FTSE MIB: cosa accade dopo gli exit poll?

Buongiorno a tutti i lettori,
in questa video analisi vedremo quello che accade sul nostro listino azionario dopo gli exit poll, effettuando un breve riassunto di quanto accaduto durante le notte e quelli che potrebbero essere i prossimi scenari operativi.

Vedremo di approfondire il tutto anche attraverso l’uso dell’analisi tecnica, individuando punti sensibili di mercato e livelli chiave.

Ricordo che l’analisi è a scopo didattico e non rappresenta in alcun modo suggerimento per quanto riguarda investimenti.

 

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Titoli bancari: il punto della situazione e come comportarsi

Nel corso dell’anno abbiamo visto il settore bancario fortemente influenzato da quelle che sono state le decisioni politiche e internazionali. A qualche giornata di distanza dal referendum, alcuni titoli sono tornati su livelli fondamentali per le loro contrattazioni, delineando l’importanza che avranno queste decisioni all’interno di questo settore e nell’intero listino. Quali sono le motivazioni e come dovremmo comportarci?

In questa video analisi approfondiremo i movimenti di prezzo sui principali titoli bancari, come MPS o Intesa, individuando quelle che sono le aree chiave per le contrattazioni. Oltre alle informazioni fornite dall’analisi tecnica, prenderemo in considerazione quelli che potrebbero essere entrambi gli scenari sull’esito del referendum.

Il video è a scopo didattico e non rappresenta suggerimento per investimenti.

 

Unicredit: trading range o inversione?

Il titolo Unicredit, nonostante le forti discese avute nelle sedute precedenti, inizia a mostrare un interessante quadro tecnico per la nostra operatività. Le contrattazioni dei prezzi hanno fornito dei livelli chiave per lo sviluppo di quelle che saranno le prossime sedute, dove una congestione dei prezzi o un primo segnale di ripartenza iniziano ad essere plausibili ipotesi.

Prendendo come riferimento due diversi orizzonti temporali di lungo termine, il grafico daily e settimanale, analizzeremo quello che accade sul titolo bancario, fornendo ipotesi su cosa potremmo aspettarci dai prezzi nelle prossime sedute. Il video è a scopo puramente didattico e non rappresenta suggerimento per investimenti.

 

Intesa San Paolo: quando acquistare e perchè non adesso

Il titolo Intesa San Paolo continua a mostrare forte debolezza, come l’intero settore bancario della nostra nazione. I livelli raggiunti dalle contrattazioni dei prezzi, dopo le importanti decisioni del Regno Unito di non essere più parte dell’Unione Europea, rappresentano un forte segnale di allarme che dovrebbe tenere lontani gli investitori da questi titoli.

Quando possiamo nuovamente pensare di acquistare i bancari? In questo video saranno forniti utili suggerimenti su come comportarsi davanti a queste forti discese e quando poter iniziare a pensare a degli acquisti. Saranno inoltre forniti i livelli chiave, l’analisi tecnica e volumetrica del titolo su diversi orizzonti temporali. Il video è a scopo didattico e non rappresenta suggerimento per investimenti.

Intesa San Paolo: chiare informazioni da prezzo e volumi

I titoli bancari continuano ad essere influenzati e penalizzati da quelle che sono le notizie riguardanti il loro settore, portando il FTSE MIB nuovamente in rosso per la seconda giornata consecutiva.

Intesa San Paolo cede l’1,65% con uno scambio di 114 milioni di pezzi, mostrandosi meno debole di altri titoli dello stesso settore e nonostante la performance negativa, va a fornire importanti indicazioni per una futura operatività.

In questo video analizzeremo il titolo attraverso l’uso dell’analisi tecnica e volumetrica, individuando quelli che sono i più importanti livelli statici e dinamici. L’analisi è a scopo didattico e non rappresenta suggerimento per investimenti.

 

Panoramica titoli bancari: quali opportunità per le prossime sedute?

L’indice FTSE MIB chiude la settimana con una performance positiva del 4,08%. Complici di questo forte movimento rialzista sono i titoli bancari, che trainati dalle rassicurazioni della Federal Reserve sull’attuale situazione economica, e un piano da parte del nostro governo per risolvere le sofferenze bancarie già a partire dalla prossima settimana, portano il listino italiano al raggiungimento dei 17.504 punti.

