EUR/USD: livelli chiave e considerazioni

In attesa della riunione della Federal Reserve (FED) il cambio EUR/USD continua a indebolirsi, mostrando nella sua discesa il superamento di importanti livelli chiave. Una delle cause di questa debolezza è da riscontrare nella forza del Dollaro americano, che ha portato l’Euro e le principali valute del mercato Forex a forti vendite.

Dal punto di vista tecnico, il cambio ha visto la rottura dell’area che rappresentava i minimi di inizio anno, portando così parte degli investitori a vendere la valuta dell’Eurozona. Oltre all’importanza di questo livello statico, andava ad aggiungere ulteriore rilevanza all’area di 1.2200 una trendline di supporto dinamico.

In questo video vedremo quanto accaduto finora attraverso l’analisi dei principali livelli chiave e delle dinamiche di prezzo, fornendo le motivazioni che hanno portato alle discese attuali e ipotizzando quali potrebbero essere le prossime aree importanti del mercato.

La spiegazione è a scopo didattico e non rappresenta in alcun modo suggerimento per quanto riguarda investimenti.

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Stop Loss: le diverse tipologie

Nel precedente articolo abbiamo visto cosa sia lo stop loss e la sua utilità nell’attività di trading. Ti invito a leggere il precedente articolo cliccando qui, così da poter comprendere in maniera molto più chiara l’argomento che affronteremo.

Dalla lettura risulterà fondamentale che proteggere il capitale è una delle cose più importanti nella nostra attività di trader. Avremo infatti a disposizione diversi modi per farlo, adatti a differenti tipologie di operatività o esigenze.

Quali sono quindi le diverse tipologie di stop loss?

1) Coperture o Hedging:

Attraverso le coperture o hedging, non inseriremo in macchina uno stop loss ma un’operazione di senso opposto alla precedente sullo stesso strumento o simile. Questo modo di lavorare avrà i suoi vantaggi e svantaggi.

Molto dipenderà infatti dalla nostra esperienza sui mercati, dato che quando avremo due operazioni aperte una delle due andrà in futuro chiusa. Questo vuol dire che potremmo avere anche una perdita molto più grande di quella che avevamo previsto nel caso dovessimo chiudere l’operazione sbagliata.

2) Stop loss mentale:

Alcuni considerano lo stop loss mentale come un qualcosa di utile per lavorare sui mercati. Ovviamente è solo un modo per evitare che la nostra operazione sia chiusa in perdita, dato che a mercato non sarà inserita nessuna protezione.

Questo riesce già a far capire bene come questa metodologia sia assolutamente da evitare, dato che lo stop loss non deve essere qualcosa che noi pensiamo di inserire non appena la situazione si mette male, ma un qualcosa che è già inserito prima che la situazione si metta male.

Quando si inizia a fare trading solitamente si pensa di essere in grado di inserire lo stop quando si vuole, con il risultato che continueremo invece a mediarlo ogni qual volta il mercato continuerà ad andarci contro.

3) Stop loss in denaro:

Questa tipologia di stop è basata su una perdita massima di denaro per ogni singolo trade. Lavorando con questa tipologia di stop, avremo il vantaggio di perdere quanto prefissato ma anche l’enorme svantaggio di avere degli stop che non rispetteranno probabilmente dei livelli tecnici, dato che sono calcolati esclusivamente sulla perdita in denaro e non sul quadro tecnico del mercato.

Questo porterà la nostra posizione a essere chiusa molto prima del previsto, magari attraverso forti movimenti di mercato o stop hunting.

4) Stop loss in punti o pips:

Simile allo stop loss calcolato in denaro, quello a punti avrà una dinamica simile ma sarà calcolato sui punti (pips).

Lavorando con questa tipologia di stop ci esporremo a grandi rischi dato che alcuni strumenti a causa della loro volatilità avranno degli stop molto ampi, portandoci ad avere perdite più grandi di quelli che potrebbero essere i guadagni.

