Il capitale nel trading online: quanto investire?

imageUna delle domande che ci si pone quando si inizia a fare trading è quanto capitale investire. Inizialmente, guardando anche gli ingannevoli banner pubblicitari, avremo la convinzione di poter diventare milionari partendo da un piccolo conto di centinaia di Euro. Purtroppo non c’è nulla di più sbagliato, e all’interno di questo articolo vedrò di spiegarvi perché.

1) Pro e contro di un piccolo capitale: fare trading online con un piccolo capitale presenta molti vantaggi se abbiamo iniziato da poco questa affascinante attività. Possiamo considerarlo un vantaggio dato che il nostro primo conto, quello con cui pensiamo di diventare milionari dopo qualche mese di demo, andrà a polverizzarsi nel giro di poche operazioni.

Come possiamo pensare di affrontare i mercati senza avere la minima conoscenza finanziaria o di money management? Dopo qualche mese con un conto demo, siamo convinti di poter guadagnare per qualche operazione andata in profitto, scoprendo che poi la realtà è molto diversa.

Questo perché quando lavoriamo attraverso un conto demo, non abbiamo implicazioni dal punto di vista emotivo. Se perdiamo 4000€ cosa ci importa? Basta un click per versare nuovamente denaro fittizio sul conto. Tutto cambia quando iniziamo a eseguire operazioni con denaro reale, dove una perdita di 4000€ sul nostro capitale, sicuramente non risulterà piacevole.

Il nostro primo conto sarà con altissime possibilità portato ad avere grandi perdite, se non l’intero capitale investito. Questo succederà non perché il capitale sia esiguo, ma per il semplice fatto che non abbiamo disciplina, metodologia e money management. Il capitale sarà importante solo quando noi saremo in grado di fare trading online in maniera corretta e professionale.

Fino a quel momento è inutile pensare di investire grandi capitali sul mercato, dato che le probabilità di perderlo totalmente saranno altissime. Guidereste mai una Ferrari senza avere la patente? Riflettete per bene su questo esempio.

Un piccolo conto di trading deve essere visto solo e semplicemente come palestra per la nostra attività di trader, così da poter provare quel qualcosa che manca al trading con denaro fittizio: il controllo dell’emotività.

2)Pro e contro di un grande capitale: quali caratteristiche deve avere un capitale per essere considerato tale? Questo sicuramente dipende dalla nostra disponibilità economica e propensione al rischio.

Ognuno di noi ha una diversa tolleranza al rischio e sta a noi capire quanto vogliamo investire. Sicuramente il nostro investimento a mercato deve essere rappresentato da un capitale che possiamo permetterci di perdere e non gravi sulla nostra condizione economica. In questo modo saremo in grado di gestire in maniera migliore la componente emotiva e saremo sicuramente meno influenzati dal subire una perdita.

Saper di poter perdere ingenti somme quando abbiamo una famiglia da mantenere non è una cosa che deve far parte del trading online, anche se nella realtà il riscontro è in buona parte dei casi l’opposto. Bisogna essere responsabili, sapendo che il denaro investito può essere perso.

Quindi, prima porci la domanda di quanto capitale dedicare al trading, chiediamo a noi stessi se possiamo permetterci un simile rischio. Se la nostra risposta è affermativa e abbiamo denaro da dedicare a questa affascinante attività, dovremmo pensare a quella somma che ci permetterà di gestire in maniera ottimale la nostra operatività.

Ovviamente questa varierà in base al nostro money e trade management.

3)Quali sono le cifre da investire: leggendo questo articolo vi sarete domandati quali possano essere le cifre da investire. Quello che troverete scritto è ovviamente la mia opinione personale.

Un capitale minimo per il nostro primo conto di trading, ossia quello che useremo per fare pratica, dovrà essere di almeno 1.000€. Sicuramente non andrà a offrire grandi guadagni, ma ci servirà per creare la nostra strategia di lavoro e money management.

In questo modo se dovesse andar male, avremo perso delle cifre che fortunatamente non cambieranno il nostro modo di vivere, anche donandoci qualche piccolo dispiacere. Se 1.000€ dovessero comunque essere importanti per voi, evitate di investirli e continuate a esercitarvi con un conto demo, fino a quando non potrete dedicare questo capitale al mercato.

Un capitale intermedio potrebbe invece essere posizionato tra i 1.000€ e 5.000€. Cifre di questa grandezza permettono di anche dei buoni guadagni con money management adeguato. È sempre un capitale per fare pratica con il nostro trading system, ma sicuramente potrà dare soddisfazioni se siamo trader profittevoli.

