Il capitale nel trading online: quanto investire?

imageUna delle domande che ci si pone quando si inizia a fare trading è quanto capitale investire. Inizialmente, guardando anche gli ingannevoli banner pubblicitari, avremo la convinzione di poter diventare milionari partendo da un piccolo conto di centinaia di Euro. Purtroppo non c’è nulla di più sbagliato, e all’interno di questo articolo vedrò di spiegarvi perché.

1) Pro e contro di un piccolo capitale: fare trading online con un piccolo capitale presenta molti vantaggi se abbiamo iniziato da poco questa affascinante attività. Possiamo considerarlo un vantaggio dato che il nostro primo conto, quello con cui pensiamo di diventare milionari dopo qualche mese di demo, andrà a polverizzarsi nel giro di poche operazioni.

Come possiamo pensare di affrontare i mercati senza avere la minima conoscenza finanziaria o di money management? Dopo qualche mese con un conto demo, siamo convinti di poter guadagnare per qualche operazione andata in profitto, scoprendo che poi la realtà è molto diversa.

Questo perché quando lavoriamo attraverso un conto demo, non abbiamo implicazioni dal punto di vista emotivo. Se perdiamo 4000€ cosa ci importa? Basta un click per versare nuovamente denaro fittizio sul conto. Tutto cambia quando iniziamo a eseguire operazioni con denaro reale, dove una perdita di 4000€ sul nostro capitale, sicuramente non risulterà piacevole.

Il nostro primo conto sarà con altissime possibilità portato ad avere grandi perdite, se non l’intero capitale investito. Questo succederà non perché il capitale sia esiguo, ma per il semplice fatto che non abbiamo disciplina, metodologia e money management. Il capitale sarà importante solo quando noi saremo in grado di fare trading online in maniera corretta e professionale.

Fino a quel momento è inutile pensare di investire grandi capitali sul mercato, dato che le probabilità di perderlo totalmente saranno altissime. Guidereste mai una Ferrari senza avere la patente? Riflettete per bene su questo esempio.

Un piccolo conto di trading deve essere visto solo e semplicemente come palestra per la nostra attività di trader, così da poter provare quel qualcosa che manca al trading con denaro fittizio: il controllo dell’emotività.

2)Pro e contro di un grande capitale: quali caratteristiche deve avere un capitale per essere considerato tale? Questo sicuramente dipende dalla nostra disponibilità economica e propensione al rischio.

Ognuno di noi ha una diversa tolleranza al rischio e sta a noi capire quanto vogliamo investire. Sicuramente il nostro investimento a mercato deve essere rappresentato da un capitale che possiamo permetterci di perdere e non gravi sulla nostra condizione economica. In questo modo saremo in grado di gestire in maniera migliore la componente emotiva e saremo sicuramente meno influenzati dal subire una perdita.

Saper di poter perdere ingenti somme quando abbiamo una famiglia da mantenere non è una cosa che deve far parte del trading online, anche se nella realtà il riscontro è in buona parte dei casi l’opposto. Bisogna essere responsabili, sapendo che il denaro investito può essere perso.

Quindi, prima porci la domanda di quanto capitale dedicare al trading, chiediamo a noi stessi se possiamo permetterci un simile rischio. Se la nostra risposta è affermativa e abbiamo denaro da dedicare a questa affascinante attività, dovremmo pensare a quella somma che ci permetterà di gestire in maniera ottimale la nostra operatività.

Ovviamente questa varierà in base al nostro money e trade management.

3)Quali sono le cifre da investire: leggendo questo articolo vi sarete domandati quali possano essere le cifre da investire. Quello che troverete scritto è ovviamente la mia opinione personale.

Un capitale minimo per il nostro primo conto di trading, ossia quello che useremo per fare pratica, dovrà essere di almeno 1.000€. Sicuramente non andrà a offrire grandi guadagni, ma ci servirà per creare la nostra strategia di lavoro e money management.

In questo modo se dovesse andar male, avremo perso delle cifre che fortunatamente non cambieranno il nostro modo di vivere, anche donandoci qualche piccolo dispiacere. Se 1.000€ dovessero comunque essere importanti per voi, evitate di investirli e continuate a esercitarvi con un conto demo, fino a quando non potrete dedicare questo capitale al mercato.