5) Timing Stop:

Lo stop a tempo rappresenta un’ulteriore soluzione alla protezione del nostro capitale. In questo caso non avremo livelli di prezzo su cui chiudere o coprire le operazione, ma semplicemente un determinato arco di tempo prima di chiudere la nostra posizione, in guadagno o perdita.

Il timing stop è una soluzione che può essere adottata in strategie di breve termine ma è altamente sconsigliata se si lavora su orizzonti temporali di più lungo termine. Questo perché potremmo precluderci degli ottimi guadagni che arriverebbero nella giornate successive.

6) Stop loss tecnici:

Attraverso gli stop loss tecnici avremo il vantaggio di inserire la nostra protezione in punti realmente importanti per il mercato. Per lavorare con questa tipologia di stop, dovremo conoscere bene i movimenti del mercato e l’analisi tecnica, altrimenti porteremo dalla nostra parte solo delle grandi perdite.

Lo stop loss tecnico è sicuramente un ottimo modo per lavorare a mercato, ma da solo non potrà esserci utile dato che si potrebbero anche avere stop molto ampi.

7) Stop Loss basati sulla volatilità:

La volatilità è un fattore di estrema importanza per i mercati. Sarà quindi fondamentale, per la protezione del capitale, determinare la volatilità attiva su un determinato strumento.

In questo modo saremo in grado di capire di quanti punti dovrà essere ampio il nostro stop loss, così da non dover vedere la nostra posizione chiusa a mercato.

Lo svantaggio di questa metodologia è che da sola non sarà utile per il nostro trading, dato che anche conoscendo la volatilità avremo bisogno di altre informazioni, come i livelli importanti o pattern di prezzo.


Come avrete potuto notare ogni metodologia di stop presenta un grande svantaggio.

Esiste quindi un modo per unire insieme le diverse tipologie di stop loss sfruttandone solo i vantaggi , magari avendo allo stesso tempo una posizione che:

  • Abbia una perdita quantificata sia in denaro che in punti?
  • Sia calcolata su livelli tecnici?
  • Presenti un perdita prefissata?

La risposta è assolutamente si, e nel caso volessi comprendere e capire come fare, contattami all’interno del sito cliccando qui.

Stop Loss: cos’è e perché inserirlo sempre

Nel Trading Online sicuramente è importante avere delle ottime conoscenze di analisi tecnica e nella dinamiche del mercato. Questo perché ci permetteranno di effettuare delle operazioni in punti fondamentali del mercato, ovviamente in base al nostro tipo di operatività e orizzonte temporale. Ma se le cose dovessero iniziare ad andar male? Come potremmo proteggerci da ingenti perdite? Semplicemente attraverso un Stop loss.

Cos’è uno stop loss?

Lo stop loss è un ordine automatico, di acquisto o vendita, che chiuderà automaticamente la nostra operazione a un determinato livello di prezzo. In questo modo la nostra operazione, anche se siamo lontani dal nostro pc, tablet o telefono, si chiuderà automaticamente.

Attraverso questa semplice funzionalità, presente in ogni piattaforma di trading online, come per esempio Metatrader4 o ProReal Time, saremo in grado di stabilire una perdita massima per la nostra operazione. In questo modo sapremo sempre quanto possiamo perdere se l’operazione non dovesse andare come avevamo sperato.

Bisogna sempre inserire lo stop loss?

Ridurre le perdite al minimo è un concetto di fondamentale importanza nella nostra attività di trader. Un vero trader è quello capace di avere un sistema in grado di massimizzare i guadagni e allo stesso tempo contenere inutili perdite. Solo in questo modo potremo guadagnare in maniera sistematica con il trading online, specialmente quando ci saranno periodi in cui le nostre operazioni non seguono le nostre previsioni.

