Stop Loss: cos’è e perché inserirlo sempre

Nel Trading Online sicuramente è importante avere delle ottime conoscenze di analisi tecnica e nella dinamiche del mercato. Questo perché ci permetteranno di effettuare delle operazioni in punti fondamentali del mercato, ovviamente in base al nostro tipo di operatività e orizzonte temporale. Ma se le cose dovessero iniziare ad andar male? Come potremmo proteggerci da ingenti perdite? Semplicemente attraverso un Stop loss.

Cos’è uno stop loss?

Lo stop loss è un ordine automatico, di acquisto o vendita, che chiuderà automaticamente la nostra operazione a un determinato livello di prezzo. In questo modo la nostra operazione, anche se siamo lontani dal nostro pc, tablet o telefono, si chiuderà automaticamente.

Attraverso questa semplice funzionalità, presente in ogni piattaforma di trading online, come per esempio Metatrader4 o ProReal Time, saremo in grado di stabilire una perdita massima per la nostra operazione. In questo modo sapremo sempre quanto possiamo perdere se l’operazione non dovesse andare come avevamo sperato.

Bisogna sempre inserire lo stop loss?

Ridurre le perdite al minimo è un concetto di fondamentale importanza nella nostra attività di trader. Un vero trader è quello capace di avere un sistema in grado di massimizzare i guadagni e allo stesso tempo contenere inutili perdite. Solo in questo modo potremo guadagnare in maniera sistematica con il trading online, specialmente quando ci saranno periodi in cui le nostre operazioni non seguono le nostre previsioni.

Lo stop loss dovrà essere SEMPRE inserito per ogni operazione che apriamo a mercato e non dovrà mai mancare nella nostra strategia di trading. Chi vi dirà il contrario, ossia di non inserire lo stop loss a mercato, probabilmente farà i suoi interessi, guadagnando dalle vostre perdite. Capita molto volte che siano proprio dei broker non corretti nei confronti dei clienti a suggerire di non inserirlo.

Esistono strategie alternative all’inserimento dello stop loss?

Come dicevamo nel paragrafo precedente, lo stop loss dovrà sempre essere inserito a mercato. Essendo il mondo del trading online molto ampio e formato da diverse strategie e diversi punti di vista per la gestione delle perdite, lo stop loss non sarà l’unica soluzione alle nostre perdite.

Alcuni preferiranno lavorare attraverso l’hedging, ossia la copertura della nostra operazione con un’altra di posizione contraria, o su uno strumento finanziario correlato negativamente. In questo modo non inseriremo il nostro stop loss ma avremo una seconda operazione che assorbirà le perdite di quella aperta precedentemente.

Altri trader preferiranno invece acquistare o vendere opzioni, così da poter assorbire parte della perdita se le cose dovessero andar male, oppure avere qualche guadagno in meno se il nostro trade dovesse continuare a lavorare nella direzione sperata.

Quale sarà la migliore strategia per mediare le nostre perdite?

La scelta in questo caso sarà totalmente discrezionale. Alcuni trader preferiranno avere un perdita determinata dalla scelta di un punto di stop loss. Altri lavoreranno con la copertura dell’operazione.

Quella che preferisco è sicuramente l’uso dello stop loss, perché se inserito nel punto esatto del mercato limiterà subito le nostre perdite. Nel caso di hedging potremmo avere invece due operazioni che continuano a mantenere una perdita fissa, in cui avremo pagato per ben due volte le commissioni al posto di una.

Come potrò determinare il miglior punto per inserire uno stop loss? Quali fattori dovrò prendere in considerazione?

Determinare il miglior punto per inserire lo stop loss è un qualcosa che varierà a seconda del nostro orizzonte temporale operativo e strumento su cui lavoriamo. Ogni timeframe avrà i suoi punti importanti dove inserire lo stop loss. Starà a noi attraverso quella che è la nostra esperienza e capire dove proteggere la nostra operazione.

Oltre al movimento dei prezzi per inserire bene il nostro stop loss dovremo prendere in considerazione un ulteriore fattore fondamentale: la volatilità del mercato.

Dobbiamo vedere lo stop loss come un nemico del nostro trading?

All’inizio si tende a vedere lo stop loss come un nemico per le nostre operazioni di trading. Questo perché non siamo ancora in grado capire bene le dinamiche dei prezzo o dei mercati, continuando a vedere più operazioni in perdita di quelle guadagno. In base a questa dinamica tenderemo quindi a vedere lo stop loss come un nemico, dato che non ci permette di avere guadagni.

Il problema in questo caso è la nostra preparazione non adeguata per i mercati, non colpa dello stop loss.

Quando saremo in grado di comprendere bene il mercato, vedremo che quando il nostro stop è stato preso, il mercato ha poi continuato a seguire con forza la direzione opposta al nostro trade.

E’normale vedere delle operazioni raggiungere lo stop loss?

Nel trading online è normalissimo avere operazioni in perdita. Chi vi ha detto il contrario vi starà mentendo. Le operazioni in perdita ci sono e ci saranno sempre. L’importante è che queste non vadano a essere maggiori di quelli che sono i nostri profitti.

