Sterlina inglese: reazioni al PIL e quadri tecnici

Importante giornata per la valuta del Regno Unito, che vede durante la mattinata il rilascio dei dati riguardanti il prodotto interno lordo, sia su base annuale che trimestrale. Abbiamo dal punto di vista fondamentale un aumento dello 0,1% del PIL su base trimestrale, che si attesta allo 0,2% con una previsione al di sopra della stima degli analisti e del dato precedente. Differente invece il dato su base annuale, invariato rispetto alla previsione degli analisti ma inferiore al mese precedente.

Dopo una prima reazione positiva al dato macroeconomico, i cambi che lavorano con la sterlina inglese hanno effettuato dei ritracciamenti all’interno della seduta, mostrando un mercato che al momento si trova in fase interlocutoria. La reazione è dovuta probabilmente a dei dati che da una parte si confermano positivi su base trimestrale, ma dal punto di vista annuale non convincono pienamente gli investitori.

Attendere la fine della giornata potrà sicuramente aiutare nel comprendere meglio la situazione e i diversi quadri tecnici.

In questa video analisi vedremo quello che accade sui cambi che lavorano con la Sterlina inglese, mostrando i principali livelli chiave dove pianificare la nostra operatività.

La spiegazione è a scopo didattico e non rappresenta in alcun modo suggerimento per quanto riguarda investimenti.

 

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Euro forte: le conseguenze sui mercati globali

Il cambio EUR/USD ha mostrato in questi mesi estivi un forte apprezzamento delle sue quotazioni, le cui conseguenze sono ben visibili su quelli che sono i principali listini azionari europei e americani.

Questo porta vantaggio ai nostri listini? Quali sono le conseguenze?

In questo video analizzeremo due dei principali indici a livello globale, Dax e S&P500, in relazione ai movimenti di EUR/USD negli ultimi tre mesi. Vedremo come l’apprezzamento di una valuta possa essere un qualcosa di negativo per la nazione di riferimento, specialmente davanti a ragionamenti di importazione e esportazione.

Affiancheremo alla nostra analisi la creazione di uno spread tra i due principali indici, mostrando come questo possa essere utile per pianificare la nostra operatività e determinare quando comprare o vendere uno strumento.

Il video è a scopo didattico e non rappresenta in alcun modo suggerimento per quanto riguarda investimenti.

 

 

PIL: significato e importanza nel trading online

Quando iniziamo la nostra attività di trader, sentiamo spesso parlare di dati macroeconomici in grado di influenzare l’andamento dei mercati. Sicuramente tra i principali indicatori di salute di una nazione c’è il PIL. All’interno di questo articolo cercheremo di spiegare in maniera chiara e semplice cosa sia e quale influenza abbia nelle nostre scelte d’investimento.

Che cos’è il PIL e da cosa è composto?

La sigla PIL è l’abbreviazione di Prodotto Interno Lordo e misura la ricchezza che un paese è in grado di produrre all’interno di un determinato arco temporale. E’composto da 4 diversi elementi:

  • Consumi (C) – totale delle spese dei consumatori per beni e servizi.
  • Investimenti (I) – spese e investimenti delle imprese.
  • Spesa Pubblica (G) – Spese delle pubbliche amministrazioni per beni e servizi.
  • Saldo netto: bilancia Commerciale (NX).

Quando il valore è positivo si parlerà di crescita economica, mentre davanti a un valore negativo parleremo di contrazione economica.

Sono esclusi dalla composizione le prestazioni a titolo gratuito o l’autoconsumo, i beni e servizi prodotti dagli operatori nazionali.

Il valore del PIL è espresso solitamente nella valuta nazionale e possiamo dividerlo in due diverse tipologie:

  • PIL nominale: valore dei beni e servizi misurati a prezzi correnti.
  • PIL reale: valore dei beni e servizi calcolata a prezzi costanti; è una misura più efficace del benessere economica, perché non è influenzato dai cambiamenti di prezzi.

Quando viene rilasciato il PIL e quale impatto ha sui principali mercati?

Il PIL viene calcolato su base annuale o trimestrale e ha forte impatto sui mercati finanziari. E’da considerare sicuramente tra i principali market mover del mercato, in grado di influenzare fortemente le oscillazioni di prezzo in diversi orizzonti temporali.

Una lettura positiva del PIL superiore alle aspettative potrebbe essere considerata dagli analisti come un segnale positivo, portando movimenti rialzisti sul mercato azionario e della valuta di rifeirmento. Avremmo un comportamento totalmente contrario in caso di PIL negativo.

E’importante sempre contestualizzare quale sia il ciclo economico in cui ci troviamo, in modo da essere in grado di interpretare in maniera corretta il rilascio di questo dato fondamentale.

Quali dati è possibile estrarre dal PIL?

Dal PIL è possibile estrarre questi importanti dati macroeconomici:

  • Reddito pro-capite: è calcolato dividendo il valore reale del PIL per la popolazione.
  • Deflatore del PIL: è il rapporto tra PIL nominale e PIL reale.
  • Rapporto deficit/PIL: viene utilizzato per calcolare l’ammontare del deficit delle amministrazioni pubbliche in relazione al PIL (limite accettabile 3% secondo i parametri di Maastricht).

