EURO: quali informazioni prima della BCE?

Nella giornata di domani avremo l’annuncio del tasso di interesse per quanto riguarda l’Eurozona, seguito dalla conferenza stampa della BCE.

I cambi in Euro mostrano in maniera molto chiara l’attesa per questi importanti market mover, mostrando dal punto di vista grafico quelli che sono livelli fondamentali per le contrattazioni.

In questo video analizzeremo i cambi in Euro, analizzando le diverse situazioni grafiche attraverso supporti e resistenze dinamiche e statiche. Saranno fornite anche ipotesi su quelli che potrebbero essere i prossimi movimenti del mercato.

La spiegazione è a scopo didattico e non rappresenta in alcun modo suggerimento per quanto riguarda investimenti.

 

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Cambi in GBP: prepariamoci al tasso di interesse

Seduta importante per la Sterlina Inglese, che nella giornata odierna vedrà il rilascio dei dati riguardanti il tasso di interesse e la conferenza del governatore della Bank Of England  Carney.

In questa video analisi osserveremo i principali cambi in Sterlina del mercato valutario, individuando aree e livelli chiave importanti per le contrattazioni. Si lavorerà su grafico orario, prendendo in considerazione la dinamica dei prezzi così da essere preparati davanti a questo importante dato macro.

L’analisi è a scopo didattico e non rappresenta in alcun modo suggerimento per quanto riguarda investimenti.

 

PIL: significato e importanza nel trading online

Quando iniziamo la nostra attività di trader, sentiamo spesso parlare di dati macroeconomici in grado di influenzare l’andamento dei mercati. Sicuramente tra i principali indicatori di salute di una nazione c’è il PIL. All’interno di questo articolo cercheremo di spiegare in maniera chiara e semplice cosa sia e quale influenza abbia nelle nostre scelte d’investimento.

Che cos’è il PIL e da cosa è composto?

La sigla PIL è l’abbreviazione di Prodotto Interno Lordo e misura la ricchezza che un paese è in grado di produrre all’interno di un determinato arco temporale. E’composto da 4 diversi elementi:

  • Consumi (C) – totale delle spese dei consumatori per beni e servizi.
  • Investimenti (I) – spese e investimenti delle imprese.
  • Spesa Pubblica (G) – Spese delle pubbliche amministrazioni per beni e servizi.
  • Saldo netto: bilancia Commerciale (NX).

Quando il valore è positivo si parlerà di crescita economica, mentre davanti a un valore negativo parleremo di contrazione economica.

Sono esclusi dalla composizione le prestazioni a titolo gratuito o l’autoconsumo, i beni e servizi prodotti dagli operatori nazionali.

Il valore del PIL è espresso solitamente nella valuta nazionale e possiamo dividerlo in due diverse tipologie:

  • PIL nominale: valore dei beni e servizi misurati a prezzi correnti.
  • PIL reale: valore dei beni e servizi calcolata a prezzi costanti; è una misura più efficace del benessere economica, perché non è influenzato dai cambiamenti di prezzi.

Quando viene rilasciato il PIL e quale impatto ha sui principali mercati?

Il PIL viene calcolato su base annuale o trimestrale e ha forte impatto sui mercati finanziari. E’da considerare sicuramente tra i principali market mover del mercato, in grado di influenzare fortemente le oscillazioni di prezzo in diversi orizzonti temporali.

Una lettura positiva del PIL superiore alle aspettative potrebbe essere considerata dagli analisti come un segnale positivo, portando movimenti rialzisti sul mercato azionario e della valuta di rifeirmento. Avremmo un comportamento totalmente contrario in caso di PIL negativo.

E’importante sempre contestualizzare quale sia il ciclo economico in cui ci troviamo, in modo da essere in grado di interpretare in maniera corretta il rilascio di questo dato fondamentale.

Quali dati è possibile estrarre dal PIL?

