EURO: quali informazioni prima della BCE?

Nella giornata di domani avremo l’annuncio del tasso di interesse per quanto riguarda l’Eurozona, seguito dalla conferenza stampa della BCE.

I cambi in Euro mostrano in maniera molto chiara l’attesa per questi importanti market mover, mostrando dal punto di vista grafico quelli che sono livelli fondamentali per le contrattazioni.

In questo video analizzeremo i cambi in Euro, analizzando le diverse situazioni grafiche attraverso supporti e resistenze dinamiche e statiche. Saranno fornite anche ipotesi su quelli che potrebbero essere i prossimi movimenti del mercato.

La spiegazione è a scopo didattico e non rappresenta in alcun modo suggerimento per quanto riguarda investimenti.

 

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Oro, petrolio e materie prime: quali occasioni?

L’aumento del tasso di interesse e le parole della Yellen non convincono gli investitori, che davanti all’assenza di nuove decisioni di politica monetaria vendono dollaro americano. Il deprezzamento del biglietto verde porta di conseguenza un apprezzamento delle principali materi prime, fornendo interessanti spunti operativi.

In questo video analizzeremo le principali commodities su grafico daily, individuando quelle che potrebbero essere occasioni d’investimento per le prossime sedute.

L’analisi è a scopo didattico e non rappresenta in alcun modo suggerimento per investimenti.

 

 

 

Forex: la situazione dopo le parole della Yellen

Con le parole della Yellen nella giornata di venerdì, il mercato valutario ha visto un forte deprezzamento del dollaro americano rispetto alle altre valute. Su alcuni cambi abbiamo interessanti spunti operativi, che potrebbero essere sfruttati per pianificare la nostra operatività per questa ottava.

In questo video analizzeremo le principali coppie di valute, prendendo come riferimento il timeframe giornaliero.

Le informazioni sono a scopo didattico e non rappresenta suggerimento per investimenti.

 

Forex: situazioni e occasioni dopo la FED

Si è conclusa l’ultima riunione della FED, con decisioni di politica monetaria che vedono finalmente l’aumento del tasso di interesse da 0.50% a 0.70%. Il mercato valutario reagisce a questo market mover con un forte apprezzamento del biglietto verde rispetto alle altre major, mostrando notevole forza verso quelle che vengono definite valute asiatiche.

Cosa possiamo aspettarci adesso dal mercato?

In questo video effettueremo una panoramica dei principali cambi del mercato Forex, individuando attraverso l’uso dell’analisi tecnica tutte quelle zone fondamentali per le contrattazioni. Saranno anche fornite indicazioni e ipotesi su quelle che potrebbero essere le prossime reazioni del mercato a questi dati, e in quali zone costruire la nostra operatività.

Il video è a scopo didattico e non rappresenta suggerimento per investimenti.

 

 

 

 

 

La RBA lascia invariati i tassi

Nella riunione tenutasi questa notte, la Reserve Bank of australia ha deciso di lasciare il tasso di denaro invariato all’1,75%. L’economia globale continua a crescere, ma a ritmo inferiore rispetto alla media. Diverse economie avanzate hanno registrato un miglioramento delle condizioni nel corso dell’ultimo anno, ma le condizioni sono diventate più difficili per alcune economie emergenti.

Il tasso di crescita della Cina si è dimostrato moderato nella prima parte dell’anno, anche se le recenti azioni di politica monetaria stanno sostenendo la prospettive a breve termine. I prezzi delle materie prime si mostrano al di sopra dei minimi recenti, ma hanno subito forti deprezzamenti negli ultimi due anni. 

Nei mercati finanziari, le condizioni sono state generalmente più tranquille rispetto ai mesi precedenti, caratterizzati da forti discese e alta volatilità. I costi di finanziamento per i mutuatari rimangono molto bassi e, a livello globale, la politica monetaria rimane notevolmente accomodante.

In Australia, dati recenti suggeriscono una crescita complessiva continua, nonostante un forte calo degli investimenti delle imprese. Il settore riguardante le esportazioni continua la sua espansione e gli indicatori del mercato del lavoro sono in linea con l’aumento dell’occupazione nel breve termine. I bassi tassi di interesse hanno sostenuto la domanda interna e il tasso di cambio sta aiutando il settore commerciale. L’aumento del tasso di interesse potrebbe complicare questa situazione che sta dimostrando una crescita regolare. 