Come avrete potuto capire il PIL è un dato fondamentale per le vostre scelte d’investimento. Consultate sempre il calendario economico, in modo da essere sempre aggiornati quando questo sarà rilasciato.

 

 

 

Forex e materie prime: quali informazioni prima dei Non Farm Payroll?

In questo video vedremo quali informazioni va a fornirci il mercato valutario e delle materie prime a qualche ora dai Non Farm Payrolls.

Il video è a scopo didattico e non rappresenta suggerimento per investimenti.

 

Mercati americani: è giunto il momento di una pausa?

I dati negativi rilasciati nella giornata di oggi mostrano preoccupazione sui mercati americani, con una chiusura in rosso dei principali indici azionari. Gli indici dei prezzi al consumo e di produzione al di sotto delle aspettative, hanno portato a un deprezzamento delle quotazioni, che potrebbero allontanare quelle che sono le decisioni di politica monetaria del FOMC per un rialzo del tasso di interesse.

I mercati americani vanno a mostrare attraverso l’analisi dei prezzi informazioni molto importanti, che potrebbero essere sfruttare per un operatività di medio breve termine se il mercato dovesse effettuare una fase di correzione della tendenza primaria o continuare la sua corsa

In questo video analizzeremo su grafico daily S&P500, Nasdaq e Dow Jones, che mostrano interessanti configurazioni grafiche. Le informazioni sono a scopo didattico e non rappresentano suggerimento per investimenti.

 

Bank of Australia lascia i tassi invariati: le motivazioni

Nella riunione odierna, la Bank of Australia ha deciso di lasciare il tasso di denaro invariato al 1,75 per cento. L’economia globale continua a crescere, ad un ritmo inferiore rispetto alla media. Diverse economie avanzate hanno registrato un miglioramento delle condizioni nel corso dell’ultimo anno, ma le condizioni sono diventate più difficili per un certo numero di economie di mercato emergenti.

Il tasso di crescita della Cina è nuovamente moderato, anche se le recenti azioni di politica monetaria stanno sostenendo la prospettive a breve termine. I mercati finanziari sono stati volatili di recente in quanto gli investitori hanno rivalutato alcuni asset dopo il referendum del Regno Unito. Ma la maggior parte dei mercati ha continuato a lavorare in maniera efficace. I costi di finanziamento per i mutuatari di alta qualità rimangono bassi e, a livello globale, la politica monetaria rimane notevolmente accomodante.

Eventuali effetti dell’esito del referendum sulla attività economica mondiale rimangono ancora da monitorare con attenzione, e al di fuori degli effetti sull’economia del Regno Unito in sé, può essere difficile al momento capire la situazione.

In Australia, tutti i dati recenti suggeriscono crescita complessiva continua, nonostante un forte calo degli investimenti delle imprese. Altre aree di domanda interna, così come le esportazioni, si stanno espandendo ad un ritmo pari o superiore alla media. Gli  indicatori del mercato del lavoro sono confusi ma coerenti con un ritmo modesto di espansione dell’occupazione nel breve termine.

L’inflazione è stata piuttosto bassa e data la crescita sotto le aspettative del costo del lavoro in Australia e nelle altre parti del mondo, dovrebbe rimanere così per qualche tempo. Bassi tassi di interesse hanno sostenuto la domanda interna e il tasso di cambio più basso dal 2013 sta aiutando il settore del commercio, specialmente le esportazioni.

Le istituzioni finanziarie sono in grado di erogare del credito in maniera moderata. Questi fattori stanno aiutando l’economia ad apportare le giuste modifiche economiche, anche se l’apprezzamento del tasso di cambio potrebbe complicare la situazione. Separatamente, un certo numero di istituti di credito sta anche assumendo un atteggiamento più cauto al prestito in alcuni segmenti.

I prezzi delle abitazioni sono aumentati di nuovo in molte parti del paese negli ultimi mesi e una notevole offerta di appartamenti è prevista nel corso dei prossimi due anni.

Tenendo conto delle informazioni disponibili, la BOA ha giudicato che mantenere invariata la politica monetaria sarebbe stata una decisione prudente per questo incontro. Ulteriori informazioni nelle prossime giornate dovrebbero consentire al Consiglio di affinare la sua valutazione delle prospettive di crescita e inflazione, effettuando opportune modifiche per quanto riguarda le decisioni di politica monetaria.

Intesa San Paolo: quando acquistare e perchè non adesso

Il titolo Intesa San Paolo continua a mostrare forte debolezza, come l’intero settore bancario della nostra nazione. I livelli raggiunti dalle contrattazioni dei prezzi, dopo le importanti decisioni del Regno Unito di non essere più parte dell’Unione Europea, rappresentano un forte segnale di allarme che dovrebbe tenere lontani gli investitori da questi titoli.