Lo stop loss dovrà essere SEMPRE inserito per ogni operazione che apriamo a mercato e non dovrà mai mancare nella nostra strategia di trading. Chi vi dirà il contrario, ossia di non inserire lo stop loss a mercato, probabilmente farà i suoi interessi, guadagnando dalle vostre perdite. Capita molto volte che siano proprio dei broker non corretti nei confronti dei clienti a suggerire di non inserirlo.

Esistono strategie alternative all’inserimento dello stop loss?

Come dicevamo nel paragrafo precedente, lo stop loss dovrà sempre essere inserito a mercato. Essendo il mondo del trading online molto ampio e formato da diverse strategie e diversi punti di vista per la gestione delle perdite, lo stop loss non sarà l’unica soluzione alle nostre perdite.

Alcuni preferiranno lavorare attraverso l’hedging, ossia la copertura della nostra operazione con un’altra di posizione contraria, o su uno strumento finanziario correlato negativamente. In questo modo non inseriremo il nostro stop loss ma avremo una seconda operazione che assorbirà le perdite di quella aperta precedentemente.

Altri trader preferiranno invece acquistare o vendere opzioni, così da poter assorbire parte della perdita se le cose dovessero andar male, oppure avere qualche guadagno in meno se il nostro trade dovesse continuare a lavorare nella direzione sperata.

Quale sarà la migliore strategia per mediare le nostre perdite?

La scelta in questo caso sarà totalmente discrezionale. Alcuni trader preferiranno avere un perdita determinata dalla scelta di un punto di stop loss. Altri lavoreranno con la copertura dell’operazione.

Quella che preferisco è sicuramente l’uso dello stop loss, perché se inserito nel punto esatto del mercato limiterà subito le nostre perdite. Nel caso di hedging potremmo avere invece due operazioni che continuano a mantenere una perdita fissa, in cui avremo pagato per ben due volte le commissioni al posto di una.

Come potrò determinare il miglior punto per inserire uno stop loss? Quali fattori dovrò prendere in considerazione?

Determinare il miglior punto per inserire lo stop loss è un qualcosa che varierà a seconda del nostro orizzonte temporale operativo e strumento su cui lavoriamo. Ogni timeframe avrà i suoi punti importanti dove inserire lo stop loss. Starà a noi attraverso quella che è la nostra esperienza e capire dove proteggere la nostra operazione.

Oltre al movimento dei prezzi per inserire bene il nostro stop loss dovremo prendere in considerazione un ulteriore fattore fondamentale: la volatilità del mercato.

Dobbiamo vedere lo stop loss come un nemico del nostro trading?

All’inizio si tende a vedere lo stop loss come un nemico per le nostre operazioni di trading. Questo perché non siamo ancora in grado capire bene le dinamiche dei prezzo o dei mercati, continuando a vedere più operazioni in perdita di quelle guadagno. In base a questa dinamica tenderemo quindi a vedere lo stop loss come un nemico, dato che non ci permette di avere guadagni.

Il problema in questo caso è la nostra preparazione non adeguata per i mercati, non colpa dello stop loss.

Quando saremo in grado di comprendere bene il mercato, vedremo che quando il nostro stop è stato preso, il mercato ha poi continuato a seguire con forza la direzione opposta al nostro trade.

E’normale vedere delle operazioni raggiungere lo stop loss?

Nel trading online è normalissimo avere operazioni in perdita. Chi vi ha detto il contrario vi starà mentendo. Le operazioni in perdita ci sono e ci saranno sempre. L’importante è che queste non vadano a essere maggiori di quelli che sono i nostri profitti.

Sarà quindi fondamentale capire un ulteriore concetto importante, ossia quello del R/R (Risk/Reward) di un trade. Potrai trovare un articolo che ti spiega di cosa si tratta cliccando qui.

Come potrò capire dove inserire in maniera corretta uno stop loss? 