Quando ci sentiremo pronti e avremo dalla nostra parte una strategia solida e funzionante maturata in diverso tempo, potremo considerare di iniziare con un capitale di 10.000€. Se volessimo essere prudenti anche 5.000€, con un money management e disciplina perfetti.

Un capitale da 5.000€ sicuramente potrà lasciare meno libertà per il nostro trading, ma se apriamo tra le 5 o 10 operazioni al mese, potremmo anche investire il 2% per operazione. Questo come dicevo inizialmente, dipende molto dalla nostra propensione al rischio e dalla nostra esperienza sui mercati.

Potresti trovare interessante anche questo video articolo, che approfondirà quanto già letto precedentemente. Per visualizzarlo clicca qui.

Sperando che questo articolo sia utile per il vostro trading e le vostre scelte, vi aspetto con tanto altro materiale sul mio sito.

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L’importanza del rischio/rendimento nel trading online

Nella nostra attività di trader, abbiamo molteplici opportunità di investire denaro sui diversi mercati finanziari, come per esempio il Forex,  il mercato azionario o delle materie prime.

Non tutte le occasioni saranno ovviamente uguali e prima di fare click con il mouse dovremmo chiederci: l’operazione che sto per effettuare a mercato porterà profitti maggiori di quanto rischiato?

Ponendoci questa domanda staremo valutando un concetto fondamentale, ossia quello di Risk/Reward.

Cos’è il Risk/Reward?

Il Risk/Reward è una dei principali fattori da valutare prima di entrare in un trade. Chiunque faccia trading, indifferentemente da quello che sia il mercato e orizzonte temporale di investimento, è al corrente che nessuna operazione avrà un potenziale di riuscita al 100%, ma solo alte probabilità che questo possa avvenire.

Ovviamente le nostre possibilità di riuscita aumenteranno con la conoscenza ed esperienza che abbiamo acquisito sui mercati, ma non presenteranno mai una certezza matematica.

Con le parole Risk/Reward si intende il rapporto che intercorre tra il il rischio e rendimento della nostra operazione. Se per esempio abbiamo un Risk/Reward corrispondente a 1:2, vuol dire che il nostro rendimento sarà di due volte il rischio intrapreso, quindi il doppio.

Analizzare correttamente questo importante parametro di money management risulterà quindi fondamentale per la nostra strategia e sistema di trading, specialmente se il nostro obiettivo è quello di lavorare a mercato per molto tempo.

Quale rapporto di Risk/Reward può essere considerato il migliore?

Quando parliamo di investimenti da effettuare, dovremmo sempre pensare di investire in situazioni e operazioni che abbiano almeno un rendimento di due volte superiore al nostro rischio.

Cerchiamo di chiarire tutto con un piccolo esempio: se decideste di aprire un’attività in cui avete investito 20.000€, il vostro obiettivo sarebbe quello di guadagnarne 10.000€, ossia meno di quanto avete investito? Credo che la risposta, se abbiamo un minimo di mentalità imprenditoriale, sia totalmente negativa.

Nel trading online dovremmo effettuare operazioni valutando il nostro rendimento come di almeno due volte la grandezza del nostro rischio.

Perché dovrei evitare un Risk/Reward con rapporto di 1:1?

Ovviamente non ci sono regole scritte per evitare un rapporto di 1:1 come parametro di money management per le nostre operazioni. Questo però dipenderà ovviamente anche da un secondo fattore, ossia il Win/Loss Ratio.

Se le nostre operazioni chiuse in profitto dovessero essere maggiori di quelle in perdita, sia in quantità che guadagni, un rapporto di Risk/Reward di 1:1 potrebbe rappresentare una soluzione valida. Ma ne vale realmente la pena?

Cercherò di rispondere con dei piccoli esempi:

Esempio N.1:

Consideriamo che Mario abbia deciso di aprire tre diverse operazioni, impostando attraverso l’uso dello stop loss una perdita massima di 500€ e valutando un R/R (rischio/rendimento) di 1:2 per ogni singola operazione:

Trade 1: guadagno 1000€

Trade 2: guadagno 1000€

Trade 3: guadagno 1000€

In questo caso Mario è riuscito a guadagnare con tutte le operazioni, per un profitto totale di 3000€.

