EUR/USD e cambi major: prepariamoci ai Non Farm Payrolls

Nelle prossime ore avremo il rilascio dei dati riguardanti l’occupazione negli Stati Uniti (i Non Farm Payrolls), uno dei più più importanti market driver a livello mensile.

Il mercato dei cambi mostra sulle principali coppie di valute dei segnali di attesa, posizionandosi su livelli molto importanti per le contrattazioni.

In questa video analisi vedremo quello che accade sulle major del mercato Forex, individuando i quadri tecnici e livelli chiave forniti dai cambi, così da essere pronti nel pianificare la nostra operatività.

La spiegazione è a scopo didattico e non rappresenta in alcun modo suggerimento per quanto riguarda investimenti.

 

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Indici americani e europei: la situazione prima dei Non Farm Payrolls

Nella seduta di ieri i mercati americani hanno nuovamente continuato il loro movimento rialzista, effettuando il breakout di alcune zone di congestione di breve termine. Questa euforia è ben visibile anche sul mercato europeo, che questa mattina apre le contrattazioni in gap superando importanti livelli chiave.

In questa video analisi individueremo su grafico orario i livelli chiave di supporto e resistenza, in modo da determinare quali aree monitorare durante il rilascio dei dati riguardanti l’occupazione americana.

La spiegazione è a scopo didattico e non rappresenta in alcun modo suggerimento per investimenti.

 

T-Note 10 anni: perché viene comprato?

Nelle ultime sedute abbiamo visto l’acquisto del T-Note a 10 anni, titolo obbligazionario americano, davanti a giornate positive del mercato azionario.

Situazione che potrebbe portare a pensare che nonostante i movimenti rialzisti dell’equity a stelle e strisce, in alcuni casi anche con nuovi massimi storici, una parte di operatori inizi a prendere delle precauzioni.

A questo punto la domanda potrebbe essere: precauzioni da cosa?

Una motivazione potremmo riscontrarla nelle poche informazioni rilasciate dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, riguardante le sue politiche e tempistiche. La scarsa chiarezza vedrebbe l’inizio di una copertura dai rischi proprio attraverso obbligazioni, dove nelle ultime sedute abbiamo visto una forte discesa dei rendimenti.

Oltre all’acquisto di mercato del debito, anche il metallo giallo vede un forte apprezzamento, dovuto sia al deprezzamento del dollaro che al suo ruolo di bene rifugio.

Davanti a queste informazioni, cerchiamo di analizzare da un punto di vista tecnico cosa avviene sul T-Note a 10 anni:

Come è possibile vedere dall’immagine, il prezzo del titolo obbligazionario oscilla all’interno di un canale rialzista, incontrando come area di resistenza 125.80/126.00. Questa zona di prezzo è fondamentale per le contrattazioni, dato che rappresenta una zona in cui sono state effettuate forti vendite. Un suo breakout rialzista porterebbe a una ricostruzione di posizioni long, che dovrebbe comunque cercare conferma attraverso consistenti volumi e una conferma di tenuta della zona.

Prendendo in considerazione i livelli statici, abbiamo avuto con la giornata di oggi il superamento della resistenza di 125.30. Essendo una rottura molto debole, non può essere presa come un forte segnale direzionale ma come una piccola allerta.

Quale segnale potrebbe portare a forti acquisti di titoli obbligazionari, con superamento di queste importanti zone?

Ad esempio uno storno del mercato o annuncio di politche da parte di Trump non interpretate positivamente del mercato. Finora abbiamo visto gli indici americani salire con forza, anche davanti alla poca chiarezza e scarsi dettagli da parte di Trump, dove gli operatori vogliono dare al nuovo presidente degli Stati Uniti il beneficio del dubbio, ma allo stesso tempo prendere delle precauzione.

t-note

Mercati americani: è giunto il momento di una pausa?

I dati negativi rilasciati nella giornata di oggi mostrano preoccupazione sui mercati americani, con una chiusura in rosso dei principali indici azionari. Gli indici dei prezzi al consumo e di produzione al di sotto delle aspettative, hanno portato a un deprezzamento delle quotazioni, che potrebbero allontanare quelle che sono le decisioni di politica monetaria del FOMC per un rialzo del tasso di interesse.