Le soluzioni sono principalmente due e non esistono scorciatoie:

  1. Fare tanta esperienza a mercato.
  2. Effettuare un corso di formazione con un professionista, così da risparmiare denaro, inutili stress e perdite. Attraverso la sua esperienza sui mercati sarà in grado di farvi comprendere come determinare dei punti importanti per il vostro stop loss.

Quali tipologie di stop loss esistono?

Sono diverse le metodologie con cui proteggerti quando effettui un operazione di trading. Potrai trovarle elencate e spiegate cliccando qui.

 

 

Euro: prepariamoci a Mario Draghi e la BCE

Buongiorno a tutti i lettori, nella giornata di oggi avremo il classico appuntamento con la BCE (Banca Centrale Europea) per le decisioni riguardanti la politica dell’Eurozona. Da quelle che sono le previsioni degli analisti non dovrebbero esserci modifiche sui principali indicatori. Il tasso di interesse dovrebbe infatti rimanere invariato, come quello sui depositi e le operazioni di rifinanziamento marginale.

Davanti a un quadro tecnico simile, saranno infatti le parole del presidente della BCE Mario Draghi a fornire importanti indicazioni di politica monetaria.

Sulle valute che lavorano contro l’Euro possiamo infatti notare l’importanza delle contrattazioni, che vanno nuovamente a posizionarsi su livelli tecnici fondamentali, specialmente per quanto riguarda la coppia EUR/USD.

In questa video analisi vedremo quello che accade sulle principali coppie con l’Euro, approfondendo i diversi quadri tecnica della coppia primaria e dei suoi correlati.

L’analisi è a scopo didattico e non rappresenta in alcun modo suggerimento per quanto riguarda investimenti.

Le candele giapponesi: cosa sono e come si leggono

Il trading online offre diverse tipologie di lettura di un grafico. Tra queste una delle migliori, specialmente se lavoriamo attraverso l’uso dell’analisi tecnica, è rappresentata dalle candele giapponesi (in inglese japanese candlestick).

Le candele giapponesi saranno in grado di fornici importanti informazioni per il nostro trading, andando a mostrarci con precisione quelle che sono informazioni fondamentali del prezzo: apertura, chiusura, minimi e massimi.

Qualche accenno storico:

Prima di comprendere come leggere un grafico a candele, un piccolo accenno sulla loro storia: furono utilizzate per la prima volta nel Giappone nel XVIII secolo per prevedere l’andamento dei prezzi del riso. A inventare questa metodologia fu Munehisa Homma. In Europa il metodo giunse nel 1989 grazie a Steve Nison che ne pubblicò varie regole nel suo famoso libro Japanese Candlestick Charting Techniques. Oggi ricopre la funzione di metodo di visualizzazione grafica più utilizzato dai trader.

Quali vantaggi offrono rispetto a un normale grafico a linee?

La differenza principali tra i due grafici è rappresentata dal fatto che la candela giapponese mostrerà anche quelli che sono massimi e minimi del prezzo. In questo modo saremo in grado di analizzare anche quelle che sono state variazioni di prezzo raggiunte temporaneamente dal mercato.

In molti casi questo ci aiuterà a capire la reazione degli operatori davanti a determinati livelli di prezzo, fornendo utili informazioni per la nostra operatività. Il grafico a linee invece mostrerà esclusivamente le chiusure dei prezzi, a meno che non venga aggiunta anche la rappresentazione a linee di massimi e minimi.

Linee     candele

Nella prima immagine, quella con la linea azzurra, abbiamo un grafico a linee. Come potete vedere, non vengono rappresentati i minimi toccati dai prezzi, cosa che invece attraverso il grafico a candele giapponesi è ben visibile.

Come si legge una candela giapponese?

La lettura di una candela giapponese sarà molto semplice, dato che mostrerà in maniera molto chiara e dettagliata il comportamento dei prezzi.