Esempio N.2:

Consideriamo adesso l’ipotesi in cui Mario non abbia avuto profitto da tutte le sue operazioni:

Trade 1: guadagno 1000€

Trade 2: guadagno 1000€

Trade 3: perdita  500€

Con tre operazioni, nonostante una in perdita, Mario ha comunque guadagnato 1500€.

Esempio N.3:

Consideriamo che Mario abbia avuto più operazioni in perdita che in guadagno:

Trade 1: guadagno 1000€

Trade 2: perdita 500€

Trade 3: perdita  500€

Con tre operazioni, di cui due in perdita, Mario non ha avuto guadagni ma con la singola operazione in profitto e un risk/reward di 1:2 ha comunque potuto assorbire due operazioni in perdita.

Cosa sarebbe successo se Mario avesse lavorato in tutti e tre i casi con un Risk/Reward di 1:1?

Trade 1: guadagno 500€

Trade 2: guadagno 500€

Trade 3: guadagno  500€

Con le tre operazioni effettuate, Mario ha guadagnato 1500€ al posto dei 3000€ precedenti.

Se avesse sbagliato una singola operazione delle tre:

Trade 1: guadagno 500€

Trade 2: guadagno 500€

Trade 3: perdita  500€

In questo caso Mario ha comunque avuto un guadagno di 500€ nonostante l’operazione in perdita, ma minori rispetto ai 1500€ precedenti.

Se avesse sbagliato due operazioni delle tre effettuate:

Trade 1: guadagno 500€

Trade 2: perdita 500€

Trade 3: perdita 500€

In questo caso Mario ha una perdita sul capitale di 500€ al contrario delle perdite assorbite con un risk/reward di 1:2 visto nei casi precedenti.

Come avrete potuto notare un R/R minimo di 1:2, sarà un notevole vantaggio per quanto riguarda la nostra attività di trader, quindi sarebbe opportuno valutare se le nostre operazioni posso avere almeno un rendimento di due volte superiore rispetto al nostro rischio.

Sicuramente è più facile raggiungere un target minore che equivalga una sola volta al nostro rischio, ma il fatto che sia semplice non implica sia la cosa giusta da fare.

L’esperienza che abbiamo sui mercati, sarà fondamentale per farci capire se l’operazione pianificata inizialmente con un rischio/rendimento di 1:2 mantenga questi parametri nelle seguenti sedute. Il mercato potrebbe infatti cambiare e portarci a modificare l’ottica di rischio/rendimento prefissata prima dell’apertura della nostra operazione.

Anche se potrà sembrarvi un concetto quasi scontato, molte volte e specialmente agli inizi, vengono effettuate operazioni senza calcolare questo importantissimo parametro.

Sperando che questo articolo via sia piaciuto, vi invito a dare uno sguardo agli altri contenuti presenti sul mio sito cliccando qui.

 

Forex: spunti operativi per la prossima ottava

Il mercato valutario mostra interessanti quadri tecnici su alcune coppie di valute. Abbiamo infatti diversi test di livelli chiave dinamici, che vanno a confermare l’affidabilità di queste zone di contrattazione.

In questa breve video analisi vedremo alcune di queste occasioni, utili per pianificare il nostro trading per quella che sarà la prossima ottava.

La spiegazione è a scopo didattico e non rappresenta in alcun modo suggerimento per quanto riguarda investimenti.

Truffe nel trading online: come evitarle Parte 2

Nel precedente articolo che potrai trovare cliccando qui, abbiamo visto come nel mondo del trading online molto spesso si viene ingannati da banner pubblicitari, dove la garanzia di avere rendimenti stellari e guadagni sicuri con poco capitale sia possibile.

Tutto questo porta purtroppo una grande parte di investitori a perdere denaro a mercato, in alcuni casi anche i risparmi di tanto lavoro sperando di diventare milionari.

In questo video vedremo come determinati rendimenti non siano nella maggior parte dei casi possibili, prendendo come esempio alcuni titoli del mercato americano. Verranno inoltre forniti dei suggerimenti per evitare questi annunci, utili solo a chi vuole guadagnare sulla vostra inesperienza.

La spiegazione è a scopo didattico e non rappresenta in alcun modo suggerimento per quanto riguarda investimenti.

Stop Loss: cos’è e perché inserirlo sempre

Nel Trading Online sicuramente è importante avere delle ottime conoscenze di analisi tecnica e nella dinamiche del mercato. Questo perché ci permetteranno di effettuare delle operazioni in punti fondamentali del mercato, ovviamente in base al nostro tipo di operatività e orizzonte temporale. Ma se le cose dovessero iniziare ad andar male? Come potremmo proteggerci da ingenti perdite? Semplicemente attraverso un Stop loss.