Sarà quindi fondamentale capire un ulteriore concetto importante, ossia quello del R/R (Risk/Reward) di un trade. Potrai trovare un articolo che ti spiega di cosa si tratta cliccando qui.

Come potrò capire dove inserire in maniera corretta uno stop loss? 

Le soluzioni sono principalmente due e non esistono scorciatoie:

  1. Fare tanta esperienza a mercato.
  2. Effettuare un corso di formazione con un professionista, così da risparmiare denaro, inutili stress e perdite. Attraverso la sua esperienza sui mercati sarà in grado di farvi comprendere come determinare dei punti importanti per il vostro stop loss.

Quali tipologie di stop loss esistono?

Sono diverse le metodologie con cui proteggerti quando effettui un operazione di trading. Potrai trovarle elencate e spiegate cliccando qui.

 

 

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Volatilità: amica o nemica dal trader?

Nel trading online è fondamentale conoscere e comprendere il concetto di volatilità. Si tende, specialmente agli inizi, a vedere le forti oscillazioni di prezzo come un ostacolo per i nostri investimenti a mercato. Questa paura può portare a non valutare interessanti idee di investimento.

La volatilità è nemica o amica del trader? Bisogna avere paura della volatilità?

Troverete le risposte in questo breve video a scopo didattico. La spiegazione è a scopo formativo e non rappresenta in alcun modo suggerimento per quanto riguarda investimenti.

 

Indici americani: nervosismo sui principali listini

I mercati americani hanno mostrato nelle ultime sedute dei movimenti discesisti, caratterizzati da un forte aumento di volatilità. Analizzando i principali listini possiamo notare come questo nervosismo sia ben visibile nel quadro tecnico, con delle figure classiche di espansione di volatilità.

In situazioni simili, è importante avere un controllo ottimale del rischio, dato che i mercati potrebbero mostrare su quelli che sono i principali livelli tecnici dei movimenti erratici.

In questa video analisi prenderemo come riferimento i principali listini americani, S&P500, Nasdaq e Dow Jones, mostrando quello che accade e come la volatilità sia in grado di creare situazioni in cui i nostri stop loss non possono essere quelli con cui abbiamo lavorato nei mesi precedenti.

La spiegazione è a scopo didattico e non rappresenta in alcun modo suggerimento per quanto riguarda investimenti.

 

Occhio alle streghe: il Quadruple Witching Day

Chi opera da qualche tempo sui mercati, avrà sicuramente sentito parlare del Witching Day. Proprio nella giornata di oggi avviene questa ricorrenza, che attraverso il suo nome può creare una certa sorta di paura. Ma di cosa si tratta e come bisogna comportarsi davanti a questo evento?

Il Witching Day, nella nostra lingua il giorno delle streghe, rappresenta la giornata in cui vanno in scadenza determinati strumenti derivati:

  • I futures su indici.
  • Le opzioni su azioni.
  • Le opzioni su indici.

A questo punto qualcuno si starà domandando: ma se abbiamo tre scadenze, perchè questo evento viene definito Quadruple Witching Day? La risposta è molto semplice, ossia che a queste si scadenze si aggiunge anche quella dei futures su azioni. Una volta era chiamato Triple Witching day, ma il nome è stato cambiato quando dal 2002 si è aggiunto il trading sui futures delle singole azioni.

La scadenza simultanea delle quattro categorie di strumenti avviene il terzo venerdì dei mesi di marzo, giugno, settembre e dicembre.

Queste giornate sono monitorate con attenzione dagli investitori a causa di una crescita di volumi e volatilità, dovuta in buona parte a cause speculative.

L’evento non porta modifiche al trading di lungo periodo, dato che chi lavora su questi orizzonti di investimento avrà acquistato alcuni giorni prima i nuovi contratti. La volatilità è contenuta all’interno della stessa giornata, che come scritto in precedenza rappresenta una buona opportunità per operazioni speculative. Essendo infatti la giornata di scadenza, le operazioni che si effettuano vanno a veder fine all’interno della stessa seduta.

Il Vix è in grado di prevedere le stragi?

Dopo l’attentato avvenuto a Parigi, si è spesso sentito parlare del Vix e della sua capacità di prevedere le stragi. Può un indice calcolato sulla volatilità implicita delle opzioni a 30 giorni dell’S&P500 essere in grado di anticipare attentati terroristici? La risposta è a mio parere  negativa. Nel video articolo sarà spiegato cos’è il Vix, cosa realmente misura  e le motivazioni per cui questo strumento finanziario non è in grado di anticipare determinate situazioni. Le spiegazioni  sono state effettuate nella maniera più semplice possibile, in modo da poter dare anche a quelle persone che non seguono la finanza, la possibilità di capire il perchè avvengono determinati movimenti.

 

Lezione didattica: perchè non mediare lo stop loss

In questo video verrà spiegata l’importanza dello stop loss durante la nostra operatività quotidiana e come questo può salvarci dall’emotività. Nel trading intraday lo stop loss risulta fondamentale per il contenimento delle perdite e può salvarci da situazioni di mercato avverse, specialmente quando ci troviamo in situazione di alta volatilità.