Colore:

La prima cosa che dovremo comprendere è la colorazione: davanti a un movimento di prezzo rialzista avremo infatti un colore verde per la candela. Nel caso opposto, ossia di movimento ribassista, la candela sarà di colore rosso. La colorazione sarà ovviamente personalizzabile con altri colori, sicuramente modificabili all’interno della vostra piattaforma di trading come per esempio Metatrader4, Visual Trader, o ProReal Time.

Corpo:

Un secondo fattore sarà rappresentato dal corpo della nostra candela giapponese. Anche chiamato body, il corpo ci fornirà apertura e chiusura del prezzo. Per corpo si intende ovviamente la parte spessa della candela. Più la distanza tra apertura e chiusura sarà distante, maggiore sarà l’importanza del movimento di prezzo avvenuto in un determinato arco temporale.

Quando invece la distanza sarà minima, avremo un differente segnale da parte degli operatori a mercato. In questo caso la lettura dell’ombra rappresenterà un informazione fondamentale.

Ombra:

L’ombra delle candele giapponesi, in inglese chiamata shadow, fornirà la terza informazioni fondamentale per comprendere e leggere il mercato. L’ombra è rappresentata dalla linea sottile della candela, quindi la parte all’esterno del corpo. Attraverso l’ombra o shadow, saremo in grado di capire quali zone di prezzo sono state raggiunte dai prezzi per un determinato momento. Potremo avere della ombre sia nella parte bassa della candela che alta, e saranno considerati i minimi e massimi toccati.

Esempio di candela giapponese:

candelasingola

Quali differenze ci sono tra massimi e minimi, apertura e chiusura?

Dal punto di vista di analisi di mercato, la differenza tra questi quattro fattori è notevole. Apertura e chiusura rappresentano quelle zone in cui il mercato a visto iniziare e finire le sue contrattazioni in un determinato periodo temporale.

Massimi e minimi invece sono quelle zone che il mercato ha raggiunto, ma non è riuscito a tenere, all’interno di un determinato periodo temporale.

Su quali timeframe e strumenti finanziari potrò usare il grafico a candele?

Essendo una tipologia di rappresentazione grafica, il grafico a candele giapponesi potrà essere usato su ogni timeframe e strumento finanziario o mercato (come per esempio il Forex).

Le candele dovranno essere lette singolarmente?

Una singola candela non sarà mai utile per comprendere realmente il mercato, dato che andrebbe a rappresentare solo una singola informazione di quanto accaduto in un determinato momento. La lettura dovrà essere sempre relazionata a un diverso insieme di candele, ed effettuata su determinati livelli.

Attraverso l’esperienza saremo in grado di comprendere bene queste dinamiche, riuscendo a capire il comportamento degli operatori. Dalla lettura delle candele nascono infatti i pattern di prezzo, ossia un insieme di candele giapponesi che attraverso la loro conformazione offrirà una lettura ben chiara di quella che potrebbe essere la direzionalità. Una delle metodologie che si basa sulla lettura di un grafico giapponese, senza l’uso di indicatori, è quella della price action.

Se hai trovato utile queste informazione e vorresti sapere qualcosa in più, magari sui livelli chiave, altra base del trading attraverso la price action, clicca qui.

 

Come aprire un conto per fare trading online

Il trading online rappresenta da ormai diversi anni una nuova tipologia di investimento, fornendo a ogni persona la possibilità di operare sui mercati finanziari. Grazie alle più moderne tecnologie possiamo infatti effettuare le nostre operazioni comodamente da casa attraverso il nostro pc, tablet o telefono cellulare.

Per effettuare operazioni di trading avremo bisogno di aprire un conto di trading online.

Di cosa avrò bisogno per aprire un conto di trading?