Dal PIL è possibile estrarre questi importanti dati macroeconomici:

  • Reddito pro-capite: è calcolato dividendo il valore reale del PIL per la popolazione.
  • Deflatore del PIL: è il rapporto tra PIL nominale e PIL reale.
  • Rapporto deficit/PIL: viene utilizzato per calcolare l’ammontare del deficit delle amministrazioni pubbliche in relazione al PIL (limite accettabile 3% secondo i parametri di Maastricht).

Come avrete potuto capire il PIL è un dato fondamentale per le vostre scelte d’investimento. Consultate sempre il calendario economico, in modo da essere sempre aggiornati quando questo sarà rilasciato.

 

 

 

Dollaro Neozelandese: livelli chiave prima del tasso di interesse

In questo video individueremo i principali livelli chiave nelle coppie che scambiano con e contro il dollaro neozelandese.

L’analisi è a scopo didattico e non rappresenta in alcun modo suggerimento per quanto riguarda investimenti.

 

EUR/USD prima della FED: quali informazioni dai prezzi?

Mancano poche ore all’annuncio del tasso di interesse americano, uno dei principali market mover di queste settimane. In attesa dei dati, il cambio EUR/USD mostra una situazione grafica interessante, dove le ripartenze avvenute in data 25 ottobre hanno portato nuovamente la coppia vicino a livelli chiave fondamentali.

Possiamo infatti individuare attraverso il grafico delle aree fondamentali per la contrattazione dei prezzi, specialmente in ottica di medio breve termine. Il grafico 4H mostra con precisione l’area di 1.1130 come resistenza importante e zona in cui avevamo visto nel recente passato l’inizio di forti movimenti discesisti.

Questo ex supporto aveva contenuto i prezzi da inizio agosto, per vedere poi il suo breakout a metà mese di ottobre. Le contrattazioni di EUR/USD, che quota nel momento in cui scrivo il valore di 1.10946, si trovano vicino l’area di 1.1100 che dobbiamo monitorare con estrema attenzione. Con l’annuncio del tasso di interesse, l’alta volatilità potrebbe portare i prezzi a effettuare un test di questa zona e fornirci indicazioni importanti per la nostra operatività.

E’allo stesso modo importante la resistenza dinamica individuata a partire dai massimi toccati il 18 agosto. Prendendo in considerazione questo livello è possibile notare come i venditori abbiano liquidato le loro posizioni a prezzi sempre inferiori, portando alla creazione di una figura triangolare. Questa zona di resistenza rappresenta un secondo ostacolo per l’apprezzamento della coppia valutaria.

 

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FED: cosa si è detto e quali sono le reazioni del mercato

In linea con le attese di mercato e previsioni degli operatori, il FOMC lascia invariati i tassi di interesse. Molte le motivazioni di questa scelta attuata dalla Federal Reserve, che per il quarto mese consecutivo non va ad apportare modifiche sulla politica monetaria lasciandolo allo 0,25%.

A incidere su questa decisione sono sicuramente il referendum per la Brexit, che potrebbe portare difficili situazioni sui mercati internazionali, e gli ultimi dati riguardanti il mercato del lavoro, definiti dalla stessa Yellen deludenti. La Federal Reserve ha rivisto in negativo le stime di crescita del pil degli Stati Uniti per il 2016 e il 2017. Secondo le proiezioni mediane della Banca centrale, la crescita Usa dovrebbe attestarsi al 2% nel 2016, nel 2017 e nel 2018. A marzo la Fed stimava un Pil al +2,2% quest’anno, al +2,1% il prossimo e al +2% nel 2018.

Due sono i rialzi del costo del denaro previsti dalla Federal Reserve per il 2016, che non va a lasciare indicazioni su quella che sarebbe l’aumento dei tassi a causa del rallentamento del mercato del lavoro. Quindi ci si dovrebbe aspettare una stretta monetaria solo se dovessero esserci miglioramenti del mercato e occupazione.

