Correlazioni: perché è importante conoscerle

Nella nostra attività di trader sarà fondamentale comprendere le relazioni che intercorrono tra diverse asset class o strumenti finanziari. Saremo così in grado di scegliere tra diverse opportunità di investimento quella che avrà maggiori possibilità di profitto e minor rischio.

In questa video analisi osserveremo il comportamento del cambio EUR/USD rispetto al prezzo dell’oro, sia in Euro che dollari americani, vedendo come lo studio delle correlazioni possa portare un notevole vantaggio dalla nostra parte.

La spiegazione è a scopo didattico e non rappresenta in alcun modo suggerimento per quanto riguarda investimenti.

 

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Forex: spunti operativi per la sessione odierna

In questo video vedremo alcune interessanti situazioni da sfruttare per un trading intraday o della durata di qualche seduta.

Le informazioni fornite sono a scopo puramente didattico e non rappresentano suggerimento per investimenti.

 

Forex: quali suggerimenti dalla scorsa ottava?

In questo video effettueremo una panoramica del mercato dei cambi. L’analisi si concentrerà sulle principali coppie di valute, dove saranno presi in considerazione i livelli chiave e quelle che potrebbero essere le prossime oscillazioni dei prezzi.

Il video è a scopo didattico e non rappresenta suggerimento per investimenti.

 

BID e ASK: che cosa sono?

Nel mercato dei cambi, comunemente chiamato Forex, si opera sempre attraverso coppie di valute di cui una viene comprata e l’altra viene venduta.

Quando operiamo su una coppia di valute come ad esempio USD/JPY, la prima prende il nome di valuta base (base currency), mentre la seconda rappresenta la valuta quotata (quote currency). Analizzando un cambio, si guarda quanta valuta quotata è necessaria per acquistare una unità di valuta base.

Nelle operazioni sul mercato Forex si effettua sempre simultaneamente l’acquisto di una valuta e la vendita di un’altra valuta. Quella che noi acquistiamo o vendiamo è la prima valuta rispetto alla seconda. Questo avviene perché non ci sarebbe profitto se comprassimo o vendessimo la medesima valuta, dato che il prezzo di domanda e offerta non mostrerebbe nessuna differenza.

Il mercato Forex non è regolamentato e viene definito over the counter (OTC). A differenza di quello che avviene su mercati regolamentati, dove gli scambi sono standardizzati e centralizzati, ogni banca o broker offre le sue quotazioni, fissando sempre due diversi prezzi per l’acquisto o la vendita: il prezzo bid e ask, chiamati anche denaro o lettera.

Denaro (BID) è il prezzo a cui è possibile vendere la valuta base per acquistare la valuta quotata, Rappresenta il prezzo al quale il proprio broker è disposto ad acquistare la coppia di valute.

Lettera (ASK), è il prezzo a cui è possibile acquistare la valuta base vendendo la valuta quotata. Rappresenta il prezzo al quale il proprio broker è disposto a vendere la coppia di valute.

La differenza tra prezzo denaro e lettera viene comunemente chiamato spread. Quando operiamo su una coppia di valute, la differenza tra bid e ask è quello che paghiamo al broker per aprire l’operazione. In una transazione sul mercato Forex, il prezzo ask è sempre superiore al prezzo bid.

Analisi intermarket tra i principali mercati

Con la chiusura della precedente ottava, i mercati hanno mostrato imprevedibilità davanti a quelle che erano alcune tendenze in atto. Molte sono le situazioni interessanti, specialmente dopo le decisioni di politica monetaria da parte dalle BOJ. Il forte deprezzamento del dollaro americano dopo le decisioni del FOMC ha nuovamente portato all’aumento di valore delle valute high yeld e del metallo giallo.

In questa video analisi, effettueremo una panoramica su diversi timeframe del mercato valutario, azionario e delle materie prime, analizzando le correlazioni tra le diverse tipologie di asset. L’analisi è a scopo didattico e non rappresenta suggerimento per investimenti.

 

Segnali di indecisione sui mercati

Con la chiusura dell’ottava precedente abbiamo avuto dal mercato forti segnali di indecisione. Nonostante le importanti notizie macroeconomiche della scorsa settimana, i mercati non sono riusciti a fornirci importanti indicazioni direzionali. In questo video sarà effettuata una panoramica degli strumenti principali attraverso l’uso dell’analisi  tecnica e lo studio dei movimenti del prezzo su grafico settimanale e giornaliero.