Un capitale intermedio potrebbe invece essere posizionato tra i 1.000€ e 5.000€. Cifre di questa grandezza permettono di anche dei buoni guadagni con money management adeguato. È sempre un capitale per fare pratica con il nostro trading system, ma sicuramente potrà dare soddisfazioni se siamo trader profittevoli.

Quando ci sentiremo pronti e avremo dalla nostra parte una strategia solida e funzionante maturata in diverso tempo, potremo considerare di iniziare con un capitale di 10.000€. Se volessimo essere prudenti anche 5.000€, con un money management e disciplina perfetti.

Un capitale da 5.000€ sicuramente potrà lasciare meno libertà per il nostro trading, ma se apriamo tra le 5 o 10 operazioni al mese, potremmo anche investire il 2% per operazione. Questo come dicevo inizialmente, dipende molto dalla nostra propensione al rischio e dalla nostra esperienza sui mercati.

Potresti trovare interessante anche questo video articolo, che approfondirà quanto già letto precedentemente. Per visualizzarlo clicca qui.

Sperando che questo articolo sia utile per il vostro trading e le vostre scelte, vi aspetto con tanto altro materiale sul mio sito.

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L’importanza del rischio/rendimento nel trading online

Nella nostra attività di trader, abbiamo molteplici opportunità di investire denaro sui diversi mercati finanziari, come per esempio il Forex,  il mercato azionario o delle materie prime.

Non tutte le occasioni saranno ovviamente uguali e prima di fare click con il mouse dovremmo chiederci: l’operazione che sto per effettuare a mercato porterà profitti maggiori di quanto rischiato?

Ponendoci questa domanda staremo valutando un concetto fondamentale, ossia quello di Risk/Reward.

Cos’è il Risk/Reward?

Il Risk/Reward è una dei principali fattori da valutare prima di entrare in un trade. Chiunque faccia trading, indifferentemente da quello che sia il mercato e orizzonte temporale di investimento, è al corrente che nessuna operazione avrà un potenziale di riuscita al 100%, ma solo alte probabilità che questo possa avvenire.

Ovviamente le nostre possibilità di riuscita aumenteranno con la conoscenza ed esperienza che abbiamo acquisito sui mercati, ma non presenteranno mai una certezza matematica.

Con le parole Risk/Reward si intende il rapporto che intercorre tra il il rischio e rendimento della nostra operazione. Se per esempio abbiamo un Risk/Reward corrispondente a 1:2, vuol dire che il nostro rendimento sarà di due volte il rischio intrapreso, quindi il doppio.

Analizzare correttamente questo importante parametro di money management risulterà quindi fondamentale per la nostra strategia e sistema di trading, specialmente se il nostro obiettivo è quello di lavorare a mercato per molto tempo.

Quale rapporto di Risk/Reward può essere considerato il migliore?

Quando parliamo di investimenti da effettuare, dovremmo sempre pensare di investire in situazioni e operazioni che abbiano almeno un rendimento di due volte superiore al nostro rischio.

Cerchiamo di chiarire tutto con un piccolo esempio: se decideste di aprire un’attività in cui avete investito 20.000€, il vostro obiettivo sarebbe quello di guadagnarne 10.000€, ossia meno di quanto avete investito? Credo che la risposta, se abbiamo un minimo di mentalità imprenditoriale, sia totalmente negativa.

Nel trading online dovremmo effettuare operazioni valutando il nostro rendimento come di almeno due volte la grandezza del nostro rischio.

Perché dovrei evitare un Risk/Reward con rapporto di 1:1?

Ovviamente non ci sono regole scritte per evitare un rapporto di 1:1 come parametro di money management per le nostre operazioni. Questo però dipenderà ovviamente anche da un secondo fattore, ossia il Win/Loss Ratio.

Se le nostre operazioni chiuse in profitto dovessero essere maggiori di quelle in perdita, sia in quantità che guadagni, un rapporto di Risk/Reward di 1:1 potrebbe rappresentare una soluzione valida. Ma ne vale realmente la pena?

Cercherò di rispondere con dei piccoli esempi:

Esempio N.1:

Consideriamo che Mario abbia deciso di aprire tre diverse operazioni, impostando attraverso l’uso dello stop loss una perdita massima di 500€ e valutando un R/R (rischio/rendimento) di 1:2 per ogni singola operazione:

Trade 1: guadagno 1000€

Trade 2: guadagno 1000€

Trade 3: guadagno 1000€

In questo caso Mario è riuscito a guadagnare con tutte le operazioni, per un profitto totale di 3000€.