Quando possiamo nuovamente pensare di acquistare i bancari? In questo video saranno forniti utili suggerimenti su come comportarsi davanti a queste forti discese e quando poter iniziare a pensare a degli acquisti. Saranno inoltre forniti i livelli chiave, l’analisi tecnica e volumetrica del titolo su diversi orizzonti temporali. Il video è a scopo didattico e non rappresenta suggerimento per investimenti.

Australia: aumenta il PIL su base trimestrale

Gli importanti dati macroeconomici rilasciati questa notte dall’Australia Bureau of Statistics mostrano un aumento del prodotto interno lordo su base trimestrale con crescita destagionalizzata dell’1.1%, contro la previsione degli analisti dello 0,8%.

Il fattore più influente di questa crescita è da ricercare nelle esportazioni e nelle spese finali da parte dei consumatori, che hanno contribuito all’aumento dell’1% e 0.4%.

L’aumento delle esportazioni si riflette nella crescita del settore minerario (6,2%), nei servizi finanziari e assicurativi (1,8%),  della ristorazione (1,5%) e ricreativi (0.9%).

Il più grande detrattore è invece da ricercare nel settore degli investimenti privati con una contrazione del 2,2%, causato della diminuzione della costruzione di nuovi edifici (-6,9%) e del settore ingegneria (-6,4%).

Il legame tra esportazioni e importazioni (Terms of Trade) è diminuito invece dell’1,9%.

Diminuita la fiducia dei consumatori negli Stati Uniti

La fiducia dei consumatori è nuovamente diminuita a maggio, raggiungendo il livello più basso dalla fine del 2015. Gli americani si dimostrano leggermente pessimisti circa le condizioni di business globali e del mercato del lavoro.

L’indice di fiducia dei consumatori è sceso a 92,6 da 94,7 registrato nel mese di aprile, toccando il livello più basso da novembre e ben al di sotto del massimo post recessione di 103,8 nei primi mesi del 2015. Gli analisti si aspettavano un punteggio di 96,0, superiore di 1,3 punti rispetto al mese precedente.

Anche se gli americani continuano ad essere prudenti circa l’economia nonostante i forti recuperi mostrati negli ultimi anni, le loro abitudini di spesa mostrano che sono molto più ottimisti rispetto a quello che il rapporto sulla fiducia suggerisce.

Nel mese di aprile, ad esempio, la spesa dei consumatori è salito al tasso più veloce dal 2009. Una fonte di preoccupazione potrebbe essere l’aumento dei prezzi del gas, bene che è possibile acquistare ancora a prezzi appetibili, ma non economici come diversi mesi fa.

Il tasso di assunzione degli Stati Uniti sembra aver subito un rallentamento. A dimostrare questo è un ulteriore indice del Consumer Board, che rappresenta ciò che i consumatori pensano circa l’attuale situazione economica, con una diminuzione da 117,1 a 112,9.

L’indice che misura le aspettative future è sceso a 79 da 79,7. Questa è la lettura più debole in quasi due anni e mezzo.

I consumatori rimangono prudenti circa le prospettive per le condizioni di lavoro e del mercato del lavoro. Pertanto, continuano ad aspettarsi piccolo cambiamento dell’attività economica nei prossimi mesi.

Cosa sono i tassi sui depositi?

Con le decisioni di politica monetaria intraprese oggi dalla BCE, abbiamo assistito alla diminuzione del tasso di interesse sui depositi da -0,2% a -0,3%. Come possono essere interpretate queste scelte e cosa sono i tassi sui depositi? Per capire bene cosa sia un tasso di deposito dobbiamo iniziare a capire quale sia il legame tra la Bce e  le banche europeeLe banche europee depositano il loro denaro presso la Bce e questa operazione viene effettuata in base al rispetto di regole che richiedono determinate garanzie per l’erogazione del credito.

Questo non è l’unico motivo per cui gli istituti di credito depositano  il loro denaro presso la banca centrale europea. Può capitare che in alcuni momenti le banche abbiano una maggiore liquidità rispetto alle loro capacità. Rendendo negativo il tasso di interesse sui depositi, le banche non sono stimolate a parcheggiare il loro denaro presso la Bce, dato che dovrebbero pagare quello che è il tasso di interesse sui depositi. Questo favorisce una maggiore liquidità perchè non ci sono interessi nel tenere fermo il denaro, che potrebbe essere usato per fornire prestiti ad aziende e privati o essere nuovamente investito dalle banche stesse, in modo da avere un ritorno. Con l’ulteriore calo e la fissazione di un tasso negativo, le banche dovranno pagare per i soldi in eccesso che depositano presso la Bce.

Il tasso negativo sui depositi rappresenta una forma di tassa sui rischi evitati dagli istituti nell’erogazione del credito. Nel caso di una eccessiva discesa dei tassi su i depositi, specialmente in relazione ad un lungo periodo, gli istituti di credito potrebbero preferire l’accumulazione di denaro nelle loro casseforti piuttosto che effettuare i depositi presso la Bce. In questo caso non avrebbero nessun guadagno, ma non sarebbero comunque costretti a pagare i tassi negativi alla Bce.