Volatilità: amica o nemica dal trader?

Nel trading online è fondamentale conoscere e comprendere il concetto di volatilità. Si tende, specialmente agli inizi, a vedere le forti oscillazioni di prezzo come un ostacolo per i nostri investimenti a mercato. Questa paura può portare a non valutare interessanti idee di investimento.

La volatilità è nemica o amica del trader? Bisogna avere paura della volatilità?

Troverete le risposte in questo breve video a scopo didattico. La spiegazione è a scopo formativo e non rappresenta in alcun modo suggerimento per quanto riguarda investimenti.

 

Annunci

Conviene investire in Bitcoin? Parte 2

Il Bitcoin rappresenta una nuova scelta tra gli asset finanziari per quanto riguarda i nostri investimenti. Prima di concentrarci esclusivamente su quelle che sono state le sue performance da inizio anno, dovremmo porci una domanda:

Quanto è realmente grande questo mercato rispetto a molti altri? Rappresenta realmente una tipologia di investimento? Quali potrebbero essere degli investimenti alternativi?

In questo video cercheremo di fornire una risposta a queste domande, analizzando le diverse capitalizzazioni dei mercati globali  in relazione al mondo del Bitcoin o delle criptovalute.

La spiegazione è a scopo didattico e non rappresenta in alcun modo suggerimento per quanto riguarda investimenti.

Troverete la prima parte del video cliccando qui.

ATTENZIONE: la capitalizzazione del Bitcoin ha superato i 100 miliardi di dollari, essendo aggiornata rispetto a quella presente nell’immagine. In ogni caso i suggerimenti rilasciati nel video possono essere considerati ancora validi.

Conviene investire in Bitcoin? Parte 1

Il Bitcoin ha mostrato da inizio anno delle performance di oltre il 500%, rappresentando nel mercato delle valute una nuova opportunità di investimento.

Può essere il Bitcoin una nuova opzione per diversificare il nostro capitale o esistono opportunità migliori? Quali sono realmente i rischi e le motivazioni di questa salita? Quali i vantaggi e svantaggi?

In questo video forniremo risposta a queste domande, mostrando attraverso l’analisi di diversi fattori se il Bitcoin possa essere considerato un investimento ottimale in relazione ai rischi.

La spiegazione è a scopo didattico e non rappresenta in alcun modo suggerimento per quanto riguarda investimenti.

 

 

Pausa nel trading: quando e perché prenderla

Il trading è un tipo di attività che coinvolge diversi aspetti, sia dal punto di vista tecnico che emotivo.

Durante il nostro percorso formativo, capita alcune volte di essere molto stanchi e di non essere in grado di affrontare in maniera lucida il mercato. Le causa possono essere diverse, come una serie di operazioni negative o fattori esterni.

Come comportarsi in questi casi? Quali possono essere la cause delle nostre perdite? E’giusto prendere una pausa e di quanto tempo?

In questo breve video didattico cercheremo di dare una risposta a queste domande, in modo da capire con precisione come comportarsi davanti a situazioni negative che fanno purtroppo parte del percorso di ogni trader.

 

Euro forte: le conseguenze sui mercati globali

Il cambio EUR/USD ha mostrato in questi mesi estivi un forte apprezzamento delle sue quotazioni, le cui conseguenze sono ben visibili su quelli che sono i principali listini azionari europei e americani.

Questo porta vantaggio ai nostri listini? Quali sono le conseguenze?

In questo video analizzeremo due dei principali indici a livello globale, Dax e S&P500, in relazione ai movimenti di EUR/USD negli ultimi tre mesi. Vedremo come l’apprezzamento di una valuta possa essere un qualcosa di negativo per la nazione di riferimento, specialmente davanti a ragionamenti di importazione e esportazione.

Affiancheremo alla nostra analisi la creazione di uno spread tra i due principali indici, mostrando come questo possa essere utile per pianificare la nostra operatività e determinare quando comprare o vendere uno strumento.