Esempio N.2:

Consideriamo adesso l’ipotesi in cui Mario non abbia avuto profitto da tutte le sue operazioni:

Trade 1: guadagno 1000€

Trade 2: guadagno 1000€

Trade 3: perdita  500€

Con tre operazioni, nonostante una in perdita, Mario ha comunque guadagnato 1500€.

Esempio N.3:

Consideriamo che Mario abbia avuto più operazioni in perdita che in guadagno:

Trade 1: guadagno 1000€

Trade 2: perdita 500€

Trade 3: perdita  500€

Con tre operazioni, di cui due in perdita, Mario non ha avuto guadagni ma con la singola operazione in profitto e un risk/reward di 1:2 ha comunque potuto assorbire due operazioni in perdita.

Cosa sarebbe successo se Mario avesse lavorato in tutti e tre i casi con un Risk/Reward di 1:1?

Trade 1: guadagno 500€

Trade 2: guadagno 500€

Trade 3: guadagno  500€

Con le tre operazioni effettuate, Mario ha guadagnato 1500€ al posto dei 3000€ precedenti.

Se avesse sbagliato una singola operazione delle tre:

Trade 1: guadagno 500€

Trade 2: guadagno 500€

Trade 3: perdita  500€

In questo caso Mario ha comunque avuto un guadagno di 500€ nonostante l’operazione in perdita, ma minori rispetto ai 1500€ precedenti.

Se avesse sbagliato due operazioni delle tre effettuate:

Trade 1: guadagno 500€

Trade 2: perdita 500€

Trade 3: perdita 500€

In questo caso Mario ha una perdita sul capitale di 500€ al contrario delle perdite assorbite con un risk/reward di 1:2 visto nei casi precedenti.

Come avrete potuto notare un R/R minimo di 1:2, sarà un notevole vantaggio per quanto riguarda la nostra attività di trader, quindi sarebbe opportuno valutare se le nostre operazioni posso avere almeno un rendimento di due volte superiore rispetto al nostro rischio.

Sicuramente è più facile raggiungere un target minore che equivalga una sola volta al nostro rischio, ma il fatto che sia semplice non implica sia la cosa giusta da fare.

L’esperienza che abbiamo sui mercati, sarà fondamentale per farci capire se l’operazione pianificata inizialmente con un rischio/rendimento di 1:2 mantenga questi parametri nelle seguenti sedute. Il mercato potrebbe infatti cambiare e portarci a modificare l’ottica di rischio/rendimento prefissata prima dell’apertura della nostra operazione.

Anche se potrà sembrarvi un concetto quasi scontato, molte volte e specialmente agli inizi, vengono effettuate operazioni senza calcolare questo importantissimo parametro.

Sperando che questo articolo via sia piaciuto, vi invito a dare uno sguardo agli altri contenuti presenti sul mio sito cliccando qui.

 

Spread BTP-Bund: cos’è e considerazioni storiche

Da diverse sedute lo spread tra BTP e Bund ha nuovamente iniziato a salire, portando preoccupazione dal punto di vista dei mercati e investitori. Abbiamo infatti assistito a forti discese caratterizzate da alta volatilità, con performance negative sia per quanto riguarda il mercato obbligazionario e azionario.

Come può lo spread influenzare tutto questo? Quali i suoi effetti nei diversi settori, dal privato al pubblico? Siamo realmente davanti a una situazione in cui lo stato può rischiare il default?

In questo video cercheremo di dare risposta alle precedenti domande, spiegando nel modo più semplice e chiaro possibile cosa sia lo spread, come questo influenzi l’economia e quale sia il suo comportamento da un punto di vista storico.

La spiegazione è a scopo didattico e non rappresenta in alcun modo suggerimento per quanto riguarda investimenti.

 

Truffe nel trading online: come evitarle Parte 2

Nel precedente articolo che potrai trovare cliccando qui, abbiamo visto come nel mondo del trading online molto spesso si viene ingannati da banner pubblicitari, dove la garanzia di avere rendimenti stellari e guadagni sicuri con poco capitale sia possibile.

Tutto questo porta purtroppo una grande parte di investitori a perdere denaro a mercato, in alcuni casi anche i risparmi di tanto lavoro sperando di diventare milionari.

In questo video vedremo come determinati rendimenti non siano nella maggior parte dei casi possibili, prendendo come esempio alcuni titoli del mercato americano. Verranno inoltre forniti dei suggerimenti per evitare questi annunci, utili solo a chi vuole guadagnare sulla vostra inesperienza.