Nella conferenza stampa, Janet Yellen ha definito l’atteggiamento davanti alle decisioni di politica monetaria cauto e appropriato, a causa dei dati inaspettati dei precedenti Non Farm Payrolls e altri indicatori macroeconomici, che forniscono un quadro contrastante per quanto riguarda la crescita economica degli Stati Uniti. Dati che portano un rallentamento della crescita e di conseguenza un tasso di interesse invariato, destinato a rimanere al di sotto dei livelli di lungo termine per un certo periodo.

Davanti a questa situazione, il numero uno della Fed avverte che l’inflazione continuerà a essere monitorata, e dovrebbe tornare al 2.0% nei prossimi due o tre anni. “I dati macroeconomici del mondo del lavoro sono stati deludenti ma non bisogna reagire in maniera eccessiva” aggiunge la Yellen, che continua a prevedere comunque un rialzo del tasso ufficiale di sconto.

Quale reazioni da parte di principali listini americani?

DOW JONES: performance negativa di -0,20%, che conferma una forte presenza di venditori in area 17.750. Se il prezzo dovesse superare i minimi delle ultime giornate, potremmo aspettarci un movimento dei prezzi verso il basso nell’area di supporto posta a 17.400.

NASDAQ: performance negativa di-0,35% con un movimento ribassista che assorbe completamente la giornata precedente. Il superamento dei precedenti minimi potrebbe portare il prezzo in area 4.300.

S&P500: performance negativa di -0,18%, che viene nuovamente venduto in area 2.084. Le medie mobili continuano a lavorare come supporti dinamici, portando il prezzo verso quotazioni inferiori. Il superamento dei minimi delle ultime sedute, potrebbe portare a un ritorno nell’area di supporto posta a 2.050.

Il video è a scopo didattico e non rappresenta suggerimento per investimenti.

Cosa sono i tassi sui depositi?

Con le decisioni di politica monetaria intraprese oggi dalla BCE, abbiamo assistito alla diminuzione del tasso di interesse sui depositi da -0,2% a -0,3%. Come possono essere interpretate queste scelte e cosa sono i tassi sui depositi? Per capire bene cosa sia un tasso di deposito dobbiamo iniziare a capire quale sia il legame tra la Bce e  le banche europeeLe banche europee depositano il loro denaro presso la Bce e questa operazione viene effettuata in base al rispetto di regole che richiedono determinate garanzie per l’erogazione del credito.

Questo non è l’unico motivo per cui gli istituti di credito depositano  il loro denaro presso la banca centrale europea. Può capitare che in alcuni momenti le banche abbiano una maggiore liquidità rispetto alle loro capacità. Rendendo negativo il tasso di interesse sui depositi, le banche non sono stimolate a parcheggiare il loro denaro presso la Bce, dato che dovrebbero pagare quello che è il tasso di interesse sui depositi. Questo favorisce una maggiore liquidità perchè non ci sono interessi nel tenere fermo il denaro, che potrebbe essere usato per fornire prestiti ad aziende e privati o essere nuovamente investito dalle banche stesse, in modo da avere un ritorno. Con l’ulteriore calo e la fissazione di un tasso negativo, le banche dovranno pagare per i soldi in eccesso che depositano presso la Bce.

Il tasso negativo sui depositi rappresenta una forma di tassa sui rischi evitati dagli istituti nell’erogazione del credito. Nel caso di una eccessiva discesa dei tassi su i depositi, specialmente in relazione ad un lungo periodo, gli istituti di credito potrebbero preferire l’accumulazione di denaro nelle loro casseforti piuttosto che effettuare i depositi presso la Bce. In questo caso non avrebbero nessun guadagno, ma non sarebbero comunque costretti a pagare i tassi negativi alla Bce.

Sterlina inglese: quali segnali dopo le parole di Carney?