Per aprire il tuo primo conto di trading saranno necessari:

  • Carta di identità o documento di riconoscimento: serviranno a conferma l’apertura del tuo conto di trading, dimostrando che sei tu il reale proprietario e intestatario.
  • Metodologia di pagamento: avrete a disposizione diverse tipologie per effettuare il vostro primo versamento sul conto. Le più comuni sono rappresentate dal bonifico bancario, Paypal o carta di credito.
  • Documento di una utenza: solitamente verrà richiesta una bolletta del gas, telefono o della luce non inferiore a 6 mesi. Questo per mostrare che siete comunque residenti in un determinato posto.
  • Indirizzo di posta elettronica: questo indirizzo sarà associato al vostro conto di trading. Tramite questo sarete informati su tutto quello che riguarda il vostro trading, promozioni o informazioni fornite dal broker.

Questi documenti sono solitamente richiesti da qualunque tipologia di broker. Diffidate da chi non richiederà nessuno di questi documenti.

In quali casi potrebbero non essere richiesti questi documenti?

La documentazione descritta nel paragrafo precedente sarà fondamentale per l’apertura di un conto reale, ossia dove useremo soldi veri.

Nel caso di un conto demo, dove potremo fare trading con denaro virtuale ma quotazioni reali, ci sarà solitamente richiesto solo il nostro indirizzo email.

Sarà difficile aprire un conto di trading?

Aprire un conto di trading porterà via pochissimi minuti del vostro tempo. Nella maggior parte dei casi sarete assistiti dal vostro broker passo per passo. Potremo infatti aprirlo:

  • Da computer: nella maggior parte dei casi, basterà andare sul sito del broker, selezionare il tasto ‘Apri un conto’ e seguire le istruzioni.
  • Da dispositivo mobile: smartphone o tablet, attraverso le applicazioni che potrai scaricare dal Play Store o App Store.
  • Al telefono con un operatore.

Come potrò effettuare operazioni di trading una volta aperto il conto?

Ogni broker metterà a disposizione dei propri clienti delle piattaforme di trading. Le più comuni saranno Metatrader 4 e Metatrader5. Con buone possibilità avrai anche modo di lavorare con piattaforme avanzate come ProRealTime o per l’analisi grafica Visual Trader 6. Altri invece offriranno, oltre alle scelte citate precedentemente, anche delle loro piattaforme native.

Come potrò scegliere un broker online tra i tanti disponibili? Sono tutti affidabili?

Saranno moltissimi i broker online che potrai trovare su internet. Non tutti purtroppo risulteranno affidabili o corretti nei confronti dei loro clienti.

Ti suggerisco quindi di leggere il prossimo articolo cliccando qui.

Nel caso avessi bisogno di ulteriori suggerimenti, digita nella sezione cerca di questo sito le parole broker online, o dai uno sguardo al servizio Sos Broker.

Oro e petrolio: importanti segnali da prezzo e volumi

Nelle ultime sedute abbiamo visto oro e petrolio, due tra le più importanti commodities, lavorare su livelli fondamentali di prezzo. Sono molte le informazioni che riescono a fornirci i grafici e i loro volumi, mostrando come alcune zone siano realmente rilevanti per le contrattazioni di questi due strumenti.

In questo video vedremo attraverso l’analisi tecnica e volumetrica, come queste due materie prime mostrino un quadro tecnico ben preciso, dove sia livelli statici che dinamici offrono informazioni ben chiare su dove operare.

La spiegazione è a scopo didattico e non rappresenta in alcun modo suggerimento per quanto riguarda investimenti.

 

Sterlina Inglese: outlook operativo

In questa video analisi vedremo quello che accade sui cambi che lavorano con la Sterlina inglese prima delle parole del governatore della BOE (Bank of England) Carney.

. Saranno presi in considerazione i diversi quadri tecnici attraverso un grafico 4H, individuati i livelli chiave sia statici che dinamici e fornite ipotesi su quelli che potrebbero essere i prossimi movimenti del mercato.

La spiegazione è a scopo didattico e non rappresenta in alcun modo suggerimento per quanto riguarda investimenti.