Il video è a scopo didattico e non rappresenta in alcun modo suggerimento per quanto riguarda investimenti.

 

 

Il trading può diventare un lavoro?

Quando iniziamo a fare trading, pensiamo che sia semplice guadagnare e farlo comodamente seduti a casa nostra. Non aiutano le molteplici pubblicità ingannevoli, dove nella maggior parte dei casi vengono assicurati enormi guadagni attraverso qualche piccolo versamento.

Guadagnare con il trading è quindi possibile o no? Può diventare un vero e proprio lavoro? Potrà assicurarmi uno stipendio mensile?

Troverete la risposte o il mio modesto parere all’interno del video.

 

Webinar: come individuare i punti di inversione del mercato

 

All’interno del webinar didattico verrà affrontato lo studio delle inversioni di tendenza, mostrando quelli che sono i comportamenti attuati dal mercato prima di questi movimenti.

Vedremo insieme come sia possibile individuare i punti sensibili di mercato attraverso l’analisi dei prezzi e l’uso di alcuni tra i più comuni indicatori.

IL PROGRAMMA NEL DETTAGLIO:

• L’importanza nell’analizzare la serie di massimi o minimi fornita dal mercato;

• Come si comporta il mercato prima di un movimento d’inversione;

• Quando iniziare a pensare all’inversione e perché;

• RSI e MACD: due utili alleati per determinare la fine di una tendenza;

• Quali segnali aspettarsi dal grafico prima di entrare a mercato;

• Come pianificare la nostra operatività sui punti sensibili del mercato;

• Esempi operativi.

 

Se desiderate effettuare il download della registrazione cliccate qui.

PIL: significato e importanza nel trading online

Quando iniziamo la nostra attività di trader, sentiamo spesso parlare di dati macroeconomici in grado di influenzare l’andamento dei mercati. Sicuramente tra i principali indicatori di salute di una nazione c’è il PIL. All’interno di questo articolo cercheremo di spiegare in maniera chiara e semplice cosa sia e quale influenza abbia nelle nostre scelte d’investimento.

Che cos’è il PIL e da cosa è composto?

La sigla PIL è l’abbreviazione di Prodotto Interno Lordo e misura la ricchezza che un paese è in grado di produrre all’interno di un determinato arco temporale. E’composto da 4 diversi elementi:

  • Consumi (C) – totale delle spese dei consumatori per beni e servizi.
  • Investimenti (I) – spese e investimenti delle imprese.
  • Spesa Pubblica (G) – Spese delle pubbliche amministrazioni per beni e servizi.
  • Saldo netto: bilancia Commerciale (NX).

Quando il valore è positivo si parlerà di crescita economica, mentre davanti a un valore negativo parleremo di contrazione economica.

Sono esclusi dalla composizione le prestazioni a titolo gratuito o l’autoconsumo, i beni e servizi prodotti dagli operatori nazionali.

Il valore del PIL è espresso solitamente nella valuta nazionale e possiamo dividerlo in due diverse tipologie:

  • PIL nominale: valore dei beni e servizi misurati a prezzi correnti.
  • PIL reale: valore dei beni e servizi calcolata a prezzi costanti; è una misura più efficace del benessere economica, perché non è influenzato dai cambiamenti di prezzi.

Quando viene rilasciato il PIL e quale impatto ha sui principali mercati?

Il PIL viene calcolato su base annuale o trimestrale e ha forte impatto sui mercati finanziari. E’da considerare sicuramente tra i principali market mover del mercato, in grado di influenzare fortemente le oscillazioni di prezzo in diversi orizzonti temporali.

Una lettura positiva del PIL superiore alle aspettative potrebbe essere considerata dagli analisti come un segnale positivo, portando movimenti rialzisti sul mercato azionario e della valuta di rifeirmento. Avremmo un comportamento totalmente contrario in caso di PIL negativo.