In questo video effettueremo una panoramica dei titoli bancari attraverso l’uso dell’analisi tecnica, individuando i livelli chiave e fornendo spunti operativi su quelli che potrebbero essere i prossimi movimenti di mercato. L’analisi è puramente a scopo didattico e non rappresenta suggerimento per investimenti.

Analisi FTSE MIB: le scelte di Draghi infiammano il settore bancario

Con le decisioni di politica monetaria avvenute ieri, Mario Draghi ha portato una nuova speranza per i mercati azionari europei, reduci da dati macroeconomici al di sotto delle aspettative. Le armi della BCE sono andate a influire su un ulteriore taglio del tasso ufficiale di sconto, l’aumento di acquisto di bond per quanto riguarda QE e ulteriori decisioni di cui si parlerà all’interno del video.

Analizzeremo su grafico daily il nostro listino azionario, che influenzato dalle manovre della BCE ha visto un rialzo odierno del 4,80% e presenta ottime occasione per la nostra operatività. Perchè questa importante salita? Il motivo principale è una maggioranza di titoli riguardanti il settore bancario all’interno del listino, che più di tutti hanno scontato in maniera positiva le decisioni di Francoforte.

Nel video saranno spiegati i motivi dell’importanza di determinati settori negli indici azionari e come trarre ulteriori guadagni lavorando in maniera professionale attraverso queste semplici ma fondamentali conoscenze. Le informazioni sono a scopo didattico e non rappresentano suggerimento per investimenti.

 

Bail In: suggerimenti per investire in sicurezza

Con l’inizio del nuovo anno, le forti discese del mercato azionario italiano sono state accompagnate da due termini: bail in e obbligazioni subordinate. L’indice FTSE MIB, composto in buona parte da titoli bancari, ha subito in maniera più accentuata queste discese.

Cosa rappresentano queste due parole e in che modo possiamo andare ad investire il nostro denaro con sicurezza? In questo video cercheremo di spiegare in maniera molto semplice cosa sia il bail in e come sia possibile mettere al sicuro i nostri risparmi.

Il video è a scopo didattico e non rappresenta suggerimento per investimenti.

 

 

 

 

Intesa San Paolo: tregua sulle vendite?

Intesa San Paolo chiude una nuova settimana in negativo. Nonostante i forti movimenti di ribasso, le contrattazioni del titolo vanno a fornire interessanti spunti operativi. In questo video sarà analizzato il titolo bancario attraverso l’uso dell’analisi tecnica, individuando su diversi timeframe le principali zone di contrattazione. Si parlerà anche di quelli che potrebbero essere i prossimi movimenti su Intesa. Il video è a scopo didattico e non rappresenta suggerimento per investimenti.

 

Cosa sono i tassi sui depositi?

Con le decisioni di politica monetaria intraprese oggi dalla BCE, abbiamo assistito alla diminuzione del tasso di interesse sui depositi da -0,2% a -0,3%. Come possono essere interpretate queste scelte e cosa sono i tassi sui depositi? Per capire bene cosa sia un tasso di deposito dobbiamo iniziare a capire quale sia il legame tra la Bce e  le banche europeeLe banche europee depositano il loro denaro presso la Bce e questa operazione viene effettuata in base al rispetto di regole che richiedono determinate garanzie per l’erogazione del credito.

Questo non è l’unico motivo per cui gli istituti di credito depositano  il loro denaro presso la banca centrale europea. Può capitare che in alcuni momenti le banche abbiano una maggiore liquidità rispetto alle loro capacità. Rendendo negativo il tasso di interesse sui depositi, le banche non sono stimolate a parcheggiare il loro denaro presso la Bce, dato che dovrebbero pagare quello che è il tasso di interesse sui depositi. Questo favorisce una maggiore liquidità perchè non ci sono interessi nel tenere fermo il denaro, che potrebbe essere usato per fornire prestiti ad aziende e privati o essere nuovamente investito dalle banche stesse, in modo da avere un ritorno. Con l’ulteriore calo e la fissazione di un tasso negativo, le banche dovranno pagare per i soldi in eccesso che depositano presso la Bce.

Il tasso negativo sui depositi rappresenta una forma di tassa sui rischi evitati dagli istituti nell’erogazione del credito. Nel caso di una eccessiva discesa dei tassi su i depositi, specialmente in relazione ad un lungo periodo, gli istituti di credito potrebbero preferire l’accumulazione di denaro nelle loro casseforti piuttosto che effettuare i depositi presso la Bce. In questo caso non avrebbero nessun guadagno, ma non sarebbero comunque costretti a pagare i tassi negativi alla Bce.