La spiegazione è a scopo didattico e non rappresenta in alcun modo suggerimento per quanto riguarda investimenti.

Truffe nel trading online: come evitarle Parte 1

truffa 2

Le immagini che vedete qui sopra sono solo alcune delle tante che potrete trovare nelle rete. Immagini che portano a farvi credere che nel mondo del Forex e mercati azionari sia possibile trasformare 100€ in 40.000€, senza studio e nessuna base teorica.

Attratti da questi facili guadagni, ogni giorno molte persone investono i loro risparmi, magari frutto di anni e anni di lavoro e fatica, facendosi trarre in inganno e perdendo l’intero capitale investito.

Nella maggior parte dei casi persone desiderose di diventare ricche in qualche mese, che affidandosi a qualche pubblicità trovata sul web o video su Youtube, aprono un conto di trading con il primo broker di CFD o opzioni binarie che trovano. E potete essere sicuri che loro non avranno scrupoli a prendere i vostri soldi, dato che siete stati voi a cadere nella trappola e accettare le condizioni da loro imposte, in cui sono esonerati da ogni responsabilità a livello legale.

Qualcuno di voi lettori probabilmente si riconoscerà in questa brutta esperienza, dato che sono situazioni che accadono molto più spesso di quanto possiate immaginare. Altri di voi spero avranno possibilità di non incorrere negli stessi errori, grazie a qualche piccolo accorgimento che troverete in questo articolo.

PERCHÉ DOVREMMO EVITARE DI CREDERE A QUESTI ANNUNCI O PROPOSTE DI FACILI E GRANDI PROFITTI NEL MONDO DEI MERCATI?

1) Il trading online è un’attività molto più difficile di quanto si possa credere o pensare, e come in ogni altra attività le ore e ore di studio e pratica saranno fondamentali per lavorare in maniera corretta e professionale.

Immaginate di essere degli studenti di medicina al primo anno di università. Sareste in grado di poter operare un paziente? A meno che non avvenga qualche miracolo, e per quanto possiate essere abili e intelligenti, dubito che ne sarete capaci.

Nel mondo dei mercati e della borsa, sono in tanti quelli che vi diranno che per poter “operare” non avrete bisogno di studio e determinate conoscenze, ma solo depositare un capitale e iniziare a fare trading.

2) Iniziare a fare trading con 100€ e trasformarli 40.000€. Secondo voi, se fosse così semplice e sopratutto trovaste il modo per renderlo realtà, andreste a scrivere come farlo su internet? Penso proprio che la risposta sia no.

Situazioni simili non accadono neanche nelle favole. Prendete il gatto e la volpe che volevano i soldi di Pinocchio per farli crescere nel campo dei miracoli, dove a detta loro si sarebbero triplicati. Se non volete essere i Pinocchio della situazione evitate di credere a queste pubblicità o video.

3) Broker che decidono di regalarvi bonus di migliaia di euro per versamenti di poche centinaia di euro. Qualche sconosciuto vi ha mai regalato 2.000€ in cambio di nulla? Nel mondo della finanza nulla è per nulla, specialmente quando si tratta di denaro.

Vi stanno offrendo bonus così alti in relazione al capitale investito? Fossi in voi mi chiederei il perché.

4) Attenzione anche a quei personaggi che propongono di gestire i vostri capitali di migliaia di Euro e farvi guadagnare il 150% mensile. Questo è uno dei peggiori casi in cui possiate capitare, perché oltre a dare denaro a persone con pochissima esperienza o dubbie qualifiche, probabilmente non rivedrete più i vostri soldi.

Troverete moltissime figure che spacciandosi per professionisti vi proporranno di investire i vostri capitali, grandi o piccoli che siano. Tanto sarete voi a rimetterci. Quindi attenzione a fidarvi di chi vi promette facili guadagni gestendo i VOSTRI soldi.

Ricordo anche che fare trading per conto di terzi nel nostro paese è nella maggior parte dei casi illegale.

5) Performance mensili del 150%-200%. Sono solo alcuni dei risultati che troverete sparsi per la rete, creati esclusivamente per ingannarvi. Avere performance così alte vuol dire aprire operazioni di borsa altamente rischiose per il cliente. Come dicevo nei precedenti paragrafi, il trading online è un’attività che comporta dei rischi. Questo vuol dire che dobbiamo gestirli migliore dei modi.

