Conviene investire in Bitcoin? Parte 2

Il Bitcoin rappresenta una nuova scelta tra gli asset finanziari per quanto riguarda i nostri investimenti. Prima di concentrarci esclusivamente su quelle che sono state le sue performance da inizio anno, dovremmo porci una domanda:

Quanto è realmente grande questo mercato rispetto a molti altri? Rappresenta realmente una tipologia di investimento? Quali potrebbero essere degli investimenti alternativi?

In questo video cercheremo di fornire una risposta a queste domande, analizzando le diverse capitalizzazioni dei mercati globali  in relazione al mondo del Bitcoin o delle criptovalute.

La spiegazione è a scopo didattico e non rappresenta in alcun modo suggerimento per quanto riguarda investimenti.

Troverete la prima parte del video cliccando qui.

ATTENZIONE: la capitalizzazione del Bitcoin ha superato i 100 miliardi di dollari, essendo aggiornata rispetto a quella presente nell’immagine. In ogni caso i suggerimenti rilasciati nel video possono essere considerati ancora validi.

Annunci

Pausa nel trading: quando e perché prenderla

Il trading è un tipo di attività che coinvolge diversi aspetti, sia dal punto di vista tecnico che emotivo.

Durante il nostro percorso formativo, capita alcune volte di essere molto stanchi e di non essere in grado di affrontare in maniera lucida il mercato. Le causa possono essere diverse, come una serie di operazioni negative o fattori esterni.

Come comportarsi in questi casi? Quali possono essere la cause delle nostre perdite? E’giusto prendere una pausa e di quanto tempo?

In questo breve video didattico cercheremo di dare una risposta a queste domande, in modo da capire con precisione come comportarsi davanti a situazioni negative che fanno purtroppo parte del percorso di ogni trader.

 

FCA: analisi e considerazioni operative

Il titolo azionario FCA mostra dal punto di vista grafico delle situazioni interessanti. Prendendo in considerazione i movimenti da inizio anno, possiamo individuare con precisione livelli chiave di supporto e resistenza, sia statici che dinamici.

Lavorando su queste zone di prezzo è possibile ipotizzare la creazione di due diverse situazioni tecniche: una compressione di volatilità e un canale rialzista. Sarà molto importante seguire lo sviluppo delle prossime contrattazioni sul titolo, dato che queste andranno a confermare quale delle due figure sarà valida.

Il video è a scopo didattico e non rappresenta in alcun modo suggerimento per quanto riguarda investimenti.

 

EURO STOXX: a che punto siamo?

Si è conclusa una nuova ottava e l’indice Euro Stoxx ha visto le contrattazioni muoversi all’interno di un trading range ben definito.

Le informazioni fornite dai prezzi vedono come livello di resistenza 3.482 mentre il supporto a 3.438. Analizzando i movimenti di questa settimana potrà sembrare che non ci siano alcune utili indicazioni, ma inserendole in un contesto di lungo termine abbiamo dal punto di vista grafico qualcosa di interessante.

Guardando il mercato attraverso un grafico 4H e prendendo come riferimento i massimi toccati nel mese di maggio (per la precisione il giorno 8), è possibile notare una serie di massimi decrescenti che portano alla creazione di una resistenza dinamica. Questa risulta estremamente affidabile per quanto riguarda la sua validità, dato che il mercato è stato respinto più volte ogni qual volta si sia raggiunta questa trendline.

Nella giornata del 18 maggio abbiamo avuto invece dei minimi acquistati nuovamente a 3.510 punti. Spostando la resistenza dinamica su questo livello di prezzo il grafico ci mostra un canale ben visibile, dove sia massimi che minimi vengono rispettati.

Perché dobbiamo considerare la scorsa ottava interessante?

Come è possibile vedere dall’immagine, le contrattazioni della passata settimana vanno a delinearsi proprio su questo livello dinamico di supporto, dove il mercato sta tentando di ricostruire una nuova partenza.

Se il movimento all’interno del canale dovesse essere nuovamente confermato, un primo ostacolo per una ripartenza rialzista dei prezzi sarebbe rappresentato dalle mediana del canale, che vede 3.500 come livello importante. Superata questa, il mercato potrebbe nuovamente vedere un ritorno in area 3.550-3.525 punti.

A delineare l’importanza dei 3.500 punti sono sia la mediana del canale che la resistenza mostrata dai prezzi all’interno di questa settimana. Osservando attentamente il grafico vediamo come entrambe vadano a incontrarsi, confermando con maggiore affidabilità l’importanza di questo livello.

