Cambi principali: prepariamoci alla FED

Fra poche ore avremo il rilascio di importanti dati macroeconomici riguardanti la politica americana. Alle ore 20:00 saremo infatti aggiornati sulle decisioni della FED (Federal Reserve) e le decisioni del FOMC (Federal Open Market Committee), mentre alle ore 20:30 la conferenza stampa in cui saranno date spiegazioni riguardo le modifiche alla politica monetaria.

Le contrattazioni sui principali cambi mostrano in maniera precisa livelli chiave e quadri tecnici da monitorare durante il rilascio di questi importanti market mover.

All’interno di questa video analisi approfondiremo quello che accade sulle principali coppie del mercato valutario, così da essere pronti e comprendere in maniera migliore quali saranno le zone da seguire e lavorare.

La spiegazione è a scopo didattico e non rappresenta in alcun modo suggerimento per quanto riguarda investimenti.

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Forex: situazioni e occasioni dopo la FED

Si è conclusa l’ultima riunione della FED, con decisioni di politica monetaria che vedono finalmente l’aumento del tasso di interesse da 0.50% a 0.70%. Il mercato valutario reagisce a questo market mover con un forte apprezzamento del biglietto verde rispetto alle altre major, mostrando notevole forza verso quelle che vengono definite valute asiatiche.

Cosa possiamo aspettarci adesso dal mercato?

In questo video effettueremo una panoramica dei principali cambi del mercato Forex, individuando attraverso l’uso dell’analisi tecnica tutte quelle zone fondamentali per le contrattazioni. Saranno anche fornite indicazioni e ipotesi su quelle che potrebbero essere le prossime reazioni del mercato a questi dati, e in quali zone costruire la nostra operatività.

Il video è a scopo didattico e non rappresenta suggerimento per investimenti.

 

 

 

 

 

FED: cosa si è detto e quali sono le reazioni del mercato

In linea con le attese di mercato e previsioni degli operatori, il FOMC lascia invariati i tassi di interesse. Molte le motivazioni di questa scelta attuata dalla Federal Reserve, che per il quarto mese consecutivo non va ad apportare modifiche sulla politica monetaria lasciandolo allo 0,25%.

A incidere su questa decisione sono sicuramente il referendum per la Brexit, che potrebbe portare difficili situazioni sui mercati internazionali, e gli ultimi dati riguardanti il mercato del lavoro, definiti dalla stessa Yellen deludenti. La Federal Reserve ha rivisto in negativo le stime di crescita del pil degli Stati Uniti per il 2016 e il 2017. Secondo le proiezioni mediane della Banca centrale, la crescita Usa dovrebbe attestarsi al 2% nel 2016, nel 2017 e nel 2018. A marzo la Fed stimava un Pil al +2,2% quest’anno, al +2,1% il prossimo e al +2% nel 2018.

Due sono i rialzi del costo del denaro previsti dalla Federal Reserve per il 2016, che non va a lasciare indicazioni su quella che sarebbe l’aumento dei tassi a causa del rallentamento del mercato del lavoro. Quindi ci si dovrebbe aspettare una stretta monetaria solo se dovessero esserci miglioramenti del mercato e occupazione.

Nella conferenza stampa, Janet Yellen ha definito l’atteggiamento davanti alle decisioni di politica monetaria cauto e appropriato, a causa dei dati inaspettati dei precedenti Non Farm Payrolls e altri indicatori macroeconomici, che forniscono un quadro contrastante per quanto riguarda la crescita economica degli Stati Uniti. Dati che portano un rallentamento della crescita e di conseguenza un tasso di interesse invariato, destinato a rimanere al di sotto dei livelli di lungo termine per un certo periodo.

Davanti a questa situazione, il numero uno della Fed avverte che l’inflazione continuerà a essere monitorata, e dovrebbe tornare al 2.0% nei prossimi due o tre anni. “I dati macroeconomici del mondo del lavoro sono stati deludenti ma non bisogna reagire in maniera eccessiva” aggiunge la Yellen, che continua a prevedere comunque un rialzo del tasso ufficiale di sconto.

Quale reazioni da parte di principali listini americani?

DOW JONES: performance negativa di -0,20%, che conferma una forte presenza di venditori in area 17.750. Se il prezzo dovesse superare i minimi delle ultime giornate, potremmo aspettarci un movimento dei prezzi verso il basso nell’area di supporto posta a 17.400.

NASDAQ: performance negativa di-0,35% con un movimento ribassista che assorbe completamente la giornata precedente. Il superamento dei precedenti minimi potrebbe portare il prezzo in area 4.300.

S&P500: performance negativa di -0,18%, che viene nuovamente venduto in area 2.084. Le medie mobili continuano a lavorare come supporti dinamici, portando il prezzo verso quotazioni inferiori. Il superamento dei minimi delle ultime sedute, potrebbe portare a un ritorno nell’area di supporto posta a 2.050.

Il video è a scopo didattico e non rappresenta suggerimento per investimenti.

USD/JPY: bomba pronta ad esplodere?

Mancano solo poche ore al rilascio dei dati riguardanti il FOMC e la dichiarazione del tasso ufficiale degli Stati Uniti. L’attesa è ormai ben visibile su USD/JPY, dove il prezzo è andato a confermare la creazione di una figura triangolare iniziata con il bottom del giorno 11 febbraio. Più volte il mercato ha tentato nelle precedenti ottave di superare l’area di breakout rialzista a 114,00, venendo sempre respinto dalla resistenza dinamica rappresentata dalla media mobile a 21 periodi. La tecnicalità rappresentata dall’indecisione del cambio è perfetta attraverso i suoi massimi decrescenti e minimi crescenti, che vanno nella giornata di oggi a incontrarsi nella parte finale della figura.

Questa conformazione grafica, specie se confermata da una forte diminuzione dei volumi, va a rappresentare in maniera ancora migliore l’attesa degli operatori riguardo i dati odierni. Attraverso l’uso dell’analisi tecnica possiamo individuare le zone dove il forte movimento potrebbe visualizzare i suoi target nell’ipotesi di un breakout rialzista o ribassista, ovviamente non in una singola giornata. 117,00 andrebbe a rappresentare il livello di target in caso di movimento in uptrend del mercato, dove anche la media mobile a 100 periodi va a darci conferma di questa importante area di prezzo. 109,00 è invece il target ribassista, che dovrebbe vedere come primo segnale per una continuazione verso il basso, il superamento dell’area di 111,00, che rappresenta la zona dove sono stati efffettuati gli ultimi minimi di mercato.

Un ulteriore fattore a cui dare importanza è l’indicatore RSI, che vede una forte divergenza di prezzo sul grafico giornaliero, andando a creare una sua linea di tendenza rialzista e contraria al movimento del prezzo. E’ suggerito non operare prima del rilascio del dato a causa dell’alta volatilità causata dalle importanti notizie macroeconomiche.

 

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Mercati pronti al rialzo dei tassi USA?: panoramica del mercato

Il 16 dicembre  potrebbe essere ricordato dagli investitori come il giorno in cui la FED alzò nuovamente il tasso d’interesse.  Nel video sarà effettuata una panoramica sui principali strumenti finaziari prima di questo importantissimo market mover. L’analisi prenderà due diversi orizzonti temporali come riferimento: il time frame a 15m per approfondire i movimenti di prezzo della seduta odierna, il timeframe daily per individuare i livelli importanti nel lungo termine. Il video è a scopo didattico e non rappresenta in alcun modo suggerimento per investimenti.