Se si vogliono rischiare soldi sfidando la sorte,la roulette al casinò e senz’altro un metodo più divertente.

6) Alcuni broker vi promettono spread bassissimi. Poi stranamente avvengono:

  •  Requote e slippage anche in situazioni di minima volatilità.
  • Ordini aperti in ritardo.
  • Spike di prezzo che sullo strumento finanziario reale non si sono verificati.
  • Connessione internet che improvvisamente cade, magari quando state cercando di chiudere la vostra posizione.

Queste sono solo alcune cose che capitano con broker online non affidabili. Scegliete sempre con cura il vostro broker online dato che non tutti sono uguali.

ALLORA COSA DOVREMMO FARE PRIMA DI INVESTIRE I NOSTRI SOLDI?

Qualche piccolo suggerimento:

  • Studiare le dinamiche dei mercati azionari, l’analisi tecnica e ogni cosa riguardante il trading online.
  • Provare sempre il broker online in demo per settimane,specialmente in condizioni di alta volatilità. A meno che non ci sia un professionista a suggerirvi con quale broker operare, la scelta migliore rimane sempre quella di provarlo per un lungo arco di tempo.
  • Non affidate i vostri soldi a nessuno. Cercate tramite Google il nome di queste persone, delle volte potrete vedere che sono indicati come truffatori.
  • Partecipate a eventi, webinar e corsi di formazione riguardanti il trading online, purché siano svolti da professionisti.
  • Diffidate da broker non regolamentati, con sedi in posti esotici e sopratutto con siti e immagini ingannevoli come quelle viste a inizio articolo.
  • Se dovete gestire soldi nel trading online,siate sempre voi stessi a farlo.

Webinar: analisi didattica dei mercati

In questo webinar effettueremo un’analisi operativa sui principali mercati finanziari (Forex, indici, materie prime e bond), mostrando tutte le motivazioni che portano a scegliere determinati strumenti al posto di altri, e come le occasioni individuate possano poi essere gestite.

 

La spiegazione di ogni singolo concetto è a scopo didattico e non rappresenta in alcun modo suggerimento per quanto riguarda investimenti.

Stop Loss: le diverse tipologie

Nel precedente articolo abbiamo visto cosa sia lo stop loss e la sua utilità nell’attività di trading. Ti invito a leggere il precedente articolo cliccando qui, così da poter comprendere in maniera molto più chiara l’argomento che affronteremo.

Dalla lettura risulterà fondamentale che proteggere il capitale è una delle cose più importanti nella nostra attività di trader. Avremo infatti a disposizione diversi modi per farlo, adatti a differenti tipologie di operatività o esigenze.

Quali sono quindi le diverse tipologie di stop loss?

1) Coperture o Hedging:

Attraverso le coperture o hedging, non inseriremo in macchina uno stop loss ma un’operazione di senso opposto alla precedente sullo stesso strumento o simile. Questo modo di lavorare avrà i suoi vantaggi e svantaggi.

Molto dipenderà infatti dalla nostra esperienza sui mercati, dato che quando avremo due operazioni aperte una delle due andrà in futuro chiusa. Questo vuol dire che potremmo avere anche una perdita molto più grande di quella che avevamo previsto nel caso dovessimo chiudere l’operazione sbagliata.

2) Stop loss mentale:

Alcuni considerano lo stop loss mentale come un qualcosa di utile per lavorare sui mercati. Ovviamente è solo un modo per evitare che la nostra operazione sia chiusa in perdita, dato che a mercato non sarà inserita nessuna protezione.

Questo riesce già a far capire bene come questa metodologia sia assolutamente da evitare, dato che lo stop loss non deve essere qualcosa che noi pensiamo di inserire non appena la situazione si mette male, ma un qualcosa che è già inserito prima che la situazione si metta male.

Quando si inizia a fare trading solitamente si pensa di essere in grado di inserire lo stop quando si vuole, con il risultato che continueremo invece a mediarlo ogni qual volta il mercato continuerà ad andarci contro.

3) Stop loss in denaro:

Questa tipologia di stop è basata su una perdita massima di denaro per ogni singolo trade. Lavorando con questa tipologia di stop, avremo il vantaggio di perdere quanto prefissato ma anche l’enorme svantaggio di avere degli stop che non rispetteranno probabilmente dei livelli tecnici, dato che sono calcolati esclusivamente sulla perdita in denaro e non sul quadro tecnico del mercato.