 

EUR/JPY: analisi del grafico settimanale

Il cambio EUR/JPY ci fornisce su grafico settimanale delle informazioni molto importanti. Possiamo trovarle anche su un grafico giornaliero ma meno visibili per una persona che ha iniziato da poco a investire sul mercato del Forex. Analizzando il time frame settimanale notiamo l’importanza della zona in cui si trova adesso il prezzo, ossia l’area di 136,000, che vede con l’inizio del mese di giugno la formazione di una figura triangolare. L’area di 136,000 è fondamentale per la contrattazione del cambio, dato che in passato ha lavorato come supporto orizzontale, mantendo per l’intero 2014 i prezzi al di sopra di questo valore. L’indecisione dell’ultimo semestre è ben visibile attraverso il grafico, con un prezzo che si trova al momento proprio nell’area di 136,000, non fornendo nessuna indicazione direzionale. Le indicazioni della media mobile sono inutili per fornirci spunti direzionali dato che continua a tagliare il prezzo nella zona centrale. Trovandoci davanti a una forte indecisione, confermata sia dal movimento dei prezzi che da una forte riduzione dello spread all’interno della figura, il miglior segnale direzionale sarà fornito dal breakout della figura e un forte aumento di volatilità.

 

JPY

 

Forex: analisi delle coppie principali su grafico daily

Mancano poche ore al rilascio dei dati riguardanti l’indice dei prezzi al consumo per gli Stati Uniti. Le aspettative da parte degli analisiti sono di un dato invariato sia su base mensile che annuale rispetto a quello precedente. Analizzanso il grafico giornaliero,saranno individuati i livelli chiave sui cambi principali attraverso l’uso dell’analisi tecnica. Il video è puramente a scopo didattico e non vuole essere in alcun modo un suggerimento per investimenti.

La media mobile: qualche piccolo suggerimento su come usarla

Molto spesso, quando si inizia a fare trading, si è sempre alla ricerca dell’indicatore infallibile che vada a trasformare ogni nostro singolo trade in un guadagno. Così inizia la nostra ricerca tra i più svariati indicatori e oscillatori, andando a dimenticare quello che realmente è importante nel mercato: il prezzo. Quindi, chi può aiutarci meglio di uno strumento calcolato direttamente sul valore dei prezzi? Per quanto possa sembrare semplice e spesso sottovalutata, la media mobile rappresenta un validissimo indicatore per lavorare sul mercato, in grado nella sua semplicità di filtrare falsi segnali se usata e adattata in relazione al nostro timeframe di riferimento.
Come possiamo adattare la media mobile al nostro timeframe?
Parecchie volte l’errore della maggior parte dei trader consiste nel dare alla media mobile un valore non corretto in relazione all ‘orizzonte temporale d’investimento. Dividendo in due grandi categorie i timeframe, ossia quelli di lungo e quelli di breve, avremo un’affidabilità crescente in relazione all’aumentare del timeframe. Quindi più i valori del prezzo saranno alti, più il nostro segnale sarà affidabile. Partendo da questo ragionamento, è naturale che se andremo a lavorare su timeframe 4H o 1D, useremo delle medie mobili di breve, perchè saranno calcolate su valori di prezzo molto più alti. In questi casi potremmo lavorare bene con una singola media mobile a 21 periodi (Semplice o esponenziale), che su grafici di lungo termine andrà a determinare in maniera chiara il trend primario. Tutto cambia se i nostri orizzonti temporali sono i timeframe di breve, dove dovremo lavorare in maniera completamente opposta. Nel caso lavorassimo su un grafico a 5m o 15m, la media mobile a 21 periodi non sarebbe in grado di dare dei segnali affidabili,andando a lavorare in maniera errata e non filtrare correttamente tutti i falsi segnali dati dal rumore di mercato. Potremmo anche avere dei benefici usando questa media ma sarebbero più i falsi segnali che le operazioni in guadagno. Quindi come ci comporteremo su grafici di così breve orizzonte temporale? Lavorando con medie mobili almeno a 60-100 periodi, che vadano realmente su timeframe di breve a filtrare i falsi segnali e farci capire quali sono le zone di contrattazione importanti nel mercato in cui lavoriamo.