 

La differenza tra ricavo e utile

Capire la differenza tra ricavo e utile risulta fondamentale per valutare il nostro investimento azionario e comprendere la solidità di un’azienda. Dovremo quindi prestare particolare attenzione a questi indicatori specialmente per quanto riguarda l’utile, dato che attraverso il suo valore sarà in grado di mostrarci  l’efficacia della gestione dei costi.

La differenza fra i due valori risiede nella considerazione dei costi. I ricavi rappresentano infatti il valore totale delle entrate, mentre il guadagno o utile è dato dalla differenza fra i ricavi e i costi di gestione di una determinata attività.

Per rendere il tutto più semplice faremo questo esempio:

L’azienda Rossi S.P.A ha venduto i suoi prodotti ricavando un totale di 100.000€. Questo valore rappresenterà il nostro ricavo. Essendo un’azienda, la Rossi S.P.A avrà comunque avuto dei costi, come l’acquisto di materiali per la produzione o spese di manutenzione. Questi costi hanno valore totale di 60.000€. Il guadagno totale, ossia l’utile, sarà quindi di 40.000€.

Davanti all’analisi di questi due dati avremo un’azienda con bilancio positivo, indicato solitamente con il termine economicità se i costi saranno stati inferiori ai ricavi, dis-economicità se i costi saranno stati maggiori dei ricavi.

Quando parleremo di ricavo ci troveremo quindi davanti al totale degli incassi, mentre l’utile non sarà altro che la differenza dei ricavi meno i costi. Grandi ricavi rappresentano quindi una possibilità in più di generare maggiore ricchezza. Non è però detto che a questi corrispondano grandi utili, dato che questi dipenderanno in parte dalla bravura nel gestire i costi aziendali.

Prendiamo come riferimento due aziende, di cui la A ha ricavato a fine anno 300.000€ ma 200.000€ sono rappresentati dai costi. I ricavi della B sono stati invece di 150.000€ con costi di 20.000€. L’utile sarà quindi di:

100.000€ per A.

130.000€ per B.

Come avrete notato B ha guadagnato molto più di A, nonostante i ricavi di A siano stati maggiori. Questo dimostra in maniera molto semplice come la gestione dei costi risulti fondamentale per gli utili di un’azienda.

 

 

Intesa San Paolo: i livelli da tenere in considerazione

Il titolo Intesa San Paolo presente una situazione grafica interessante, dove attraverso lo studio della price action nell’ultimo anno siamo in grado di individuare livelli fondamentali per pianificare la nostra operatività.

Il video è a scopo didattico e non rappresenta suggerimento per investimenti.

 

Il reverse stock split: cos’è e perché avviene

Nell’articolo precedente abbiamo parlato di Stock Split, ma lavorando sul mercato azionario potremmo anche sentir parlare di Reverse stock split. La terminologia inglese potrebbe trarre in inganno, portandoci a pensare che davanti a termini così particolari si nascondano concetti difficili da capire. Fortunatamente anche questa volta, il concetto teorico di Stock Split è molto semplice.

Quindi, cos’è il Reverse stock split e perché avviene?

Il Reverse stock split è un’aggregazione azionaria, quindi un qualcosa che porta a una variazione del numero di azioni disponibili ma non nella capitalizzazione di borsa di una società.

Con un piccolo esempio cercheremo di rendere il tutto ancora più semplice:

La società fittizia Interamnia ha un capitale di 20.000 euro, divis0 in 200 azioni da 100€ ciascuna. In borsa i risultati non sembrano essere dei migliori, quindi la società vorrebbe incrementare il valore del titolo, in modo da fornire ai suoi azionisti un titolo di maggior valore così da non farli scappare verso altri acquisti. A questo punto i responsabili di Interamnia decideranno di ricorrere al reverse stock split, diminuendo il numero di titoli disponibile effettuando un’aggregazione di questi.

Quindi quelle azioni che prima avevano valore di 100 euro, adesso avranno valore di 200 euro. Questo vuol dire che sul mercato non avremmo più 200 azioni ma 100, mentre il valore della società rimarrà esattamente lo stesso.

L’azionista che ha già acquistato i titoli vedrà una diminuzione del suo numero di azioni. Detenendo due titoli che prima avevano valore complessivo di 200 euro, adesso ne avrà uno dal valore di 200 euro ciascuno. Anche nel caso dell’azionista non ci saranno variazioni sulla capitalizzazione.