Cos’è uno stop loss?

Lo stop loss è un ordine automatico, di acquisto o vendita, che chiuderà automaticamente la nostra operazione a un determinato livello di prezzo. In questo modo la nostra operazione, anche se siamo lontani dal nostro pc, tablet o telefono, si chiuderà automaticamente.

Attraverso questa semplice funzionalità, presente in ogni piattaforma di trading online, come per esempio Metatrader4 o ProReal Time, saremo in grado di stabilire una perdita massima per la nostra operazione. In questo modo sapremo sempre quanto possiamo perdere se l’operazione non dovesse andare come avevamo sperato.

Bisogna sempre inserire lo stop loss?

Ridurre le perdite al minimo è un concetto di fondamentale importanza nella nostra attività di trader. Un vero trader è quello capace di avere un sistema in grado di massimizzare i guadagni e allo stesso tempo contenere inutili perdite. Solo in questo modo potremo guadagnare in maniera sistematica con il trading online, specialmente quando ci saranno periodi in cui le nostre operazioni non seguono le nostre previsioni.

Lo stop loss dovrà essere SEMPRE inserito per ogni operazione che apriamo a mercato e non dovrà mai mancare nella nostra strategia di trading. Chi vi dirà il contrario, ossia di non inserire lo stop loss a mercato, probabilmente farà i suoi interessi, guadagnando dalle vostre perdite. Capita molto volte che siano proprio dei broker non corretti nei confronti dei clienti a suggerire di non inserirlo.

Esistono strategie alternative all’inserimento dello stop loss?

Come dicevamo nel paragrafo precedente, lo stop loss dovrà sempre essere inserito a mercato. Essendo il mondo del trading online molto ampio e formato da diverse strategie e diversi punti di vista per la gestione delle perdite, lo stop loss non sarà l’unica soluzione alle nostre perdite.

Alcuni preferiranno lavorare attraverso l’hedging, ossia la copertura della nostra operazione con un’altra di posizione contraria, o su uno strumento finanziario correlato negativamente. In questo modo non inseriremo il nostro stop loss ma avremo una seconda operazione che assorbirà le perdite di quella aperta precedentemente.

Altri trader preferiranno invece acquistare o vendere opzioni, così da poter assorbire parte della perdita se le cose dovessero andar male, oppure avere qualche guadagno in meno se il nostro trade dovesse continuare a lavorare nella direzione sperata.

Quale sarà la migliore strategia per mediare le nostre perdite?

La scelta in questo caso sarà totalmente discrezionale. Alcuni trader preferiranno avere un perdita determinata dalla scelta di un punto di stop loss. Altri lavoreranno con la copertura dell’operazione.

Quella che preferisco è sicuramente l’uso dello stop loss, perché se inserito nel punto esatto del mercato limiterà subito le nostre perdite. Nel caso di hedging potremmo avere invece due operazioni che continuano a mantenere una perdita fissa, in cui avremo pagato per ben due volte le commissioni al posto di una.

Come potrò determinare il miglior punto per inserire uno stop loss? Quali fattori dovrò prendere in considerazione?

Determinare il miglior punto per inserire lo stop loss è un qualcosa che varierà a seconda del nostro orizzonte temporale operativo e strumento su cui lavoriamo. Ogni timeframe avrà i suoi punti importanti dove inserire lo stop loss. Starà a noi attraverso quella che è la nostra esperienza e capire dove proteggere la nostra operazione.

Oltre al movimento dei prezzi per inserire bene il nostro stop loss dovremo prendere in considerazione un ulteriore fattore fondamentale: la volatilità del mercato.

Dobbiamo vedere lo stop loss come un nemico del nostro trading?

All’inizio si tende a vedere lo stop loss come un nemico per le nostre operazioni di trading. Questo perché non siamo ancora in grado capire bene le dinamiche dei prezzo o dei mercati, continuando a vedere più operazioni in perdita di quelle guadagno. In base a questa dinamica tenderemo quindi a vedere lo stop loss come un nemico, dato che non ci permette di avere guadagni.

Il problema in questo caso è la nostra preparazione non adeguata per i mercati, non colpa dello stop loss.

Quando saremo in grado di comprendere bene il mercato, vedremo che quando il nostro stop è stato preso, il mercato ha poi continuato a seguire con forza la direzione opposta al nostro trade.

E’normale vedere delle operazioni raggiungere lo stop loss?