E’importante sempre contestualizzare quale sia il ciclo economico in cui ci troviamo, in modo da essere in grado di interpretare in maniera corretta il rilascio di questo dato fondamentale.

Quali dati è possibile estrarre dal PIL?

Dal PIL è possibile estrarre questi importanti dati macroeconomici:

  • Reddito pro-capite: è calcolato dividendo il valore reale del PIL per la popolazione.
  • Deflatore del PIL: è il rapporto tra PIL nominale e PIL reale.
  • Rapporto deficit/PIL: viene utilizzato per calcolare l’ammontare del deficit delle amministrazioni pubbliche in relazione al PIL (limite accettabile 3% secondo i parametri di Maastricht).

Come avrete potuto capire il PIL è un dato fondamentale per le vostre scelte d’investimento. Consultate sempre il calendario economico, in modo da essere sempre aggiornati quando questo sarà rilasciato.

 

 

 

Profit Factor: come misurare la qualità di un trading system

Articolo in formato video:

 

Articolo in formato testuale:

Quando si inizia a fare trading solitamente si cerca di costruire una strategia che permetta di essere profittevoli in maniera sistematica. Molte volte, durante questo cammino, capita anche di farsi ingannare da persone che promettono attraverso le loro strategie grandi guadagni, magari con poche operazioni.

“Con la mia strategia ho guadagnato 5.000€ partendo da 1.000€!”. Questa è una delle frasi che potreste sentire da alcuni trader, magari facendovi ingannare da come il capitale sia cresciuto del 500%.

A questo punto, che la performance sia reale o no, la domanda che dovreste porgli è: a quanto corrisponde il tuo profit factor ?

Vi starete chiedendo cosa sia il profit factor e quale utilità abbia nella valutazione di un trading system.

Per profit factor si intende il rapporto che c’è tra il totale dei nostri guadagni e perdite. Facciamo un piccolo esempio con due diversi trader: Mario e Luca.

Mario ha un capitale di 10.000€ e dopo tre mesi di trading ha guadagnato 1.000€. Nelle sue operazioni ha avuto un totale di 6.000€ di guadagni e 5.000€ di perdite. Dividendo i guadagni per le perdite (6.000:5.000) avremo un profit factor di 1,2. Questo cosa significa? Che Mario ha rischiato 1 per guadagnare 1,20. In ottica di rischio/rendimento la strategia di Mario nonostante abbia dei guadagni non lavora bene, mostrando una notevole esposizione al rischio con dei profitti di poco superiori al minimo rendimento.

Luca ha lo stesso capitale di Mario e dopo tre mesi ha guadagnato anche lui 1.000€. Analizzando i trade di Luca notiamo che le perdite totali sono state di 600€ mentre i guadagni di 1.600€. Il profit factor di Luca è quindi di 2,66 (1.600:600). La strategia adottata da Luca ha lavorato in maniera migliore rispetto a quella di Mario, dato che attraverso la sua operatività ha rischiato 1 per guadagnare in media 2.66 (quasi 3 volte l’investimento effettuato per ogni singola operazione). Questo mostra che Luca ha gestito in maniera eccellente il rischio, esponendosi in maniera corretta a mercato e con una valida strategia.

Come avrete potuto notare i guadagni hanno sicuramente importanza, ma quello bisogna valutare è il COME questi si siano sviluppati.

Quello che dovremmo cercare di raggiungere nel nostro sistema è un profit factor almeno superiore a 2. Valori inferiori rappresentano un segnale che qualcosa nel nostro sistema non lavora bene, esponendoci a mercato più del dovuto in relazione ai guadagni.

Quando costruite una vostra strategia o apprendete quella di qualcun’altro, ricordatevi sempre di seguire e calcolare questo parametro in base al vostro tipo di operatività, dato che questo rappresenta un indicatore fondamentale per la qualità di un trading system.