Questo porterà la nostra posizione a essere chiusa molto prima del previsto, magari attraverso forti movimenti di mercato o stop hunting.

4) Stop loss in punti o pips:

Simile allo stop loss calcolato in denaro, quello a punti avrà una dinamica simile ma sarà calcolato sui punti (pips).

Lavorando con questa tipologia di stop ci esporremo a grandi rischi dato che alcuni strumenti a causa della loro volatilità avranno degli stop molto ampi, portandoci ad avere perdite più grandi di quelli che potrebbero essere i guadagni.

5) Timing Stop:

Lo stop a tempo rappresenta un’ulteriore soluzione alla protezione del nostro capitale. In questo caso non avremo livelli di prezzo su cui chiudere o coprire le operazione, ma semplicemente un determinato arco di tempo prima di chiudere la nostra posizione, in guadagno o perdita.

Il timing stop è una soluzione che può essere adottata in strategie di breve termine ma è altamente sconsigliata se si lavora su orizzonti temporali di più lungo termine. Questo perché potremmo precluderci degli ottimi guadagni che arriverebbero nella giornate successive.

6) Stop loss tecnici:

Attraverso gli stop loss tecnici avremo il vantaggio di inserire la nostra protezione in punti realmente importanti per il mercato. Per lavorare con questa tipologia di stop, dovremo conoscere bene i movimenti del mercato e l’analisi tecnica, altrimenti porteremo dalla nostra parte solo delle grandi perdite.

Lo stop loss tecnico è sicuramente un ottimo modo per lavorare a mercato, ma da solo non potrà esserci utile dato che si potrebbero anche avere stop molto ampi.

7) Stop Loss basati sulla volatilità:

La volatilità è un fattore di estrema importanza per i mercati. Sarà quindi fondamentale, per la protezione del capitale, determinare la volatilità attiva su un determinato strumento.

In questo modo saremo in grado di capire di quanti punti dovrà essere ampio il nostro stop loss, così da non dover vedere la nostra posizione chiusa a mercato.

Lo svantaggio di questa metodologia è che da sola non sarà utile per il nostro trading, dato che anche conoscendo la volatilità avremo bisogno di altre informazioni, come i livelli importanti o pattern di prezzo.


Come avrete potuto notare ogni metodologia di stop presenta un grande svantaggio.

Esiste quindi un modo per unire insieme le diverse tipologie di stop loss sfruttandone solo i vantaggi , magari avendo allo stesso tempo una posizione che:

  • Abbia una perdita quantificata sia in denaro che in punti?
  • Sia calcolata su livelli tecnici?
  • Presenti un perdita prefissata?

La risposta è assolutamente si, e nel caso volessi comprendere e capire come fare, contattami all’interno del sito cliccando qui.

Stop Loss: cos’è e perché inserirlo sempre

Nel Trading Online sicuramente è importante avere delle ottime conoscenze di analisi tecnica e nella dinamiche del mercato. Questo perché ci permetteranno di effettuare delle operazioni in punti fondamentali del mercato, ovviamente in base al nostro tipo di operatività e orizzonte temporale. Ma se le cose dovessero iniziare ad andar male? Come potremmo proteggerci da ingenti perdite? Semplicemente attraverso un Stop loss.

Cos’è uno stop loss?

Lo stop loss è un ordine automatico, di acquisto o vendita, che chiuderà automaticamente la nostra operazione a un determinato livello di prezzo. In questo modo la nostra operazione, anche se siamo lontani dal nostro pc, tablet o telefono, si chiuderà automaticamente.

Attraverso questa semplice funzionalità, presente in ogni piattaforma di trading online, come per esempio Metatrader4 o ProReal Time, saremo in grado di stabilire una perdita massima per la nostra operazione. In questo modo sapremo sempre quanto possiamo perdere se l’operazione non dovesse andare come avevamo sperato.

Bisogna sempre inserire lo stop loss?

Ridurre le perdite al minimo è un concetto di fondamentale importanza nella nostra attività di trader. Un vero trader è quello capace di avere un sistema in grado di massimizzare i guadagni e allo stesso tempo contenere inutili perdite. Solo in questo modo potremo guadagnare in maniera sistematica con il trading online, specialmente quando ci saranno periodi in cui le nostre operazioni non seguono le nostre previsioni.