I mercati americani vanno a mostrare attraverso l’analisi dei prezzi informazioni molto importanti, che potrebbero essere sfruttare per un operatività di medio breve termine se il mercato dovesse effettuare una fase di correzione della tendenza primaria o continuare la sua corsa

In questo video analizzeremo su grafico daily S&P500, Nasdaq e Dow Jones, che mostrano interessanti configurazioni grafiche. Le informazioni sono a scopo didattico e non rappresentano suggerimento per investimenti.

 

FED: cosa si è detto e quali sono le reazioni del mercato

In linea con le attese di mercato e previsioni degli operatori, il FOMC lascia invariati i tassi di interesse. Molte le motivazioni di questa scelta attuata dalla Federal Reserve, che per il quarto mese consecutivo non va ad apportare modifiche sulla politica monetaria lasciandolo allo 0,25%.

A incidere su questa decisione sono sicuramente il referendum per la Brexit, che potrebbe portare difficili situazioni sui mercati internazionali, e gli ultimi dati riguardanti il mercato del lavoro, definiti dalla stessa Yellen deludenti. La Federal Reserve ha rivisto in negativo le stime di crescita del pil degli Stati Uniti per il 2016 e il 2017. Secondo le proiezioni mediane della Banca centrale, la crescita Usa dovrebbe attestarsi al 2% nel 2016, nel 2017 e nel 2018. A marzo la Fed stimava un Pil al +2,2% quest’anno, al +2,1% il prossimo e al +2% nel 2018.

Due sono i rialzi del costo del denaro previsti dalla Federal Reserve per il 2016, che non va a lasciare indicazioni su quella che sarebbe l’aumento dei tassi a causa del rallentamento del mercato del lavoro. Quindi ci si dovrebbe aspettare una stretta monetaria solo se dovessero esserci miglioramenti del mercato e occupazione.

Nella conferenza stampa, Janet Yellen ha definito l’atteggiamento davanti alle decisioni di politica monetaria cauto e appropriato, a causa dei dati inaspettati dei precedenti Non Farm Payrolls e altri indicatori macroeconomici, che forniscono un quadro contrastante per quanto riguarda la crescita economica degli Stati Uniti. Dati che portano un rallentamento della crescita e di conseguenza un tasso di interesse invariato, destinato a rimanere al di sotto dei livelli di lungo termine per un certo periodo.

Davanti a questa situazione, il numero uno della Fed avverte che l’inflazione continuerà a essere monitorata, e dovrebbe tornare al 2.0% nei prossimi due o tre anni. “I dati macroeconomici del mondo del lavoro sono stati deludenti ma non bisogna reagire in maniera eccessiva” aggiunge la Yellen, che continua a prevedere comunque un rialzo del tasso ufficiale di sconto.

Quale reazioni da parte di principali listini americani?

DOW JONES: performance negativa di -0,20%, che conferma una forte presenza di venditori in area 17.750. Se il prezzo dovesse superare i minimi delle ultime giornate, potremmo aspettarci un movimento dei prezzi verso il basso nell’area di supporto posta a 17.400.

NASDAQ: performance negativa di-0,35% con un movimento ribassista che assorbe completamente la giornata precedente. Il superamento dei precedenti minimi potrebbe portare il prezzo in area 4.300.

S&P500: performance negativa di -0,18%, che viene nuovamente venduto in area 2.084. Le medie mobili continuano a lavorare come supporti dinamici, portando il prezzo verso quotazioni inferiori. Il superamento dei minimi delle ultime sedute, potrebbe portare a un ritorno nell’area di supporto posta a 2.050.

Il video è a scopo didattico e non rappresenta suggerimento per investimenti.

I mercati a pochi minuti dai Non Farm Payrolls

Sono stati da poco rilasciati i dati riguardanti l’occupazione negli Stati Uniti, con stime inferiori a quanto previsto dagli analisti.

In questo video osserveremo la reazione dei principali mercati (valutario,azionario e materie prime) davanti a questo importante market mover. L’analisi è a scopo didattico e non rappresenta suggeirmento per investimenti.

 

Diminuita la fiducia dei consumatori negli Stati Uniti

La fiducia dei consumatori è nuovamente diminuita a maggio, raggiungendo il livello più basso dalla fine del 2015. Gli americani si dimostrano leggermente pessimisti circa le condizioni di business globali e del mercato del lavoro.