Nel trading online è normalissimo avere operazioni in perdita. Chi vi ha detto il contrario vi starà mentendo. Le operazioni in perdita ci sono e ci saranno sempre. L’importante è che queste non vadano a essere maggiori di quelli che sono i nostri profitti.

Sarà quindi fondamentale capire un ulteriore concetto importante, ossia quello del R/R (Risk/Reward) di un trade. Potrai trovare un articolo che ti spiega di cosa si tratta cliccando qui.

Come potrò capire dove inserire in maniera corretta uno stop loss? 

Le soluzioni sono principalmente due e non esistono scorciatoie:

  1. Fare tanta esperienza a mercato.
  2. Effettuare un corso di formazione con un professionista, così da risparmiare denaro, inutili stress e perdite. Attraverso la sua esperienza sui mercati sarà in grado di farvi comprendere come determinare dei punti importanti per il vostro stop loss.

Quali tipologie di stop loss esistono?

Sono diverse le metodologie con cui proteggerti quando effettui un operazione di trading. Potrai trovarle elencate e spiegate cliccando qui.

 

 

Come aprire un conto per fare trading online

Il trading online rappresenta da ormai diversi anni una nuova tipologia di investimento, fornendo a ogni persona la possibilità di operare sui mercati finanziari. Grazie alle più moderne tecnologie possiamo infatti effettuare le nostre operazioni comodamente da casa attraverso il nostro pc, tablet o telefono cellulare.

Per effettuare operazioni di trading avremo bisogno di aprire un conto di trading online.

Di cosa avrò bisogno per aprire un conto di trading?

Per aprire il tuo primo conto di trading saranno necessari:

  • Carta di identità o documento di riconoscimento: serviranno a conferma l’apertura del tuo conto di trading, dimostrando che sei tu il reale proprietario e intestatario.
  • Metodologia di pagamento: avrete a disposizione diverse tipologie per effettuare il vostro primo versamento sul conto. Le più comuni sono rappresentate dal bonifico bancario, Paypal o carta di credito.
  • Documento di una utenza: solitamente verrà richiesta una bolletta del gas, telefono o della luce non inferiore a 6 mesi. Questo per mostrare che siete comunque residenti in un determinato posto.
  • Indirizzo di posta elettronica: questo indirizzo sarà associato al vostro conto di trading. Tramite questo sarete informati su tutto quello che riguarda il vostro trading, promozioni o informazioni fornite dal broker.

Questi documenti sono solitamente richiesti da qualunque tipologia di broker. Diffidate da chi non richiederà nessuno di questi documenti.

In quali casi potrebbero non essere richiesti questi documenti?

La documentazione descritta nel paragrafo precedente sarà fondamentale per l’apertura di un conto reale, ossia dove useremo soldi veri.

Nel caso di un conto demo, dove potremo fare trading con denaro virtuale ma quotazioni reali, ci sarà solitamente richiesto solo il nostro indirizzo email.

Sarà difficile aprire un conto di trading?

Aprire un conto di trading porterà via pochissimi minuti del vostro tempo. Nella maggior parte dei casi sarete assistiti dal vostro broker passo per passo. Potremo infatti aprirlo:

  • Da computer: nella maggior parte dei casi, basterà andare sul sito del broker, selezionare il tasto ‘Apri un conto’ e seguire le istruzioni.
  • Da dispositivo mobile: smartphone o tablet, attraverso le applicazioni che potrai scaricare dal Play Store o App Store.
  • Al telefono con un operatore.

Come potrò effettuare operazioni di trading una volta aperto il conto?

Ogni broker metterà a disposizione dei propri clienti delle piattaforme di trading. Le più comuni saranno Metatrader 4 e Metatrader5. Con buone possibilità avrai anche modo di lavorare con piattaforme avanzate come ProRealTime o per l’analisi grafica Visual Trader 6. Altri invece offriranno, oltre alle scelte citate precedentemente, anche delle loro piattaforme native.

Come potrò scegliere un broker online tra i tanti disponibili? Sono tutti affidabili?

Saranno moltissimi i broker online che potrai trovare su internet. Non tutti purtroppo risulteranno affidabili o corretti nei confronti dei loro clienti.

Ti suggerisco quindi di leggere il prossimo articolo cliccando qui.

Nel caso avessi bisogno di ulteriori suggerimenti, digita nella sezione cerca di questo sito le parole broker online, o dai uno sguardo al servizio Sos Broker.

