostro conto di trading. Tramite questo sarete informati su tutto quello che riguarda il vostro trading, promozioni o informazioni fornite dal broker.

Questi documenti sono solitamente richiesti da qualunque tipologia di broker. Diffidate da chi non richiederà nessuno di questi documenti.

In quali casi potrebbero non essere richiesti questi documenti?

La documentazione descritta nel paragrafo precedente sarà fondamentale per l’apertura di un conto reale, ossia dove useremo soldi veri.

Nel caso di un conto demo, dove potremo fare trading con denaro virtuale ma quotazioni reali, ci sarà solitamente richiesto solo il nostro indirizzo email.

Sarà difficile aprire un conto di trading?

Aprire un conto di trading porterà via pochissimi minuti del vostro tempo. Nella maggior parte dei casi sarete assistiti dal vostro broker passo per passo. Potremo infatti aprirlo:

  • Da computer: nella maggior parte dei casi, basterà andare sul sito del broker, selezionare il tasto ‘Apri un conto’ e seguire le istruzioni.
  • Da dispositivo mobile: smartphone o tablet, attraverso le applicazioni che potrai scaricare dal Play Store o App Store.
  • Al telefono con un operatore.

Come potrò effettuare operazioni di trading una volta aperto il conto?

Ogni broker metterà a disposizione dei propri clienti delle piattaforme di trading. Le più comuni saranno Metatrader 4 e Metatrader5. Con buone possibilità avrai anche modo di lavorare con piattaforme avanzate come ProRealTime o per l’analisi grafica Visual Trader 6. Altri invece offriranno, oltre alle scelte citate precedentemente, anche delle loro piattaforme native.

Come potrò scegliere un broker online tra i tanti disponibili? Sono tutti affidabili?

Saranno moltissimi i broker online che potrai trovare su internet. Non tutti purtroppo risulteranno affidabili o corretti nei confronti dei loro clienti.

Ti suggerisco quindi di leggere il prossimo articolo cliccando qui.

Nel caso avessi bisogno di ulteriori suggerimenti, digita nella sezione cerca di questo sito le parole broker online, o dai uno sguardo al servizio Sos Broker.