L’indice di fiducia dei consumatori è sceso a 92,6 da 94,7 registrato nel mese di aprile, toccando il livello più basso da novembre e ben al di sotto del massimo post recessione di 103,8 nei primi mesi del 2015. Gli analisti si aspettavano un punteggio di 96,0, superiore di 1,3 punti rispetto al mese precedente.

Anche se gli americani continuano ad essere prudenti circa l’economia nonostante i forti recuperi mostrati negli ultimi anni, le loro abitudini di spesa mostrano che sono molto più ottimisti rispetto a quello che il rapporto sulla fiducia suggerisce.

Nel mese di aprile, ad esempio, la spesa dei consumatori è salito al tasso più veloce dal 2009. Una fonte di preoccupazione potrebbe essere l’aumento dei prezzi del gas, bene che è possibile acquistare ancora a prezzi appetibili, ma non economici come diversi mesi fa.

Il tasso di assunzione degli Stati Uniti sembra aver subito un rallentamento. A dimostrare questo è un ulteriore indice del Consumer Board, che rappresenta ciò che i consumatori pensano circa l’attuale situazione economica, con una diminuzione da 117,1 a 112,9.

L’indice che misura le aspettative future è sceso a 79 da 79,7. Questa è la lettura più debole in quasi due anni e mezzo.

I consumatori rimangono prudenti circa le prospettive per le condizioni di lavoro e del mercato del lavoro. Pertanto, continuano ad aspettarsi piccolo cambiamento dell’attività economica nei prossimi mesi.

Mercati pronti al rialzo dei tassi USA?: panoramica del mercato

Il 16 dicembre  potrebbe essere ricordato dagli investitori come il giorno in cui la FED alzò nuovamente il tasso d’interesse.  Nel video sarà effettuata una panoramica sui principali strumenti finaziari prima di questo importantissimo market mover. L’analisi prenderà due diversi orizzonti temporali come riferimento: il time frame a 15m per approfondire i movimenti di prezzo della seduta odierna, il timeframe daily per individuare i livelli importanti nel lungo termine. Il video è a scopo didattico e non rappresenta in alcun modo suggerimento per investimenti.

 

L’arrivo dell’ora solare: quali cambiamenti sui mercati?

Conoscere le differenza di fuso orario che avremo in questa settimana è di fondamentale importanza per chi fa trading sui mercati internazionali. L’arrivo dell’ora solare porterà per noi trader italiani alcune modifiche negli orari di riferimento di apertura e chiusura dei mercati internazionali. In Italia, l’ora solare arriverà la notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2015, portando confusione ai trader meno esperti. Anche gli Stati Uniti, come in Italia, adottano l’ora solare, ma gli americani sposteranno indietro le lancette dell’orologio la notte tra il 31 ottobre e l’1 novembre, esattamente una settimana dopo noi italiani. Questa modifica comporterà una variazione negli orari di apertura e chiusura di Wall Street, o meglio sul fuso orario tra gli USA e l’Italia. La prossima settimana sarà come se vivessimo un’ora indietro rispetto agli Stati Uniti, quindi le borse americane non apriranno alle 15:30 ma alle 14:30 ossia un’ora prima per noi italiani. Conoscere queste informazioni è fondamentale per quanto riguarda l’orario di pubblicazione dei dati macroeconomici per gli Stati Uniti. Dal primo novembre, invece, la situazione tornerà ad essere la stessa, perché anche gli Stati Uniti adotteranno l’ora solare e come noi andranno indietro di un’ora.

S&P500: nuovo test dell’area dei 2.000 punti?

L’indice americano S&P500 torna nuovamente su una zona di prezzo importante, rappresentata dall’area compresa tra i 1.990/2.020 punti. A dimostrare l’importanza tecnica di questi livelli è il movimento dei prezzi avvenuto nel remoto e recente passato. Osservando il grafico durante le contrattazioni di inizio anno e nel più recente 17 settembre, si può notare come questa zona di prezzo abbia lavorato in maniera eccellente sia come supporto che resistenza, dimostrando su alcuni breakout dei forti volumi. Nelle ultime giornate caratterizzate da sedute positive, siamo nuovamente tornati nell’area dei 2.000 punti, dove una buona parte degli operatori aspetterà dei segnali direzionali prima di posizionarsi a mercato. La media mobile è stata tagliata al rialzo dall’indice ma è molto più prudente dare importanza a quelli che sono i livelli chiave.

S&P500 Index