Spread BTP-Bund: cos’è e considerazioni storiche

Da diverse sedute lo spread tra BTP e Bund ha nuovamente iniziato a salire, portando preoccupazione dal punto di vista dei mercati e investitori. Abbiamo infatti assistito a forti discese caratterizzate da alta volatilità, con performance negative sia per quanto riguarda il mercato obbligazionario e azionario.

Come può lo spread influenzare tutto questo? Quali i suoi effetti nei diversi settori, dal privato al pubblico? Siamo realmente davanti a una situazione in cui lo stato può rischiare il default?

In questo video cercheremo di dare risposta alle precedenti domande, spiegando nel modo più semplice e chiaro possibile cosa sia lo spread, come questo influenzi l’economia e quale sia il suo comportamento da un punto di vista storico.

La spiegazione è a scopo didattico e non rappresenta in alcun modo suggerimento per quanto riguarda investimenti.

 

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Italia e BTP: lo spread a 200 punti deve preoccuparci?

Nelle ultime sedute abbiamo visto aumentare notevolmente lo spread BTP/Bund. Diverse sono le motivazioni che hanno portato alla vendita dell’obbligazionario di casa nostra, sia di carattere tecnico, emotivo e fondamentale.

Tra queste le parole di Matteo Salvini riguardo il nuovo governo e i suoi rapporti con l’Unione Europea, Giuseppe Conte come nuovo premier e un governo operativo da poche giornate.

Dobbiamo quindi preoccuparci di queste forti discese?

Dal punto di vista di un investitore approfondiremo le motivazioni che hanno causato la situazione attuale, e se questa debba essere vista come un qualcosa di preoccupante per la nostra economia.

La spiegazione è a scopo didattico e non rappresenta in alcun modo suggerimento per quanto riguarda investimenti.

BTP, Bund e T-Note: siamo su livelli fondamentali

Con l’inizio del nuovo anno e le considerevoli salite dei mercati azionari avvenute nei mesi precedenti, il prezzo dei titoli di stato a 10 anni è stato caratterizzato da forti discese, andando nelle ultime sedute a posizionarsi nuovamente su livelli fondamentali.

In questa video analisi vedremo quello che accade su tre importanti strumenti con scadenza decennale: BTP, Bund e T-Note, individuando i punti fondamentali del mercato attraverso livelli chiave sia statici che dinamici.

Il video è a scopo didattico e non rappresenta in alcun modo suggerimento per quanto riguarda investimenti.

BTP: cosa sono e perché vengono emessi

Molto spesso sentiamo parlare del mercato obbligazionario e dei titoli che ne fanno parte. Tra questi ci sono sicuramente i BTP, ossia i buoni del tesoro poliennali. Quali caratteristiche hanno e perché vengono emessi?

In generale, i titoli di stato sono emessi per finanziare quello che è il debito pubblico di una nazione. Attraverso investitori privati, lo stato cerca di finanziare le sue spese pubbliche evitando in questo modo di dover aumentare le tasse per i cittadini.

A fronte di questo rischio, chi acquista obbligazioni nello specifico il BTP, ha un rendimento annuo fisso con uno stacco di cedola semestrale. Questo vuol dire che ogni sei mesi avrà metà del guadagno fissato con l’acquisto dell’obbligazione.

I BTP hanno diverse scadenze, in base alle quali cambierà anche il rendimento, ossia il guadagno che si ha acquistando questa tipologia di strumento finanziario. Solitamente più la scadenza del titolo è lontana dal momento dell’acquisto, tanto più sarà il rendimento. E’ possibile acquistare il titolo obbligazionario attraverso un’asta o la propria banca.

La scadenza del titolo è molto importante dato che attraverso questa è possibile distinguere due diverse tipologie di titoli di stato:

  • Il titolo obbligazionario: con scadenza superiore ai 12 mesi.
  • Il titolo di mercato monetario: con scadenza inferiore ai 12 mesi.

In linea di massima, acquistare titoli di stato rappresenta un buon investimento, specialmente per quelle persone che hanno una bassa propensione al rischio, dato che si parla di rendimenti certi a meno che lo stato non dichiari default.

 

 

 

 

Obbligazionario: quali informazioni dalle discese dei prezzi?

Con l’elezione di Donald Trump abbiamo visto dei forti movimenti ribassisti nel settore obbligazionario, dovuti alla paura di una politica inflazionista del nuovo presidente, e il probabile rialzo del tasso di interesse con la riunione della FED a dicembre.

Questi ribassi non hanno interessato esclusivamente gli Stati Uniti, portando delle forti discese anche nei mercati del vecchio continente. Come ha reagito l’obbligazionario mondiale? Perchè su alcuni strumenti le discese sono state più o meno deboli?

In questo video analizzeremo tre diversi titoli a 10 anni: il Bund tedesco, il BTP italiano e il T-Note americano, cercando oltre allo studio attraverso l’analisi tecnica di capire tutte le motivazioni che hanno spinto questi strumenti alle loro discese.

L’analisi è a scopo didattico e non rappresenta suggerimento per investimenti.