 

Supporti e resistenze: cosa sono e come tracciarli

L’analisi tecnica rappresenta una delle metodologie con cui cerchiamo di effettuare una previsione dei futuri andamenti del mercato. Questa potrà essere applicata a ogni tipologia di mercato, per esempio il Forex.

Come sarà quindi possibile determinare se uno strumento finanziario è in tendenza rialzista, ribassista o in trading range? Attraverso lo studio dei livelli chiave del mercato.

I livelli chiave posso essere di diverse tipologie:

Dinamici: andranno a unire diversi massimi o minimi del mercato. Vengono anche chiamati Trendline o linee di tendenza.

Statici: quando il movimento dei prezzi si svilupperà più volte sulla stessa zona, effettuando dei test mostrandoci la sua validità.

In questo articolo parleremo dei livelli statici, ma nel caso tu sia interessato a quelli dinamici potrai cliccare qui.

I livelli statici rappresentano una delle basi fondamentali dell’analisi tecnica, dato che grazie a essi saremo in grado di capire quali zone abbiano il maggior interesse per compratori e venditori.

Solitamente sono divisi in livelli di:

Supporto: quando questi rappresentano un ostacolo per le contrattazioni ribassiste, non permettendo al prezzo di andare oltre. Sono quindi il “pavimento” su cui si poggia il prezzo.

Resistenza: quando questi rappresentano un ostacolo per le contrattazioni rialziste, non permettendo al prezzo di andare oltre. Sono quindi il “soffitto” su cui si poggia il prezzo.

Quando il mercato si troverà vicino una di queste due aree, tori (compratori) e orsi (venditori) avranno una reazione molto più aggressiva rispetto a zone di prezzo in cui il mercato non trova interesse.

Queste zone sono quindi dei punti in cui il mercato decide se continuare la sua tendenza, effettuando un breakout del livello, oppure un ostacolo dove si avrà l’ingresso della fazione opposta.

Per fare dei piccoli esempi, su un livello di supporto in una tendenza ribassista, avremo la fazione dei compratori che cercherà di acquistare questo livello perché a prezzo vantaggioso. Dall’altra parte avremo dei venditori che cercheranno di venderlo per unirsi alla tendenza in atto in un punto interessante.

Un livello chiave di supporto o resistenza potrà essere considerato valido e affidabile se:

  • Il mercato avrà almeno testato due volte questa zona, mostrandoci in questo modo il reale interesse degli operatori a mercato.
  • Ha lavorato bene anche nel più recente o lontano passato.
  • Ha più volte respinto i prezzi.
  • Mostra una reazione importante dal punto di vista dei movimenti di prezzo.

Per tracciarli quindi non dovrai fare altro che seguire questi accorgimenti. Sarà il mercato stesso a confermarti la validità del livello se è stato individuato correttamente. Potrai avere questa prova analizzando sia il grafico attraverso i suoi movimenti precedenti, che in quelli futuri.

Potrai individuare e tracciare questi livelli su ogni timeframe, dato che a seconda del tuo orizzonte temporale di investimento dovrai determinare quali livelli siano interessanti per te. E’ovvio che un livello individuato su grafico 5m non abbia importanza su grafico H4 o daily.

Questo perché gli operatori di lungo termine non vedono come importante un livello su un timeframe di gran lunga inferiore. Al contrario invece, l’operatore di breve termine dovrà considerare importanti i livelli individuati su grafico di lungo termine, come per esempio il daily.

Individuando queste zone di mercato in maniera corretta, saremo in grado effettuare entrate con un buon timing a mercato, con un risk/reward favorevole.

Un concetto molto importante riguarda il breakout di questi livelli, dato che un livello di supporto se superato, diventerà una resistenza. Mentre una resistenza se superata, diventerà un livello di supporto.

Più volte questa zona sarà battuta dai prezzi e superata, più sarà difficile vedere le contrattazioni tornare al di sopra o sotto di essa.