I prezzi delle abitazioni hanno iniziato nuovamente a salire e un notevole acquisto è previsto per i prossimi due anni. Tenendo conto di queste informazioni, le decisioni di politica monetaria per questo mese, sono state quelle di lasciare un tasso di interesse invariato in modo da sostenere la crescita dell’economia.

USD/JPY: bomba pronta ad esplodere?

Mancano solo poche ore al rilascio dei dati riguardanti il FOMC e la dichiarazione del tasso ufficiale degli Stati Uniti. L’attesa è ormai ben visibile su USD/JPY, dove il prezzo è andato a confermare la creazione di una figura triangolare iniziata con il bottom del giorno 11 febbraio. Più volte il mercato ha tentato nelle precedenti ottave di superare l’area di breakout rialzista a 114,00, venendo sempre respinto dalla resistenza dinamica rappresentata dalla media mobile a 21 periodi. La tecnicalità rappresentata dall’indecisione del cambio è perfetta attraverso i suoi massimi decrescenti e minimi crescenti, che vanno nella giornata di oggi a incontrarsi nella parte finale della figura.

Questa conformazione grafica, specie se confermata da una forte diminuzione dei volumi, va a rappresentare in maniera ancora migliore l’attesa degli operatori riguardo i dati odierni. Attraverso l’uso dell’analisi tecnica possiamo individuare le zone dove il forte movimento potrebbe visualizzare i suoi target nell’ipotesi di un breakout rialzista o ribassista, ovviamente non in una singola giornata. 117,00 andrebbe a rappresentare il livello di target in caso di movimento in uptrend del mercato, dove anche la media mobile a 100 periodi va a darci conferma di questa importante area di prezzo. 109,00 è invece il target ribassista, che dovrebbe vedere come primo segnale per una continuazione verso il basso, il superamento dell’area di 111,00, che rappresenta la zona dove sono stati efffettuati gli ultimi minimi di mercato.

Un ulteriore fattore a cui dare importanza è l’indicatore RSI, che vede una forte divergenza di prezzo sul grafico giornaliero, andando a creare una sua linea di tendenza rialzista e contraria al movimento del prezzo. E’ suggerito non operare prima del rilascio del dato a causa dell’alta volatilità causata dalle importanti notizie macroeconomiche.

 

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EUR/USD: analisi prima del FOMC

Mancano poche ore al rilascio della dichiarazione del tasso di interesse da parte della FED. Analizzando il cambio EUR/USD prima di questo evento, possiamo individuare quelle che sono le zone importanti di prezzo. Dopo il movimento discesista del 22 ottobre, le contrattazioni della coppia si trovano in una fase di stallo, individuabile tra 1,1000/1,1080. Siamo quindi all’interno di una zona di trading range, che potrebbe essersi creata proprio perchè il mercato attende il rilascio del dato prima di prendere una direzione. Lavorando attraverso gli ultimi movimenti del cambio, possiamo notare che gli orsi continuano ad avere il controllo sulla coppia valutaria, specialmente dopo le parole di Draghi della settimana precedente, interpretate dal mercato in maniera negativa con una discesa,fino alla giornata di oggi, di 3 figure. La media mobile è rivolta verso il basso, e avendo tagliato il prezzo nella giornata del 22 ottobre lavora come supporto dinamico. Quali sono quindi i livelli importanti da monitorare? Come area di supporto 1,1000, che rappresenta ancora un ostacolo per la discesa dei prezzi. Le zone di resistenza possono essere individuate invece tra 1,1100/1,1200. Tutto questo range rappresenta un forte ostacolo a delle nuove salite e rappresenta una zona dove nuovi venditori potrebbero unirsi al mercato.

USD

Il NZD/USD supera la resistenza a 0,85940 dopo il rilascio del tasso d’interesse della banca centrale Neozelandese

Con il rilascio della dichiarazione del tasso di interesse da parte della RBNZ (Reserve bank of New Zeland) avvenuto ieri sera alle ore 23:00,la coppia NZD/USD ha superato la resistenza posta a 0,85940.Questo probabilmente è dovuto alla reazione positiva degli investitori al fatto che la banca centrale abbia lasciato il tasso di interesse invariato al 3,00%.

Analizzando il cambio in ottica intraday,possiamo vedere come l’area tra 0,85940 e 0,86070 sia un importante area di supporto.Se il prezzo dovesse testare il livello per poi mostrare segnali di ripartenza,si potrebbe pensare a comprare il cambio con prese di profitto in area 0,86400.