Il mercato valutario interpreta negativamente le parole di Mark Carney, presidente della Bank of England. Con un rialzo dei tassi rinviato al 2016, la sterlina inglese va a perdere valore rispetto alle altre major, andando a dare segnali ribassisti per le prossime giornate. In questo video sarà effettuata una panoramica della sterlina scambiata contro le principali coppie valute del mercato, attraverso l’uso della price action.

EUR/USD: analisi prima del FOMC

Mancano poche ore al rilascio della dichiarazione del tasso di interesse da parte della FED. Analizzando il cambio EUR/USD prima di questo evento, possiamo individuare quelle che sono le zone importanti di prezzo. Dopo il movimento discesista del 22 ottobre, le contrattazioni della coppia si trovano in una fase di stallo, individuabile tra 1,1000/1,1080. Siamo quindi all’interno di una zona di trading range, che potrebbe essersi creata proprio perchè il mercato attende il rilascio del dato prima di prendere una direzione. Lavorando attraverso gli ultimi movimenti del cambio, possiamo notare che gli orsi continuano ad avere il controllo sulla coppia valutaria, specialmente dopo le parole di Draghi della settimana precedente, interpretate dal mercato in maniera negativa con una discesa,fino alla giornata di oggi, di 3 figure. La media mobile è rivolta verso il basso, e avendo tagliato il prezzo nella giornata del 22 ottobre lavora come supporto dinamico. Quali sono quindi i livelli importanti da monitorare? Come area di supporto 1,1000, che rappresenta ancora un ostacolo per la discesa dei prezzi. Le zone di resistenza possono essere individuate invece tra 1,1100/1,1200. Tutto questo range rappresenta un forte ostacolo a delle nuove salite e rappresenta una zona dove nuovi venditori potrebbero unirsi al mercato.

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AUD/USD:analisi prima della dichiarazione del tasso di interesse

Fra poche ore la banca centrale australiana rilascerà la dichiarazione del tasso di interesse,che secondo la previsione degli analisti dovrebbe rimanere invariato rispetto al mese precedente.Andiamo a vedere la situazione grafica prima del rilascio di questo importantissimo market mover:come potete osservare dall’immagine,nelle sedute precedenti il cambio AUD/USD era andato a formare una figura triangolare che andava a delineare una forte indecisione nell’area di prezzo posta 0,877700-0,88000.Dopo una prima rottura con strappo rialzista verso l’area 0,88700,che rappresentava una forte area di resistenza del cambio,il prezzo ha avuto un forte movimento di discesa dove abbiamo avuto un ritorno in area 0,88500.Su questo livello si è poi sviluppato un pullback del movimento del prezzo,che ha riportato la quotazione di AUD/USD sotto quello che era il livello chiave della figurare trinagolare.Nel momento in cui scrivo la quotazione si trova a testare l’area chiave di 0,87500-0,88720.La zona appena descritta rappresenta un importante area per la coppia,dato che questa zona rappresenta la mediana di prezzo dove avvengono molte delle contrattazioni dell’intera fase congestiva (Che ha come livello 0,86200 e livello di resitenza a 0,88700).La media mobile a 21 periodi sembra funzionare in questo momento da supporto dinamico,contenendo il prezzo all’interno del livello 0,88700.Se dovessimo avere un tasso di interesse interpretato negativamente dal mercato,un prossimo livello su cui prestare attenzione sarebbe posto a 0,86270,che rappresenta la base di quella situazione di congestione di prezzo iniziata il 29/09/2014.La rottura di questa zona porterebbe a ulteriori discese in area 0,85400.Questo è chiaramente uno scenario in linea con gli ultimi movimenti della coppia valutaria,dato che analizzando il grafico su più larghi orizzonti temporali,come un grafico settimanale,abbiamo dei segnali che sembrano vedere lo scenario ribassista come quello più probabile.La cosa migliore da fare è sicuramente aspettare la reazione alla dichiarazione del tasso di interesse e vedere come il mercato andrà a interpretare tale notizia.

 

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