Lo stop loss dovrà essere SEMPRE inserito per ogni operazione che apriamo a mercato e non dovrà mai mancare nella nostra strategia di trading. Chi vi dirà il contrario, ossia di non inserire lo stop loss a mercato, probabilmente farà i suoi interessi, guadagnando dalle vostre perdite. Capita molto volte che siano proprio dei broker non corretti nei confronti dei clienti a suggerire di non inserirlo.

Esistono strategie alternative all’inserimento dello stop loss?

Come dicevamo nel paragrafo precedente, lo stop loss dovrà sempre essere inserito a mercato. Essendo il mondo del trading online molto ampio e formato da diverse strategie e diversi punti di vista per la gestione delle perdite, lo stop loss non sarà l’unica soluzione alle nostre perdite.

Alcuni preferiranno lavorare attraverso l’hedging, ossia la copertura della nostra operazione con un’altra di posizione contraria, o su uno strumento finanziario correlato negativamente. In questo modo non inseriremo il nostro stop loss ma avremo una seconda operazione che assorbirà le perdite di quella aperta precedentemente.

Altri trader preferiranno invece acquistare o vendere opzioni, così da poter assorbire parte della perdita se le cose dovessero andar male, oppure avere qualche guadagno in meno se il nostro trade dovesse continuare a lavorare nella direzione sperata.

Quale sarà la migliore strategia per mediare le nostre perdite?

La scelta in questo caso sarà totalmente discrezionale. Alcuni trader preferiranno avere un perdita determinata dalla scelta di un punto di stop loss. Altri lavoreranno con la copertura dell’operazione.

Quella che preferisco è sicuramente l’uso dello stop loss, perché se inserito nel punto esatto del mercato limiterà subito le nostre perdite. Nel caso di hedging potremmo avere invece due operazioni che continuano a mantenere una perdita fissa, in cui avremo pagato per ben due volte le commissioni al posto di una.

Come potrò determinare il miglior punto per inserire uno stop loss? Quali fattori dovrò prendere in considerazione?

Determinare il miglior punto per inserire lo stop loss è un qualcosa che varierà a seconda del nostro orizzonte temporale operativo e strumento su cui lavoriamo. Ogni timeframe avrà i suoi punti importanti dove inserire lo stop loss. Starà a noi attraverso quella che è la nostra esperienza e capire dove proteggere la nostra operazione.

Oltre al movimento dei prezzi per inserire bene il nostro stop loss dovremo prendere in considerazione un ulteriore fattore fondamentale: la volatilità del mercato.

Dobbiamo vedere lo stop loss come un nemico del nostro trading?

All’inizio si tende a vedere lo stop loss come un nemico per le nostre operazioni di trading. Questo perché non siamo ancora in grado capire bene le dinamiche dei prezzo o dei mercati, continuando a vedere più operazioni in perdita di quelle guadagno. In base a questa dinamica tenderemo quindi a vedere lo stop loss come un nemico, dato che non ci permette di avere guadagni.

Il problema in questo caso è la nostra preparazione non adeguata per i mercati, non colpa dello stop loss.

Quando saremo in grado di comprendere bene il mercato, vedremo che quando il nostro stop è stato preso, il mercato ha poi continuato a seguire con forza la direzione opposta al nostro trade.

E’normale vedere delle operazioni raggiungere lo stop loss?

Nel trading online è normalissimo avere operazioni in perdita. Chi vi ha detto il contrario vi starà mentendo. Le operazioni in perdita ci sono e ci saranno sempre. L’importante è che queste non vadano a essere maggiori di quelli che sono i nostri profitti.

Sarà quindi fondamentale capire un ulteriore concetto importante, ossia quello del R/R (Risk/Reward) di un trade. Potrai trovare un articolo che ti spiega di cosa si tratta cliccando qui.

Come potrò capire dove inserire in maniera corretta uno stop loss? 

Le soluzioni sono principalmente due e non esistono scorciatoie:

  1. Fare tanta esperienza a mercato.
  2. Effettuare un corso di formazione con un professionista, così da risparmiare denaro, inutili stress e perdite. Attraverso la sua esperienza sui mercati sarà in grado di farvi comprendere come determinare dei punti importanti per il vostro stop loss.

Quali tipologie di stop loss esistono?

Sono diverse le metodologie con cui proteggerti quando effettui un operazione di trading. Potrai trovarle elencate e spiegate cliccando qui.