Lo Stock Split: cos’è e perché avviene

Lavorando sul mercato azionario prima o poi capiterà di sentir parlare di Stock Split. La terminologia inglese potrebbe trarre in inganno, portandoci a pensare che davanti a termini così particolari si nascondano concetti difficili da capire. Fortunatamente il concetto teorico di Stock Split è molto semplice.

Quindi, cos’è lo Stock Split e perché avviene?

Lo Stock Split è un frazionamento azionario, quindi un qualcosa che porta a una variazione del numero di azioni disponibili e non nella capitalizzazione di borsa di una società.

Con un piccolo esempio cercheremo di rendere il tutto ancora più semplice:

La società fittizia Interamnia ha un capitale di 20.000 euro, divisi in 200 azioni da 100€ ciascuna. In borsa sembrano esserci risultati positivi, quindi la società vorrebbe rendersi disponibile per molti più investitori diminuendo il valore delle singole azioni, in modo che queste abbiano un costo ridotto diventando più interessanti e alla portata di tutti. A questo punto i responsabili di Interamnia decideranno di ricorrere allo Stock Split, dividendo il titolo portandolo a un decimo del valore originale.

Quindi quelle azioni che prima avevano valore di 100 euro, adesso hanno valore di 10 euro. Questo vuol dire che sul mercato non avremmo più 200 azioni ma 2000, mentre il valore della società rimarrà esattamente lo stesso.

L’azionista che ha già acquistato i titoli vedrà un aumento del suo numero di azioni. Detenendo un singolo titolo che prima aveva valore di 100 euro, adesso ne avrà 10 dal valore di 10 euro ciascuno. Anche nel caso dell’azionista non ci saranno variazioni sulla capitalizzazione.

Occhio alle streghe: il Quadruple Witching Day

Chi opera da qualche tempo sui mercati, avrà sicuramente sentito parlare del Witching Day. Proprio nella giornata di oggi avviene questa ricorrenza, che attraverso il suo nome può creare una certa sorta di paura. Ma di cosa si tratta e come bisogna comportarsi davanti a questo evento?

Il Witching Day, nella nostra lingua il giorno delle streghe, rappresenta la giornata in cui vanno in scadenza determinati strumenti derivati:

  • I futures su indici.
  • Le opzioni su azioni.
  • Le opzioni su indici.

A questo punto qualcuno si starà domandando: ma se abbiamo tre scadenze, perchè questo evento viene definito Quadruple Witching Day? La risposta è molto semplice, ossia che a queste si scadenze si aggiunge anche quella dei futures su azioni. Una volta era chiamato Triple Witching day, ma il nome è stato cambiato quando dal 2002 si è aggiunto il trading sui futures delle singole azioni.

La scadenza simultanea delle quattro categorie di strumenti avviene il terzo venerdì dei mesi di marzo, giugno, settembre e dicembre.

Queste giornate sono monitorate con attenzione dagli investitori a causa di una crescita di volumi e volatilità, dovuta in buona parte a cause speculative.

L’evento non porta modifiche al trading di lungo periodo, dato che chi lavora su questi orizzonti di investimento avrà acquistato alcuni giorni prima i nuovi contratti. La volatilità è contenuta all’interno della stessa giornata, che come scritto in precedenza rappresenta una buona opportunità per operazioni speculative. Essendo infatti la giornata di scadenza, le operazioni che si effettuano vanno a veder fine all’interno della stessa seduta.

Titoli bancari: il punto della situazione e come comportarsi

Nel corso dell’anno abbiamo visto il settore bancario fortemente influenzato da quelle che sono state le decisioni politiche e internazionali. A qualche giornata di distanza dal referendum, alcuni titoli sono tornati su livelli fondamentali per le loro contrattazioni, delineando l’importanza che avranno queste decisioni all’interno di questo settore e nell’intero listino. Quali sono le motivazioni e come dovremmo comportarci?

In questa video analisi approfondiremo i movimenti di prezzo sui principali titoli bancari, come MPS o Intesa, individuando quelle che sono le aree chiave per le contrattazioni. Oltre alle informazioni fornite dall’analisi tecnica, prenderemo in considerazione quelli che potrebbero essere entrambi gli scenari sull’esito del referendum.

Il video è a scopo didattico e non rappresenta suggerimento per investimenti.