EUR/USD e coppie major: prepariamoci ai non farm payrolls

Nella giornata odierna saranno rilasciati i dati riguardanti l’occupazione americana (Non Farm Payrolls). Il mercato Forex, mostra sulle principali coppie di valute dei quadri tecnici dove supporti e resistenze sono ben visibili e rappresentando dei punti fondamentali per le contrattazioni.

In questa video analisi vedremo quello che accade sulle coppie major, prendendo in considerazione sia i livelli statici che dinamici attraverso un grafico 4H.

La spiegazione è a scopo didattico e non rappresenta in alcun modo suggerimento per quanto riguarda investimenti.

Trading durante le festività: cosa fare?

Salve a tutti i lettori,
in questo breve articolo cercherò di dare risposta a una delle domande che ricevo ultimamente tramite mail. Nel caso tu non abbia voglia di leggere tutto, troverai qui sotto sotto il video articolo:

Bisognerebbe fare trading durante il periodo festivo?

Come prima cosa dobbiamo cercare di capire quali siano le festività che realmente influenzano il mercato, ossia quelle che prendono in considerazione la maggior parte delle nazioni europee e americane. Se volessimo fare un esempio, potremmo considerare come importanti giornate di festa Natale e Capodanno, Pasqua, il Giorno dell’Indipendenza e il Giorno del Ringraziamento.

Conviene fare trading durante queste giornate?

Quello che posso suggerirti è di trascorrere queste giornate con la tua famiglia e di riposarti come premio per il tuo anno di trading, dato che non vale assolutamente la pena essere a mercato in questi periodi. Se non hai avuto un anno di profitti, ricarica nuovamente le batterie perché sicuramente meriti di farlo.

Anche perché… la maggior parte degli operatori non sarà presente a mercato.

In quale periodo non dovrei fare trading e perché?

Dovresti evitare di fare trading dal 24 dicembre fino al 10 gennaio, o nel caso di altre festività evitare quelle giornate.

I principali motivi sono:

BASSA VOLATILITÀ

Solitamente il periodo festivo è caratterizzato da una bassa volatilità di mercato. Non essendoci possibilità di avere importanti movimenti, i mercati finanziari sono visti con poco interesse e quindi non in grado di fornirci decenti profitti. Come ulteriore lato negativo, la bassa volatilità potrebbe portare a improvvisi allargamenti di spread e spike di prezzo, andando in questo modo a compromettere le nostre operazioni.

BASSA LIQUIDITÀ

Il motivo principale della bassa liquidità è una conseguenza dell’assenza dei big player del mercato (hedge fund, operatori istituzionali, banche). Se loro, che muovono enormi somme di denaro non sono presenti a mercato, perché dovremmo esserlo noi?

TRAPPOLE ATTUATE DAI BROKER

È noto che i broker Forex sono abituati ad aumentare lo spread durante le festività. Succede a causa della bassa liquidità e di conseguenza, da una forte discrepanza tra la domanda e l’offerta. Essendo il mercato molto liquido nella normali giornate di trading, abbiamo un rapporto tra domanda e offerta costante, situazione totalmente differente e non presente nel periodo festivo. Non è possibile indicare la data esatta in cui il broker aumenterà lo spread. Quindi, cerca di controllarlo di entrare nel trade.

CONDIZIONI DI MERCATO IMPREVEDIBILI

Come accennato nel primo paragrafo, a causa della bassa liquidità, il prezzo potrebbe muoversi in modo imprevedibile. Potrebbe oscillare in  un range di 30 pips per tutto il giorno o improvvisamente muoversi di 90 in un minuto. Da trader non avrai alcune possibilità di salvarti da questi movimenti improvvisi, che potrebbero trarre in inganno anche i tuoi EA. Ricorda quindi di disattivarli prima di prenderti la tua pausa festiva.

RICARICHIAMO LE BATTERIE 

Le vacanze sono la grande opportunità per te di rilassarti o fare una profonda boccata d’aria fresca prima di continuare la tua lunga corsa. Probabilmente hai passato molto tempo sui mercati durante l’anno e il trading non è la migliore attività per questi giorni. Meglio passare una giornata in completo relax, magari trascorrere qualche giorno fuori piuttosto che cercare di seguire la tendenza USD/JPY.

Forex: cosa accade sulle principali coppie di valute?

Buongiorno a tutti i lettori,
in questa video analisi vedremo quello che accade sulle principali coppie del mercato valutario attraverso un grafico daily.

La spiegazione è a scopo didattico e non rappresenta in alcun modo suggerimento per quanto riguarda investimenti.